Matteo Salvini

Era stato bollato come mancia elettorale dal Movimento Cinquestelle, eppure stava per diventare ulteriore argomento di polemica all’interno del Governo Conte.

Il Bonus di 80 euro, introdotto dal governo Renzi come detrazione Irpef per le famiglie con un reddito netto al di sotto dei 18-21mila euro (1500 euro mensili), non verrà rimosso. Parola di Salvini: “Lavoriamo per attuare il programma. Spiace dover rincorrere alcune indiscrezioni dei giornali, palesemente false e che servono solo per riempire le pagine dei quotidiani in agosto” ha dichiarato il vicepremier.

Voci di corridoio degli ultimi giorni avevano ipotizzato che il governo potesse utilizzare i 9 miliardi che necessari al mantenimento delle detrazioni irpef introdotte dal governo PD per dirottarli sulla flat tax, che a sua volta potrebbe costare dai 20 ai 60 miliardi circa, secondo l’aliquota che verrà decisa dal governo lega-cinquestelle.

La smentita del vicepremier era prevedibile: tagliare le imposte alle aziende e alle partite iva per farle pesare sulle spalle dei lavoratori dipendenti, oltre ad essere una misura nettamente prociclica, avrebbe causato un forte malessere sociale che questo governo non può permettersi: la sua forza è proprio nel consenso popolare interclassista.

Nel pomeriggio arriva la smentita anche dell’altro vicepremier Luigi Di Maio: “Non so chi se la sia inventata questa cosa, ma noi non abbiamo intenzione di mettere le mani nelle tasche degli italiani per pagare le manovre economiche. Noi non faremo il giorno delle tre carte, come i precedenti governi che aumentavano le tasse da una parte per finanziare uno sconto o un bonus dall’altra, questa deve essere una manovra coraggiosa e rigorosa”

Ora la parola però spetta al Ministro dell’Economia Giovanni Tria. Dopo due mesi dalla formazione dell’esecutivo Conte, i piatti forti del contratto di governo non sono stati ancora presentati: pensioni, reddito di cittadinanza e flat tax saranno i temi all’ordine del giorno nel prossimo autunno.

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