Il buonismo formato business delle Ong. Quando i migranti valgono oro

E’ diventato famoso in tutta Europa per aver scoperchiato un gigantesco vaso di Pandora, dicendo a chiare lettere quello che molti, anche nelle istituzioni, pensavano da tempo ma non avevano il coraggio di dire.

Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania, ha dimostrato di avere coraggio e schiena dritta, raccontando l’altra parte della “favola” delle Ong buone che salvano i migranti in mare e li portano in Italia. “A Pasqua sulle coste libiche c’erano tante navi pronte a partire che sembrava lo Sbarco degli Alleati in Normandia”.

Le parole di Zuccaro hanno messo in discussione il dogma dei dogmi, sollevando polemiche e costringendo molti ad esporsi. L’umanitarismo a molti zeri, si inserisce in una strategia ben precisa.

“Su Ong come Medici senza frontiere e Save the Children davvero c’è poco da dire, discorso diverso, avverte il procuratore, per altre, come la maltese Moas o come le tedesche, che sono la maggior parte”.

“Abbiamo evidenze che tra alcune Ong e i trafficanti di uomini che stanno in Libia ci sono contatti diretti, aggiunge Zuccaro, ma non sappiamo ancora se e come utilizzare processualmente queste informazioni ma siamo abbastanza certi di ciò che diciamo; telefonate che partono dalla Libia verso alcune Ong, fari che illuminano la rotta verso le navi di queste organizzazioni, navi che all’improvviso staccano i trasponder, sono fatti accertati”.

“Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga” e che potrebbe avere finalità molto più ampie: “destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi”.

Un’ipotesi allarmante che potrebbe spiegare l’attivismo frenetico, ma evidentemente pianificato, di diverse Ong, abili ad incassare milioni di euro tra “5×1000”, donazioni di filantropi o sedicenti tali e marchingegni assicurativi ed evidentemente molto protette dal punto di vista politico, tanto da creare di fatto “corridoi umanitari” per permettere ai migranti di arrivare in Italia. Enti di diritto privato che prevalgono addirittura sugli Stati. Le indagini di Catania, Palermo, Cagliari e Reggio Calabria stanno delineando scenari a dir poco inquietanti. Un fatto è certo: da quando le Ong operano in maniera così massiccia nel Mediterraneo, gli scafisti si sono arricchiti ancora di più e la marina non riesce più ad arrestare i criminali.

Tra i finanziatori di queste Ong, figura l’immarcescibile George Soros, non solo con la sua “Open Society Foundation” ma anche con Avaaz.org e Moveon.org che supportano le attività della Migrant Offshore Aid Station, associazione maltese, fondata nel 2013 da due imprenditori italo-americani, Christopher e Regina Catambrone, proprietaria delle due imbarcazioni Phoenix e Topaz responder, di diversi gommoni Rhib e perfino di alcuni alcuni droni. Christopher Catambrone, a sua volta, è stato tra i finanziatori dell’ultima campagna elettorale di Hillary Clinton.

Accuse alle Ong sono state indirizzate anche dall’agenzia Frontex. Il suo direttore esecutivo, Fabrice Leggeri, nel corso di un’audizione davanti ai senatori della Commissione Difesa, ha spiegato come dall’anno scorso la quota di soccorsi fatti da queste organizzazioni sia salita a circa un terzo del totale e che i loro interventi siano localizzati sempre più in prossimità della Libia.

Frontex sarebbe in possesso di numerose testimonianze dei migranti che dimostrerebbero un legame forte tra “aguzzini” e “salvatori”. Gli scafisti, stando a quanto emerso, forniscono ai trasportati apparecchi telefonici con numeri di Ong da chiamare per essere soccorsi e sarebbero molto attivi “uomini libici in uniforme”, appartenenti alla Guardia costiera libica, in costante contatto con le Ong a Ovest di Tripoli.

Le parole del procuratore di Catania saranno vagliate dal Csm. “Dopo aver sentito i capi di corte e il presidente della prima commissione, Giuseppe Fanfani, sottoporrò il caso all’esame del comitato di presidenza alla prima seduta utile fissata per mercoledì 3 maggio, poi spetterà al ministro della Giustizia e al procuratore generale della Cassazione valutare se sussistono o meno i presupposti per l’esercizio dell’azione disciplinare”.

Così il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, interpellato in merito alla vicenda delle polemiche scaturite dalle dichiarazioni di Zuccaro sul ruolo delle Ong nelle operazioni di savaltaggio dei migranti nel Mediterraneo. Al procuratore ha replicato il ministro della Giustizia e candidato alle primarie del Pd, Andrea Orlando: “Spero che la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore”.

“Se il pm ha elementi in questo senso, sottolinea, faremo una valutazione. In generale, non è giusto ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna”.

Il 9 maggio ascolteremo in audizione il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro”. Lo annuncia Federico Gelli, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sui migranti dopo il caso sollevato sulle Ong.

“E’ importante, spiega, avere a disposizione ogni elemento utile per comprendere i motivi che hanno spinto il pm a fare certe dichiarazioni”. “Non bisogna gettare discredito sull’attività di tante organizzazioni che salvano vite”, conclude Gelli.

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