Se ne sta a dorso di un cavallo scheletrico, dietro la morte che cavalca in mezzo alle nuvole e brandisce come stendardo una bandiera No Vax. Così il settimanale britannico The Economist ha ritratto nella rubrica Carlo Magno dell’edizione del 19 gennaio u.s. il leader della Lega e viceministro italiano Matteo Salvini. In Italia, finita ormai con livelli di vaccinazione più bassi addirittura del Ghana, le cavalcate bio populiste e le battaglie negazioniste impazzano alla grande. Siamo comunque in buona compagnia. In una straordinaria comunanza linguistica col premier ungherese Viktor Orban, che definisce i migranti un veleno, e una Le Pen che parla di migrazione batterica, Salvini cerca di sfruttare al meglio l’ascesa del bio populismo in vista delle elezioni europee (proprio ora che Grillo, dopo mille giravolte, sta cambiando idea… guarda caso).

Un altro fantasma si aggira per l’Europa: dopo il sovranismo e l’impenetrabilità confinale ecco il sovranismo del corpo, che prevede la difesa a spada tratta del corpo stesso da qualsiasi ingerenza esterna, e contro le quali si aizzano le paure degli europei. A completamento manca solo una legge sulla legittima difesa che dia la possibilità di uccidere impunemente gli aggressori della quiete domestica.

Nella civile Europa, dove stanno aumentando esponenzialmente i rischi di nuove pandemie, gli immunologi sono preoccupati: a forza di incolpare le malattie altrui ci stiamo dimenticando che i virus non hanno confini. Che ci piaccia o meno, la globalizzazione dei germi e dei parassiti è diventata un fatto comune. Qualcuno ricorderà anche la terribile invasione del cinipide, che ha rischiato di sterminare i nostri castagni, e la piralide del bosso che ha quasi annientato i cespugli e gli alberi dei giardini storici.

Sin dagli albori delle manifestazioni anti vaccini, i propugnatori di queste idee si mostrarono poco ricettivi ai dati scientifici ed empirici. Se nel remoto passato il timore nasceva da una componente ideologica, quale la derivazione animale del farmaco, in tempi più recenti alcuni studi mostrano che i motivi degli oppositori odierni sono analoghi ai motivi degli oppositori di cinquant’anni fa, ovvero che si tratti di un pratica dannosa per la salute, che siano nascoste le reazioni avverse e che tale pratica (la vaccinazione) sia disposta solo per fare arricchire le aziende multinazionali produttrici di vaccini.

Tale contesto è stato da alcuni attribuito ad una sorta di disadattamento alla modernità, ovvero alla difficoltà di alcuni individui a calcolare rischi e benefici di una cosa, data l’enorme mole di informazioni attualmente disponibili. Nel bombardamento mediatico costante, dove si affiancano falsità e verità, molte tesi sostenute dagli anti vaccinisti si basano su teorie complottiste o si alimentano con la circolazione di fake news e bufale pilotate ad arte. Le paure e le fobie manipolate ad hoc e tutto ciò che si oppone alla scienza e alla conoscenza in questo momento alimentano il mercato di una politica europea sempre più irrazionale e lontana dalla realtà. Dimenticavamo, sono tornati prepotentemente anche i “terrapiattisti”, cioè quelle migliaia di persone convinte che la Terra sia piatta e che (quasi) tutto quello che ci racconta la scienza sia figlio del grande complotto degli illuminati e dei poteri forti!

Alessandro Pellegatta è nato nel 1961 a Milano, dove vive e lavora. Si dedica da anni alla letteratura di viaggio. Per Besa editrice ha già pubblicato i reportage Agim. Alla scoperta dell’Albania (2012), Oman. Profumo del tempo antico (2014), La terra di Punt. Viaggio nell’Etiopia storica (2015), Karastan. Armenia, terra delle pietre (2016), Eritrea. Fine e rinascita di un sogno africano (2017), Vietnam del Nord. Minoranze etniche e dopo sviluppo (2018). Ha in corso di pubblicazione un libro dedicato alla storia dell’esplorazione italiana in Africa intitolato Manfredo Camperio. Storia di un visionario in Africa. Un nuovo volume sulla storia del Mar Rosso e di Massaua è al momento disponibile in versione ebook.

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