All’inizio del 2000, dopo i primi crolli di alcuni titoli azionari di società High-Tech, presenti nel Nasdaq (il mercato finanziario delle società tecnologiche americane), tanti guru della finanza mondiale invocavano alla calma perché “si tratta solo di qualche caso sporadico” e “le borse sono solide e continueranno a crescere stabilmente”. Pochi mesi dopo abbiamo assistito allo scoppio della bolla finanziaria e all’innescarsi di una crisi economica mondiale.

Otto anni dopo, a seguito delle prime avvisaglie d’incrinatura del sistema bancario americano, legate al salvataggio della banca d’affari Bear Stearns (di cui pochi si ricordano), i soliti noti indicavano tali eventi come passeggeri e dovuti a fattori circostanziati. Pochi mesi dopo ci fu il crollo di Lehman Brothers e si innescò una crisi economica mondiale.

Ora sono passati altri 8 anni, ci sono state delle avvisaglie di nuove incrinature dovute dalla potenziale uscita della Grecia dall’Unione Europea (di cui ormai pochi si ricordano), poi salvata ripetutamente a colpi di prestiti monstre e richieste di riforme strutturali lacrime e sangue. Nuovamente, i giornali e l’informazione di settore è stata invasa dai soliti noti che hanno definito la situazione come fuori dal normale e perciò temporanea.

Pochi mesi dopo, ad uscire dall’Unione Europea è stata invece l’Inghilterra che, con la Brexit, può aver innescato una reazione a catena tale da scatenare un’ennesima crisi economica mondiale. Nonostante non siamo ancora in grado di definire se ciò avverrà, ci sono alcuni segnali di tensione sui mercati che ricordano quanto già vissuto in passato. Dubbi, paure e recenti ricordi aleggiano ora nelle menti della gente che non sa come comportarsi e come affrontare l’incertezza che si pone davanti a loro.

La verità è che questo senso di spaesamento è tale solo per coloro i quali non conoscono la definizione di Rischio Finanziario e non sanno come fare per sfruttarlo a proprio favore. Il concetto di “rischio” è una parte integrante della nostra vita quotidiana. Corriamo un rischio quando la sera usciamo e prendiamo la macchina, oppure quando pranziamo o ceniamo. O ancora quando dobbiamo attraversare la strada. In tutti questi scenari viviamo una probabilità che ci possa succedere qualcosa, dal poter incorrere in un incidente d’auto, all’ingerire sostante nocive, fino al rischio di essere investiti da una macchina. Eppure continuiamo lo stesso a svolgere queste azioni, giorno dopo giorno.

Il motivo per cui lo facciamo è che siamo a conoscenza dei rischi che corriamo (quasi sempre) e prendiamo consapevolmente delle decisioni su come affrontarli. Alcuni rischi decidiamo di coprirli, come ad esempio quando acquistiamo l’assicurazione sulla macchina o sulla casa. Altri invece decidiamo di attenuarli, come il fatto di guardare da entrambi i lati della strada prima di attraversare, o quando ci mettiamo la cintura in macchina. Ad ogni modo, di fronte ad un rischio, agiamo di conseguenza, con la consapevolezza di ciò che può succedere se non lo facciamo.

Per quanto riguarda i nostri soldi invece il discorso si complica. Non abbiamo lo stesso livello di attenzione e la conseguenza è costituita dalla paura e dall’ansia di poter perdere i nostri risparmi. Il rischio finanziario è parte integrante dei concetti di risparmio e di investimento. Ciò significa che non prendersene cura equivale a non mettersi la cintura in macchina quando si va in autostrada.

Esistono diversi modi per coprirsi e attenuare le conseguenze di un crollo di borsa e di una eventuale nuova crisi economica. Possiamo decidere di tenercelo oppure di trasferirlo a qualcun altro. Prendiamo, ad esempio, il concetto di assicurazione sulla macchina. La compagnia di assicurazione si assume la responsabilità, in caso di sinistro, e si fa carico dei danni. Noi, in cambio, le paghiamo un premio. In questo modo “trasferiamo” ad un altro soggetto il rischio di dover subire grosse spese per incidenti. Chiaramente, non ci copriamo nel caso in cui improvvisamente dovessimo finire la benzina. Questo tipo di rischio lo teniamo sulle nostre spalle.

Il ragionamento è lo stesso per quanto riguarda la gestione dei nostri soldi. Ci saranno alcuni rischi finanziari che decideremo di mantenere, perché sono molto piccoli e influiscono poco. Altri invece li dobbiamo/possiamo trasferire a qualcun altro. La modalità migliore per traferire il rischio è effettuare una buona diversificazione di portafoglio sui propri risparmi ed investimenti. Il motivo risiede in un concetto tanto semplice quanto poco conosciuto, ovvero nel fatto che un crollo di borsa o una crisi economica rappresentano semplicemente un trasferimento di ricchezza e valore, non una sua distruzione. Non a caso, nei momenti di maggior stress dei mercati finanziari, ci sono alcuni settori le cui quotazioni volano, ossia i cosiddetti beni rifugio, come ciò che sta accadendo in questo momento con l’oro (o i Bitcoin).

Una semplice azione di diversificazione può disinnescare emozioni negative di ansia e paura e farci dormire sonni tranquilli. La prima cosa da fare è riuscire a preparare la nostra mente ad affrontare l’andamento volatile dei mercati finanziari, per poterne affrontare i rischi connessi.

