L’obiettivo è piantare stabilmente la bandiera blu-rosso-verde (con mezzaluna e stella ad otto punte bianche) nella cartina geopolitica dello sport internazionale e per raggiungere questo obiettivo il governo di Baku ha predisposto un piano di sviluppo che si muove su tre direttive: a) sponsorizzazione ed organizzazione di grandi eventi internazionali e sponsorizzazione di squadre di primo livello; b) sviluppo dello sport di massa, di base e giovanile, per portare gli atleti ai massimi livelli; c) appoggio ai magnati che investono cifre notevoli nelle squadre locali per portarle al livello più alto possibile nelle competizioni nazionali ed europee e dare solidità economica al movimento sportivo. Se la prima direttiva la potremmo definire esclusiva, perché rivolta prevalentemente verso l’esterno, le altre due sono direttamente rivolte verso l’attività sportiva interna.

Baku 2015: l’Azerbaigian centro dell’Europa sportiva

Attraverso la sponsorizzazione di eventi e squadre il governo di Baku mira al riconoscimento internazionale dell’arena sportiva, utilizzando il grande palcoscenico mondiale come leva diplomatica secondo una strategia già messa in campo da altri paesi, come il Qatar (la famiglia Al Thani è proprietaria del Paris Saint Germain, sponsor del Barcellona ed organizzatori dei Mondiali di Calcio del 2022) e gli Emirati Arabi Uniti (la famiglia Al Nahyan è proprietaria del Manchester City e sponsor del Real Madrid).
Due importanti operazioni di marketing hanno visto protagonisti gli asset strategici azeri: grazie ad una cifra vicina ai 12 milioni di euro compare sulle maglie dell’Atlético Madrid, finalista di Champions League e trionfatore nella Liga spagnola, la scritta “Azerbaijan Land of Fire” (1), mentre la SOCAR (State Oil Company of Azerbaijan Republic) sponsorizzerà tutte le manifestazioni UEFA dedicate alle nazionali, tra il 2014 e il 2017. Ma lo sforzo economico di Baku non si ferma qui: dopo aver organizzato e ospitato una tappa del WTA World Tour di tennis femminile dal 2011, il mondiale di Judo IJF nel 2011, la Coppa del Mondo femminile di calcio under-17 del 2012, il Campionato mondiale di pugilato AIBA del 2012, il Gran Premio di Motonautica F2 nel 2013 (“Flame on the water”), il Campionato mondiale di polo del 2013, le final four di Champions League di pallavolo femminile 2013, il Giro dell’Azerbaigian di ciclismo su strada dal 2013, le final four della UEFA Futsal Cup della stagione 2013-14, il 77° congresso internazionale dell’AIPS (Associazione Internazionale della Stampa Sportiva) del 2014, gli azeri hanno già incassato l’approvazione per l’organizzazione di un Gran Premio di Formula 1 a partire dal 2015, dei Giochi Islamici della Solidarietà del 2017, di un girone degli Europei di calcio nel 2020 e, soprattutto, per l’organizzazione della prima edizione dei Giochi Europei del 2015, manifestazione multi sportiva continentale, che prende spunto dalle altre quasi centenarie manifestazioni regionali, come i Giochi dell’Estremo Oriente (prima edizione 1913), i Giochi Centroamericani e Caraibici (1926), i Giochi Balcanici (1929), i Giochi del Commonwealth (1930) i Giochi Bolivariani (1938), i Giochi Asiatici (1951), i Giochi Panamericani (1951), i Giochi del Mediterraneo (1951), i Giochi Panarabi (1953), i Giochi Panafricani (1965) e i Giochi Sudamericani (1976).
Curiosamente, questa prima assoluta, arriva 90 anni dopo il 1925, quando nell’allora capitale della Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian venne organizzata una manifestazione multidisciplinare chiamata Giochi Olimpici, che però nulla avevano a che vedere con quelli organizzati un anno prima da Parigi, se non per lo spirito con il quale gli atleti affrontarono le gare.
La decisione è stata presa durante la quarantunesima riunione del Comitato Olimpico Europeo, a Roma, il 18 dicembre 2012, con una votazione praticamente plebiscitaria: 38 favorevoli, 8 contrari e 2 astenuti. Per l’Azerbaigian quindi solo 30 mesi per la preparazione della manifestazione, un tempo brevissimo se paragonato ai circa 7 anni che passano tra l’assegnazione olimpica e lo svolgimento delle Olimpiadi. Nonostante ciò il governo e gli addetti ai lavori si sono messi di impegno per rispettare tutte le scadenze. Il Comitato Organizzativo è composto da personalità di primissimo livello della politica locale: Mehriban Aliyeva, moglie del presidente è a capo del Comitato Organizzativo che comprende anche il Ministro degli Esteri Elmar Mammadyarov, il Ministro delle Finanze Samir Sharifov e il Ministro degli Interni Ramil Usubov, insieme con il Ministro per la Gioventù e Sport Azad Rahimov.
La nuova manifestazione sarà strutturata sulla falsa riga dei Giochi che ormai scandiscono la vita sportiva da 118 anni, ma con alcune modifiche sostanziali: via sport per i quali proliferano già numerose manifestazioni prestigiose sia continentali che mondiali, come calcio, tennis e pallacanestro, e spazio ad attività meno conosciute come beach soccer, pallacanestro 3vs3, lotta sambo e karate (in vista di una possibile ammissione alle Olimpiadi di Tokyo 2020), oltre che agli scacchi, vera e propria istituzione azera. Saranno in totale 20 le discipline (2) che potremmo ammirare, con oltre 6000 (6351 la stima) atleti impegnati da 50 nazioni, tra le quali la simbolica partecipazione dell’Armenia, garantita dal Comitato Olimpico azero.
Nonostante le critiche, piovute da numerosi settori, per la continua diffusione di giochi multidisciplinari, che intaserebbero il calendario sportivo, i Giochi Europei saranno una competizione di alto livello, visto che offriranno l’occasione per strappare la qualificazione ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016, ed ingrosseranno il bacino d’utenza di alcuni sport e sportivi che altrimenti hanno visibilità solo durante la manifestazione decubertiana. L’italiano Raffaele Pagnozzi, segretario generale del Comitato Olimpico Europeo ha commentato con soddisfazione e ha spiegato la scelta di dare il via alla manifestazione continentale: «Gli studi sul progetto erano partiti oltre venti anni fa. L’evento non è mai stato realizzato per le tante difficoltà incontrate, ma stavolta abbiamo affrontato la discussione in modo professionale, tenendo conto che l’Europa ha bisogno di questi Giochi per mantenere un livello di competizione ottimale e difendere la propria leadership a livello internazionale, visto che ormai la concorrenza degli atleti di altri continenti è fortissima» (3).
Ma soprattutto saranno un’importante vetrina del paese ospitante, come confermato da Azad Rahimov, ministro della Gioventù e dello Sport azero: «progetti infrastrutturali su larga scala che verranno realizzati per i Giochi, dal nuovo terminal aeroportuale ai 13 progetti per i trasporti che prevedono migliorie al sistema della metropolitana e degli autobus, porteranno beneficio alle nostre città e comunità e ai nostri giovani per i decenni a venire, mentre le nuove strutture di classe mondiale  avvicineranno ancora più giovani allo sport e offriranno una nuova sede allo sport in Europa»(4). Imponente quindi l’investimento, che secondo fonti ufficiali si aggira attorno ai 200-300 milioni di dollari, per sviluppare la capitale con tre punti cardine: sicurezza, sostenibilità e tecnologia. Un’opportunità importante anche per le aziende straniere che hanno la possibilità di aprirsi ad un mercato di sicuro interesse in pieno sviluppo economico: attualmente tra le aziende più attive ci sono quelle inglesi che già hanno lavorato ai Giochi Olimpici di Londra 2012.
L’11 giugno scorso sono state lanciate le celebrazioni “One year to go”, salutate dalle parole di Patrick Hickley, presidente del Comitato Olimpico Europeo: «A 365 giorni dal via possiamo guardare a quello che Baku 2015 e il Comitato Olimpico Europeo hanno raggiunto negli ultimi 2 anni di eccellente lavoro che ci hanno dato l’opportunità di ospitare una sorprendente ed innovativa prima edizione dei Giochi Europei» (5). Inoltre è stato dato il via alla campagna per il reclutamento di oltre 10.000 volontari che saranno parte integrante e fondamentale della macchina organizzativa.
Il simbolo di Baku 2015 è stato concepito dal disegnatore Adam Yusinov, che ha riunito i cinque elementi fondamentali alla base della cultura e delle tradizioni azere: il tappeto, che raffigura il patrimonio culturale del Paese, la fiamma, simbolo del Paese dei fuochi che rappresenta l’accesa ambizione di Baku, l’onda, che rappresenta il dinamico sviluppo della città affacciata sul mare, il Simurgh, mitica creatura volante che rappresenta l’unione tra Terra e Cielo oltreché l’accoglienza riservata ad atleti ed appassionati, e il melograno, simbolo di fertilità e abbondanza e rappresenta l’ambizione.

