Otto anni e le palesi inefficienze dei governi dei governi Renzi e Gentiloni, per prendersi l’attesa rivincita. Guido Bertolaso ha atteso i suoi detrattori alla prova dei fatti e oggi che tutti sono costretti a rivalutare il suo sistema di interventi e il “modello L’Aquila”, pensato insieme all’ex premier Berlusconi, rompe gli indugi e spara a zero su chi in questi giorni non ha certo brillato per prontezza e concretezza.

Ai tempi in cui era in sella, in soli 100 giorni, furono abbandonate le zone a più alto rischio e vennero realizzate 19 “new town”, la più vicina a poche centinaia di metri dal centro storico, la più distante a quindici chilometri. 5.653 abitazioni, 4.449 in muratura, 1.204 in legno per circa 25mila sfollati (molti di più rispetto a quelli di questi mesi).

Imbarazzanti i numeri attuali: appena 25 case in 150 giorni assegnate mediante quella che è già stata ribattezzata “lotteria della disperazione”. Tante chiacchiere, un’organizzazione che ha fatto acqua, i tanti soldi delle donazioni bloccati dalla burocrazia e i veri aiuti di stato dirottati verso chi il terremoto (anche se di altro tipo) non lo ha subito ma provocato: le banche.

Intervenendo su Radio Cusano Campus, nel corso del format ECG, Bertolaso ha raccontato di essere stato “diverse volte ad Amatrice e nelle altre zone colpite dal sisma ma sempre di notte e in incognito” per evitare strumentalizzazioni.

“Io, ha aggiunto l’ex numero uno della Protezione Civile, ho sempre sostenuto quando guidavo la protezione civile, per le persone che si trovavano in disagio, che erano state colpite da qualche tragedia, alluvione o terremoto che fosse, che era obbligatorio per la società, il governo e lo stato, metterle nelle condizioni di poter alleggerire al massimo le enormi sofferenze cui erano costretti. Partendo da questo principio abbiamo fatto dei lavori all’Aquila che sono stati anche criticati per i costi eccessivi, ma a me non me ne frega nulla, se avessi potuto avrei messo tutti gli sfollati dell’Abruzzo  in alberghi a cinque stelle. Lo stesso vale per i lesionamenti di oggi. E’ possibile, è accettabile, che alcune località vengano isolate dalle fortissime nevicate, ma in condizioni normali. Quello che non si può accettare è che in località già disperate, già travolte da queste tragedie di terremoti continui, senza casa, con gli animali in condizioni precarie e l’economia già collassata,  si lascino anche abbandonati a sé stessi per 24 o 48 ore per nevicate anche eccezionali ma comunque prevedibili”.

Rincara la dose il medico romano, toccando forse uno dei tasti più dolenti dell’intera vicenda: “E’ gennaio, che cosa volevamo aspettarci, il solleone a gennaio? Questi fenomeni sono cose che chi ha i capelli grigi o bianchi come me si ricorda perfettamente. Non è possibile prevedere i terremoti, ma le previsioni meteo esistono. Sapendo che ci sarebbero state queste grosse nevicate bisognava far arrivare prima di questo maltempo nelle zone a maggior rischio, colpite già dai terremoti, tutti quei mezzi che avrebbero potuto consentire la migliore circolazione possibile anche in condizioni di estrema criticità”.

Sulla burocrazia e sulla mancanza di decisionismo: “Non si vuole accettare nel nostro Paese che ci sia una singola persona che decida, impartisca degli ordini, si assuma delle responsabilità, ci metta la faccia. Questo non è accettabile in Italia perché ognuno vuole essere un capetto di sé stesso e non sopporta che qualcun altro possa impartire delle direttive e degli ordini che devono essere eseguiti immediatamente. Questo non si può accettare in Italia, la protezione civile di Bertolaso è stata distrutta tirando fuori delle accuse ridicole proprio perché non si poteva accettare che ci fosse questa gerarchia, che invece quando c’è una emergenza è l’unica soluzione possibile”.

Due sonore bocciature per Errani e Curcio. “Nominarlo, tuona Bertolaso, è stata una sciocchezza che ha fatto Renzi in periodo prereferandio per questioni di alchimia e chimica politica. Ha tirato fuori dal cappello questo commissario per la ricostruzione mentre il territorio era assolutamente in piena emergenza. Parlare di ricostruzione in questa fase è ridicolo e offensivo nei confronti della popolazione. Aver creato subito una struttura che si doveva occupare della ricostruzione ha destabilizzato la linea di comando e di controllo. Curcio e Errani sono due galli in un solo pollaio. Io al posto di Curcio non avrei mai accettato una cosa del genere, evidentemente Curcio è costretto ad accettare questo genere di condizionamenti perché si trova in una situazione di difficoltà e di debolezza rispetto a quello che era il mio ruolo. L’autorità è una cosa, l’autorevolezza è un’altra. L’autorevolezza si conquista sul campo, non te la regala nessuno. Se tu sei in grado di poter essere credibile e operativo puoi criticare e contestare varie scelte politiche, altrimenti ti adegui e poi ne subisci le conseguenze”.

Guido Bertolaso ha dato anche un consiglio “politico” a Gentiloni: “Deve trovare una figura di primaria importanza, possibilmente un Ministro con pieni poteri, tipo quello delle infrastrutture, della difesa o dell’interno, lo deve piazzare nel cratere del terremoto e deve dargli modo di dare ordini a tutti. Ognuno deve obbedire ad un piano operativo stabilito da un personaggio super partes che ci mette la faccia e si assume la propria responsabilità”.

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