Luis Alberto Arce

Luis Alberto Arce è ministro dell’economia da circa dieci anni, cioè dall’insediamento dell’attuale Presidente della Bolivia Evo Morales. In un’intervista esclusiva al noto mensile “The Banker”¹ l’economista spiega l’approccio adottato dal governo di La Paz nel corso di questi anni di sviluppo economico e chiarisce gli obiettivi per il futuro.

In un primo momento, spiega il Ministro, abbiamo ripreso il controllo delle utilities e delle industrie chiave legate alla produzione di materie prime. Successivamente, attraverso politiche redistributive e programmi di trasferimento di denaro condizionali, ci siamo indirizzati verso la popolazione meno abbiente con investimenti sulla salute, sull’educazione e sulle infrastrutture. Il risultato è stato un decennio di riduzione della povertà.

Il governo sta investendo fortemente nell’industria manifatturiera, per la creazione di posti di lavoro e di valore aggiunto per l’economia nazionale. L’intenzione è quella di dare un nuovo impulso alla crescita e stimolare i consumi interni, slegandosi da un sistema troppo dipendente dalle materie prime e ancora poco diversificato.

Grazie alle materie prime, in particolare l’esportazione degli idrocarburi, la Bolivia ha vissuto il suo boom economico, triplicando il Pil e registrando una crescita fino al 5% su base annua. Dopo il loro crollo delle commodities, lo scenario è peggiorato facendo segnare un saldo delle partite correnti negativo e un deficit commerciale.

Nonostante questo e l’aumento del debito pubblico il ministro Arce, si dimostra sereno e ritiene che il proprio Paese abbia retto meglio, rispetto agli altri paesi latinoamericani, all’esacerbarsi della “crisi da materie prime”. La Bolivia infatti, attraverso una attenta gestione dell’economia pubblica ha potuto costruirsi un cuscinetto che le sta permettendo di apportare gli aggiustamenti necessari per affrontare il mutato contesto economico.

Quanto sia importante questo cuscinetto è dimostrato dalle riserve valutarie che, nonostante siano diminuite di circa 2 miliardi di dollari nel 2015, rimangono alte, sopra i13 miliardi di dollari (le più alte nella regione in termini di percentuale rispetto al PIL, circa il 39%). Nel frattempo, Il debito pubblico si attesta ad un valore inferiore al 40% del PIl e l’inflazione è rimasta sotto controllo su un 2,9% annuo, ancorata da un tasso di cambio stabile.

Il governo punta ora a mantenere un crescita media del 5% per i prossimi 4 anni e alla riduzione della povertà estrema di 7 punti percentuali, soprattutto per mezzo del Piano di sviluppo sociale ed economico approvato in Gennaio.

Il Piano descritto dalle istituzione, parla di ingenti investimenti tra il 2016 e il 2020 di cui, oltre il 60% saranno incanalati in tre aree prioritarie: il settore degli idrocarburi, le infrastrutture e l’energia. In particolare, il settore degli idrocarburi riceverà 12,6 miliardi di dollari, principalmente per l’esplorazione, la ricerca di giacimenti, il trattamento e la trasformazione, oltre alla costruzione di 446 km di condotti. Un totale di 5,8 miliardi di dollari convoglierà nel settore energetico per espandere la capacità del comparto e costruire 4.000 km di nuovi elettrodotti e nuove centrali elettriche. Un totale di 11,4 miliardi di dollari saranno investiti in infrastrutture, soprattutto per le reti stradali, ferroviari e aeroportuali. Infine gli investimenti saranno effettuati anche nel settore sanitario per creare un servizio sanitario pubblico efficiente rinnovando le attrezzature di ben 227 ospedali.

Luca Caselli

1. Bolivia’s economy minister pledges to industrialise economy. Jane Monahan, The Banker 1/07/2016.

 

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Laureato in Finanza & Risk Management. Penna indipendente, si occupa di economia.