Il tour europeo del Dalai Lama, da Strasburgo a Bruxelles, passando per il parlamento francese, ha sollevato non pochi attriti fra l’Unione Europea e la Cina. Quest’ultima ha infatti reso noto che “la recente riunione dei leader del Parlamento europeo con l’esiliato leader spirituale tibetano, il Dalai Lama, ha danneggiato gli interessi fondamentali della Cina e gravemente compromesso la base politica degli scambi interparlamentari tra la Cina e l’Unione Europea”. La visita del Dalai Lama a Bruxelles, in particolare, ha complicato di non poco i rapporti sino-europei, al punto che Pechino ha annunciato l’invio di una propria delegazione presso il Parlamento europeo.

Cui Hongjian, direttore del Dipartimento di studi europei presso l’Istituto cinese di studi internazionali, ha dichiarato a China Daily che l’incontro con il Dalai Lama è “irresponsabile” e che va contro i principi di scambio tra Cina ed Unione Europea, i quali “devono aderire alla politica di una sola Cina e rispettare i reciproci interessi fondamentali”. Sempre secondo China Daily i legami fra Cina ed UE quest’anno starebbero sperimentando “alcuni colpi di scena”, facendo riferimento anche all’inattesa decisione comunitaria di negare a Pechino lo status d’economia di mercato, anche questo uno schiaffo decisamente mal digerito.

Secondo Wang Yiwei, esperto di studi europei presso la Renmin University of China, “la riunione del Parlamento Europeo con il Dalai Lama cade fuori dalla linea di un buon momento dei legami Cina-UE degli ultimi anni”. Ed ha aggiunto che “è certo che avremo una reazione su questo incidente. Non tollereremo questo atto sbagliato solo perché i legami Cina-UE si stanno sviluppando”.

Anche il governo di Pechino su questa vicenda è stato fin troppo chiaro. Lu Kang, portavoce del Ministero degli Esteri, ha detto che Schulz ed il Parlamento europeo hanno ignorato la “forte opposizione” della Cina all’incontro col Dalai Lama, avvenuto in flagrante contrasto con tutte le rassicurazioni e le promesse che Bruxelles pure aveva fatto a Pechino in merito alla questione del Tibet. Gli interessi fondamentali della Cina sono stati danneggiati da questo incontro, ha dichiarato in una conferenza stampa, aggiungendo che “la Cina è risolutamente contraria alle azioni sbagliate del Parlamento europeo”.

La conseguenza più diretta di questa scelta unilaterale del Parlamento europeo s’è avuta nell’annullamento delle due missioni cinesi delle commissioni ITRE (Industria, ricerca ed energia) ed ECON (Problemi economici e monetari). Gli eurodeputati erano già pronti a partire per tenere, questa settimana, una serie d’incontri col governo cinese, col Parlamento, con la Borsa di Shangai e con vari ed importanti esponenti della comunità economica e finanziaria cinese. Si trattava d’incontri ormai programmati già da mesi: tutto rinviato a data da destinarsi.

Tuttavia, se il Parlamento europeo ha dato uno schiaffo alla Cina, il Papa a sua volta ne ha dato uno al Dalai Lama. A trent’anni dalla decisione di Giovanni Paolo II, che ad Assisi fece convergere i principali leader religiosi mondiali compreso anche il Dalai Lama, Papa Francesco ha invece deciso di non invitare nella città del santo fondatore dell’ordine francescano l’ex capo teocratico del Tibet lamaista.

A quanto pare il Dalai Lama non avrebbe ricevuto “nessun invito” da Papa Francesco a partecipare all’evento di Assisi, come rivelato dal suo segretario personale Tenzin Talkha. Papa Francesco ormai da tempo cerca di migliorare i rapporti fra il Vaticano e la Cina, a cui ha spesso rivolto pubblici elogi (“ammiro il vostro coraggio”) ed in più di un’occasione ha snobbato il Dalai Lama. Già nel 2014 infatti Papa Francesco rifiutò d’incontrare il Dalai Lama quando a Roma partecipò ad una riunione di Premi Nobel per la Pace.

Filippo Bovo

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