Antonio Bassolino ha presentato ufficialmente il ricorso contro il voto delle primarie del 6 marzo, chiedendo l’annullamento dello scrutinio nei 5 seggi incriminati. Ora è tutto nelle mani della commissione di garanzia sulle primarie, che si riunirà mercoledì alle 12 nella sede Pd.

L’ex governatore denuncia “pesanti e indebiti condizionamenti per influenzare l’esito del risultato, accompagnati sistematicamente da atti di compravendita del voto”. “A rendere più inquietante il quadro, si legge ancora nel ricorso, si aggiunge il fatto che nei seggi (n.45-46) del quartiere di San Giovanni a Teduccio, tali documentate iniziative di influenza/compravendita del voto sono state assunte in prima persona da parte di esponenti del Partito Democratico che ricoprono cariche istituzionali ed apertamente schierati nelle primarie con la candidata Valeria Valente”.

Nelle ultime ore è circolato anche un video in cui compaiono ai seggi dem due esponenti legati al centrodestra: uno di questi è il cosentiniano Claudio Ferrara (assessore di centrodestra nell’VIII municipio e già candidato col Pdl alle politiche 2013), ripreso mentre accompagna alcuni cittadini ai seggi, dando indicazioni di voto.

“Rispettare la libertà e la dignità delle persone è un requisito irrinunciabile della democrazia, ha scritto Bassolino sul social Facebook. I vertici romani del Pd, in attesa del pronunciamento della commisione, fanno quadrato intorno a Valeria Valente. “Il risultato delle primarie non viene inficiato, contro chi ha commesso atti gravi verranno presi provvedimenti esemplari”, ha spiegato il presidente dem Matteo Orfini. Gli ha fatto eco Lorenzo Guerini: “Non è accettabile che si mettano in discussione le primarie e i chiari risultati che hanno sancito”. Anche il governatore Vincenzo De Luca, storico antagonista di Bassolino, cerca di minimizzare quanto è accaduto: “Al di là di qualche sbavatura non mi pare ci siano stati fatti clamorosi. Quello di domenica resta un evento democratico che si è svolto in un clima di ordine”. E del consigliere comunale dem Antonio Borriello, ripreso mentre dava un euro a un elettore, dice scherzosamente: “Forse si trattava di un consigliere particolarmente ispirato da Papa Francesco, dal Giubileo e dalla Misericordia”.

Non manca, come da tradizione piddina, la coda giudiziaria. La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo sulle circostanze emerse dal video. Si tratta di una indagine conoscitiva in cui non si formulano per ora ipotesi di reato. L’ex sindaco di Napoli confida nella commissione, sperando nell’annullamento dei voti espressi nei 5 seggi incriminati, nei quali Valente ha totalizzato 1468 voti contro i suoi 687. Il seggio decisivo potrebbe essere proprio quello di San Giovanni dove il consigliere Borriello è stato filmato mentre dava un euro ad alcuni elettori. In questo seggio Valente ha totalizzato 591 voti, Bassolino solo 159.

Sottraendo i voti “sospetti” a quelli totali raccolti dai due candidati, la Valente si fermerebbe a 11951, mentre Bassolino “allungherebbe” a 12280, con uno scarto di 329 preferenze a favore dell’ex governatore della Campania. Nella commissione composta da 16 membri più il presidente Giovanni Iacone, che di solito non vota, Bassolino può contare su 6 membri contro i 5 della Valente che però dovrebbe avere dalla sua parte anche l’esponente dell’Idv. Poi ci sono 2 componenti dell’Area riformista che ha candidato Marco Sarracino, 1 del socialista Marfella e uno del Centro democratico. Si potrebbe profilare un testa a testa tra i due litiganti, con i “riformisti” capeggiati da Gianluca Daniele a rivestire un ruolo decisivo non solo a livello locale. Il verdetto partenopeo potrebbe infatti avere risvolti significativi anche ai piani alti. Non è un mistero che Renzi faccia il tifo per Valeria Valente.

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