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Han Kwang-Song

Il punto della 1ª giornata della serie cadetta

Finalmente è tornata la Serie B! Quest’anno è una sorta di Serie A2 con tante nobili decadute al via. Naturalmente sono stati fatti tanti proclami, si sono lette e sentite tante sentenze ancor prima del fischio d’inizio ma il campo ha già cominciato a fare la voce grossa e qualcuno, un po’ preoccupato dopo questi primi novanta minuti, cercherà di ricevere un aiuto dagli ultimi giorni di calciomercato.

Venendo al dunque, sicuramente il Cesena è una di queste e dovrà riflettere sulla rosa messa a disposizione di Mister Camplone. Il Bari di Fabio Grosso demolisce i romagnoli (3-0) senza faticare più di tanto ma va detto che fino al gol del 2-0 la partita era molto soporifera, con Capradossi e Improta gli unici in grado di farsi apprezzare veramente.

Siglato il raddoppio, bell’azione corale, i galletti hanno avuto vita facile ma là in mezzo servirà uno dai piedi buoni e dai tempi giusti. Vero è che il potenziale offensivo è impressionante ma quarantadue partite sono tante e per stare al vertice serve completezza. Probabilmente ripareranno, forse lo hanno già fatto.

A Cesena invece dovranno capire se è il caso di affidare costantemente la maglia numero 1 a Fulignati, imbarazzante al San Nicola, così come dovranno capire dove trovare un centrale difensivo, un regista e una punta, in quanto Gliozzi, Panico e Moncini non sembrano ancora in grado di prendere in mano il reparto offensivo. In altre parola manca la colonna vertebrale. Salvezza da sudare se non arrivasse nessuno.

Obiettivo simile per una Cremonese che al Tardini si arrende ad un rigore di Calaiò. I lombardi giungono in Emilia accompagnati da un buon numero di tifosi e affrontano la gara a viso aperto. Il tasso tecnico del Parma è superiore e i crociati mantengono il dominio della gara per tutti e novanta minuti. Dezi disegna calcio, Barillà e Munari completano una mediana da Serie A. Dietro la squadra soffre solo una volta, allo scadere, quando Scaglia si immola su Mokulu pronto a colpire col mancino da due passi.

Tutto bello ma forse davanti manca una pedina all’altezza di Calaiò. Baraye, Nocciolini, Roberto Insigne ed Evacuo fanno ricadere la responsabilità sul bomber siciliano. Con i tanti proclami e i soldi spesi, mancare la promozione potrebbe essere considerato come un fallimento.

Zero problemi per il Frosinone, altra candidata alla vittoria finale, che a Vercelli passeggia e vince 2-0 nonostante la stupida espulsione di Dionisi ad inizio ripresa dopo uno scontro con Legati. Pro Vercelli quasi inesistente, organico leggero e sarà dura per Mister Grassadonia.

Un capolavoro di Malcore ad inizio gara regala i primi tre punti al Carpi, padrone del campo malgrado le tante cessioni. Preoccupante prestazione del Novara di Corini che si è presentato ai nastri di partenza con una rosa di tutto rispetto. A parte un po’ di forcing nella seconda parte del primo tempo, i piemontesi hanno mostrato lacune organizzative da colmare in fretta.

Reti inviolate al Penzo tra il neopromosso Venezia di Pippo Inzaghi e la Salernitana di Bollini, uomo Lotito. Regna l’equilibrio in laguna, campani che arrivano in zona tiro più facilmente ma Audero viene impegnato seriamente una volta sola mentre il Venezia sfiora la rete due volte con Zigoni e Modolo. Entrambe le squadre sembrano necessitare di un attaccante che garantisca almeno 15 reti.

Il Palermo parla macedone: Trajkovski e Nestorovski firmano il 2-0 che liquida uno Spezia apparso indietro al di là dello spessore della corazzata rosanero. Gli uomini di Bortoluzzi rispecchiano il blasone di Palermo e del Palermo in maniera impeccabile; se consideriamo che sono rimasti in panchina giocatori come Embalo e Rispoli è facile intuire chi sia la principale candidata al primo posto, ambiente permettendo.

Vince l’Avellino al Partenio, 2-1 al Brescia di Cellino che era addirittura passato in vantaggio con un rigore dell’eterno Caracciolo allo scadere del primo tempo e che si era mostrato spigliato e ben messo in campo. Nella ripresa gli irpini cambiano passo, sbagliano un rigore con Castaldo al 61′ ma ribaltano negli ultimi venti minuti con Ardemagni e con lo stesso Castaldo che rimedia dunque all’errore dal dischetto. Partita piacevole, Avellino interessante, lombardi da rifinire un pochino per poter ambire ad una stagione tranquilla.

Un gran gol di Santini al 10′ illude l’Ascoli al Tombolato ma un Cittadella pimpante e gagliardo risponde subito portandosi sul 3-1 già all’intervallo. Rosseti al 78′ sigla il 3-2 finale. Veneti che destano curiosità, senza nomi altisonanti ma con una buona organizzazione, già mostrata a Bologna in Coppa Italia. Nell’Ascoli c’è da rivedere qualcosa nel pacchetto arretrato e davanti Favilli non basta come punta di riferimento.

