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Marco Muscillo

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Nato nel 1988 a Tricarico in provincia di Matera. Vive in Umbria da più di 20 anni. Ha studiato Storia della Società, della Cultura e della Politica all'Università di Perugia. Ogni tanto si diverte a scrivere articoli per l'Opinione Pubblica.

Legislative in Francia, vince il partito dell’astensione

Legislative in Francia, vince il partito dell'astensione

Macron otterrà dal 415 i 445 seggi nell'Assemblea francese, risultato record per un partito della Quinta Repubblica. Ma il partito di governo si reggerà sul consenso di soltanto il 16% dei francesi, che si sono astenuti in massa (cifra record di 51,29%).

Perde Theresa May, ma trionfa ancora Brexit

Il voto politico britannico decreta la sconfitta personale di Theresa May, che perde l'occasione di poter rafforzare la propria leadership. Ma il voto dato a Corbyn è il voto dei ceti popolari, della working class, lo stesso voto che ha decretato il trionfo del "Leave". Il Regno Unito boccia la politica economica neo-thatcheriana.

Crisi bancaria: in Spagna Santander compra Banco Popular con 1 euro

Banco Santander, Banco popular, crisi bancaria Spagna

Sulla scia di quanto già richiesto dalla Commissione Europea, l'Ocse consiglia all'Italia di proseguire con le riforme strutturali anche nel 2018, riducendo il deficit di bilancio e aumentando le entrate fiscali con la lotta all'evasione e la reintroduzione della tassazione sugli immobili. In Spagna, Banco Popular sull'orlo del fallimento, viene rilevata da Banco Santander per 1 Euro. E' bail-in per azioni e obbligazioni subordinate.

Marine Le Pen capitola: niente più Frexit

Marine Le Pen

La Commissione Europea da il via libera alla "manovrina" correttiva e consiglia al governo italiano di spostare la tassazione dal lavoro verso il patrimonio e la casa. Padoan dice no all'Imu sulla prima casa, ma si rischia comunque l'inasprimento delle imposte di successione. Intanto, Italia e Grecia vanno a caccia di contante: Tsipras confisca le cassette di sicurezza, mentre la nuova Equitalia potrà aggredire i conti correnti. In Germania, Angela Merkel dice che l'Euro è "troppo debole"e da la colpa a Mario Draghi. In Francia Marine Le Pen abbandona la "crociata" contro la moneta unica e sposta il baricentro del partito verso il centro.

Dobbiamo ricominciare dalle basi: l’Euro è il vero problema

Euro, BCE, Mario Draghi

Dopo la vittoria di Emmanuel Macron in Francia, i falchi dell'europeismo tirano un sospiro di sollievo, credendo di aver arginato il pericolo populista. Le elezioni legislative di giugno è presumibile che non riserveranno grosse sorprese: è vero che il partito di Macron, En Marche!, ha meno di un anno di vita e non ha una struttura forte come quella dei partiti classici, ma la duttilità di Macron può permettergli di trovare alleati sia a destra come a sinistra. Per cui sarà facile per lui aprire ai repubblicani, magari all'ala di Juppé e trovare un primo ministro che fossa far convergere le preferenze di repubblicani e socialisti ed evitare la temuta "cohabitation", sempre che temuta lo sia davvero. Per il Front National c'è il rischio di raccogliere ancora una volta ben poco rispetto a quanto seminato, a causa del doppio turno che impone il sistema elettorale maggioritario...

Cari sovranisti, in Francia siamo obbligati a vincere, non basta partecipare

Marine Le Pen

Al ballottaggio per le elezioni presidenziali francesi, quello di Marine Le Pen sarà un risultato storico, ma per le sorti sovraniste tutto ciò non può bastare: la novella Giovanna d'Arco è obbligata a vincere. Passerà troppo tempo prima di un'occasione similmente determinante per le sorti di Euro e Unione Europea.

Con Def e manovrina cresceremo nel 2020. Parola di Pier Carlo Padoan

Def, la manovrina primaverile di Padoan

Il Consiglio dei Ministri ha varato il Documento di Economia e Finanza del 2017 e la manovra correttiva di 3,4 miliardi richiesta dall'Unione Europea.

Siria: Anche Nicolai Lilin si schiera contro i bombardamenti Usa (VIDEO)

Nicolai Lilin

La versione di Nicolai Lilin sulla guerra in Siria

Dal Telegraph: “La Gran Bretagna si riprenderà i soldi indietro dall’UE invece di pagare per uscirne”

I leaders europei hanno messo in guardia il Regno Unito sul conto per il divorzio che potrebbe salire fino a 50 miliardi di Sterline.

Sradicare gli ulivi è un sacrilegio

Cronache dal regno della barbarie

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