Per fare ciò dobbiamo ricordarci che:

1 – Il rischio finanziario non è uguale per tutti.

Per natura siamo persone diverse e i nostri caratteri possono passare dall’impavido, al temerario, al resiliente, al timido fino ad arrivare all’impaurito. Non importa che tipo di carattere abbiamo, conta capire che i soldi sono una riflessione del tipo di persona che siamo, e che si comporteranno di conseguenza alle nostre caratteristiche, a prescindere dal livello di paura o ansia che ci provocano. Non esiste una ricetta giusta, dobbiamo solo trovare il nostro equilibrio e accettarlo.Esistono diversi tipi di rischio finanziario

2 – Esistono diversi tipi di rischio finanziario

In campo finanziario la definizione di rischio non è unica. Infatti, ne esistono di diverso tipo che, se messi tutti insieme, ci forniscono l’ammontare che dobbiamo gestire.

Regola fondamentale: Non esiste l’assenza di rischio! Anche se teniamo i soldi sotto il materasso possono capitare i seguenti scenari:

  • Entrano i ladri in casa e ci rubano tutto
  • Va a fuoco la casa e bruciano anche i soldi
  • L’inflazione ci erode il potere d’acquisto
  • Il gatto li trova e li usa come affila unghie
  • Perdiamo l’opportunità di accrescere il capitale nel tempo grazie all’interesse composto

Se decidiamo di tenere tutti i nostri soldi liquidi sul conto corrente incorriamo nei seguenti rischi:

  • La Banca può fallire
  • Dopo una certa cifra non siamo più protetti dal fondo di sicurezza interbancario
  • L’inflazione ci erode il potere d’acquisto

Di seguito un piccolo elenco, non esaustivo, dei rischi che incontriamo nella gestione dei nostri soldi:

  1. Rischio Specifico: quando investo in uno o pochi titoli
  2. Rischio Sistemico: il generale movimento dei mercati
  3. Rischio legato al Market Timing: quando entro o esco da un investimento
  4. Rischio Valutario: se investo in titoli con valuta straniera
  5. Trasferire la quantità di rischio che ci da fastidio

Alcuni rischi sono molto fastidiosi e si possono trasferire facilmente. Ad esempio, avere un solo conto corrente ci espone al rischio che, se per qualsiasi motivo la nostra banca ha un problema tecnico e ci blocca temporaneamente l’operatività, possiamo rimanere senza la possibilità di avere accesso ai nostri soldi. In questo caso, basta semplicemente aprire un secondo conto corrente, da tenere come “riserva” o magari da dedicare ad una specifica operatività.

Un discorso simile lo possiamo fare per la costruzione di un portafoglio titoli. La diversificazione è il metodo principe per ridurre i rischi specifici dei singoli titoli. Ridurre un rischio significa “trasferirlo” su qualcun altro e questo ha un costo (dato in questo caso nella rinuncia ad un potenziale guadagno).

Dobbiamo decidere se il livello del rischio vale il costo che dobbiamo pagare per ridurlo o eliminarlo.

3 – Accettiamo il rischio fisiologico

Tornando all’esempio dell’attraversamento della strada. Non possiamo pensare di non uscire più di casa, perciò prendiamo i giusti accorgimenti e attraversiamo sulle strisce, dopo aver guardato a destra e a sinistra.

Allo stesso modo, quando creiamo un portafoglio titoli, per ridurre al minimo il livello di ansia e paura, ci dobbiamo focalizzare su due cose: l’orizzonte temporale del tuo investimento e il profilo di rischio analizzato prima di investire.

Se l’orizzonte temporale del nostro investimento è a 5 anni, è inutile preoccuparsi se oggi il portafoglio ha fatto un -0,5%. Le cose vanno guardate in prospettiva.

Se dall’analisi del profilo di rischio esce un livello basso, dobbiamo farci aiutare da un consulente finanziario indipendente a costruire un portafoglio che lo rispecchi. Avremo degli investimenti conservativi e potremmo dormire tranquillamente la sera. Viceversa se ci sentiamo tranquilli nell’assumerci un po’ di rischio.

4 – Analizziamo il rischio finanziario prima di cominciare

Orizzonte temporale e profilo di rischio vanno analizzati prima di fare qualsiasi operazione di investimento.

Non commettiamo l’errore di pensare di non correre alcun rischio finanziario, oppure di partire subito ad analizzare lo strumento finanziario che vorremmo comprare. Non saremo mai in grado di capire se è giusto per noi, se prima non abbiamo definito le due variabili che ci servono per ridurre il rischio finanziario e quindi l’ansia e la paura.

Ricordiamoci che ci sono soluzioni adatte a tutte le situazioni, dobbiamo solo trovare quella giusta per noi. Il rischio finanziario è un ulteriore strumento che può aiutarci a valutare meglio cosa sta succedendo nel mondo e dove porre la nostra attenzione, in un ottica di protezione dei nostri soldi. Per questo motivo, se vogliamo evitare di incorrere in perdite impreviste, o di essere vittime delle oscillazioni fisiologiche dei mercati, abbiamo il dovere di monitorarlo e di tenerlo sotto controllo.

Solo così situazioni come Lehman Brothers, Brexit, e le prossime che vedremo, non rappresenteranno momenti di ansia e paura, ma magari opportunità di guadagno.

Matteo Biancolini

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