Pareggio per 1-1 tra Ternana ed Empoli al Liberati. Le Fere approfittando di un Empoli indietro, sia come gioco che come organico. Le reti portando la firma di Finotto e di Krunic, accostato giustamente a club di Serie A. A proposito di calciatori, viene da domandarsi con quale criterio si muovono sul mercato gli umbri che annoverano tra le loro fila dei calciatori che hanno faticato a trovare spazio in C e in D. Senza polemica, solo curiosità. Punto d’oro, salvezza da sudare per i rossoverdi.

Restando in Umbria, sorride il Perugia che torna da Chiavari con un 5-1 che consolida le buone sensazioni avute ad agosto con il 4-0 rifilato al Benevento in Coppa Italia, lontano dal Curi. L’Entella mostra limiti imbarazzanti, accentuati ancor di più da un Perugia straripante. Tanti i protagonisti tra gli ospiti ma su tutti spicca il nordcoreano Han, autore di una tripletta, del quale parleremo successivamente. A Perugia non si accontentano e guardano al mercato in entrata con molto interesse. Ai liguri invece servirà molto di più di qualche operazione per poter restare in cadetteria.

Infine il big match di giornata: Pescara-Foggia, lo “Zeman Day”. 5-1 per gli abruzzesi ma per un’ora ha regnato l’equilibrio. Partita zemaniana, difese ballerine e ritmo alto. Pettinari come Han, tre reti e “Man of the match”. Dopo il 2-0, agli abruzzesi riesce tutto mentre i satanelli buttano all’aria un’ora di buon calcio. I foggiani mostrano qualche pecca dietro; Empereur e Martinelli annaspano troppo e nei tre di centrocampo manca peso e carisma. Malgrado ciò Stroppa potrebbe estrarre il coniglio dal cilindro.

Dalle parti di Zeman invece c’è la consapevolezza di avere un organico di prim’ordine pari a quello del Palermo. Intanto domenica sera al Renato Curi ci sarà un già interessantissimo Perugia-Pescara.

Ultimi giorni di mercato

Mercato apertissimo in B con il Bari che ufficializza due colpi importantissimi: Marrone dalla Juventus e Kozak, svincolato. Adesso niente scuse. Il Parma prova a rispondere bussando forte alla porta del Sassuolo per ottenere Alessandro Matri: ottime probabilità di vederlo al Tardini.

La Ternana cerca uno tra Sforzini e Marilungo ma per quest’ultimo c’è da battere la concorrenza dello Spezia. Novara ad un passo dal colpo Balzano del Cagliari. Servirà però sacrificare Di Mariano o Schiavi come contropartita.

L’Empoli cerca di allungare la rosa ma intanto Laurini si accasa a Firenze e appare difficile trattenere Krunic. In entrata i toscani dialogano con il Perugia per Di Carmine e Mustacchio e con il Torino per Gustafson.

Proprio il Perugia piazza il colpo Falco e per la fascia sinistra tratta sia Crescenzi che Mladenovic: il serbo dello Standard Liegi era già stato accostato al Crotone pochi giorni fa. L’arrivo di un esterno completerebbe la rosa del Grifo.

Il Carpi prende Brosco e Ligi, il Pescara perde Memushaj girato in prestito al Benevento. A Cesena si guarda con interesse al ritorno di Rigione dal Chievo mentre a Palermo il vero colpo sarebbe trattenere Nestorovski. L’Entella continua a sognare Antonio Cassano.

Il Calciatore della settimana

Pochi mesi fa i deputati Nicoletti e Quartapelle hanno pensato bene di essere firmatari di due interrogazioni parlamentari sulla presenza in Italia di calciatori nordcoreani che violerebbe l’embargo in vigore nei confronti di Pyongyang.

Passiamo oltre per non cadere in volgarità. In un periodo dove citare Venditti, “gli aerei volano in alto tra New York e Mosca” non è così fuori luogo, il calcio spezza le regole e il qualunquismo unendo tutti gli appassionati nel lodare il ragazzino classe ’98 venuto da quel paese che fa tanto arrabbiare Trump e i suoi amici europei.

Han Kwang-Song ha passato l’estate 2016 in giro per l’Italia a provare per club di diverse categorie, dalla Serie D di Montemurlo fino alla Serie A di Cagliari dove il presidente Giulini ha visto lungo. Peccato poi che la vista gli si sia accorciata un anno dopo tenendo CopGiannetti e Farias, e lasciando andare in prestito il giovane Han che in Serie A era riuscito a far vedere cose interessanti e a segnare un gol nonostante i soli 58 minuti giocati suddivisi in appena cinque spezzoni.

Il Perugia ne ha approfittato subito, essendo anche la città che ha ospitato per prima in Italia il talento asiatico e altri suoi connazionali. Dribbling secco, rapidità, tecnica sopraffina e capacità decisionale fulminea, caratteristiche che basterebbero per giocare in Serie A da protagonista, soprattutto a Cagliari dove davanti non sono messi benissimo. Tre gol all’esordio in B, giocate di assoluta qualità, gli occhi del mondo addosso. La sensazione è che a Chiavari, sabato sera, sia stata scritta una nuova pagina della storia del calcio, non solo italiano. Una pagina scritta con giocate indelebili. A Perugia sognano…

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