Marco Bagozzi

(continua…)

(1) «Il legame tra Azerbaigian e Atlético Madrid è molto di più di una sponsorizzazione commerciale tradizionale e dell’associazione di una sponsorizzazione ad una maglietta, perché ha un enorme valore, come strumento per raggiungere obiettivi importanti, attraverso azioni di diversa natura, sportive, commerciali, di comunicazione, di marketing, e di responsabilità sociali a beneficio di entrambe le parti» secondo quanto riportato dal sito ufficiale dell’Atlético Madrid» Club Atlético de Madrid, Mucho más que un patrocinio, http://www.clubatleticodemadrid.com/noticias/mucho-mas-que-un-patrocinio. L’accordo, rinnovato anche per la stagione 2014/15, prevede anche una visita dell’Atlético a Baku,avvenuta nel novembre 2013, e un piano per formare giovani calciatori azeri a Madrid.
(2) Atletica; Badminton; Beach soccer; Canotaggio; Ciclismo; Ginnastica; Lotta libera; Judo; Karate; Pallacanestro3vs3; Pallavolo; Pugilato; Sambo, Scherma; Sport Acquatici (tuffi, nuoto, nuoto sincronizzato, pallanuoto); Taekwon-do; Tennis Tavolo; Tiro con l’arco, Tiro con la pistola; Triathlon.
(3) Giorgio Viberti, Ecco le Olimpiadi Europee Prima edizione a Baku 2015, in La Stampa 8 dicembre 2012
(4) Baku 2015 celebra i 500 giorni rimasti all’inizio degli storici primi Giochi Europei, http://www.prnewswire.co.uk/news-releases/baku-2015-celebra-i-500-giorni-rimasti-allinizio-degli-storici-primi-giochi-europei-242469601.html
(5) Baku 2015: 1 anno al via dei primi giochi europei, http://www.cerchidigloria.it/baku-2015-2/baku-2015-1-anno-al-via-dei-primi-giochi-europei/

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