Il capitolo delle elezioni regionali del 2020, iniziato a gennaio, s’arricchisce d’un fatto nuovo e drammatico, sostanziatosi nella morte avvenuta nottetempo della governatrice della Calabria, Jole Santelli. Era stata eletta proprio pochi mesi fa, al principio dell’anno, con una vittoria plebiscitaria contro lo sfidante del centrosinistra, Filippo Callipo: 55,3% a 30,2%.

Da anni era malata di cancro, ma nulla faceva presagire una morte così improvvisa, dovuta a quanto pare ad un malore. E’ stata la sorella, al mattino, ad accorgersene, entrando a casa sua. “Non ho mai nascosto la mia malattia, qui tutti sanno, sono in cura al reparto di oncologia di Paola, non voglio neanche però che essa mi perseguiti”, aveva detto mesi fa, parlando proprio del suo tumore, nel momento in cui aveva accettato la candidatura propostale da Berlusconi. E, in un’intervista al Fatto Quotidiano, aveva ulteriormente ribadito: “Quando una persona subisce un attacco così violento alla propria vita, quando il dolore fisico si fa radicale e incomprimibile, allora quella persona ha due strade: deprimersi e farsi portare via dalla corrente, scegliere che il destino scelga per lei. Oppure attivarsi, concentrarsi e soprattutto ribellarsi. Quando Silvio Berlusconi mi offre la candidatura ringrazio felice, ma chiudo la telefonata e formo il numero del mio oncologo: posso candidarmi? Posso onorare il mandato quinquennale? Il medico risponde: non solo puoi candidarti ma mi auguro che io possa essere il tuo consulente negli anni della presidenza”.

Grande il cordoglio di tutti i vari esponenti del mondo politico: dallo stesso Berlusconi, che ha espresso “profonda costernazione” per l’improvvisa notizia, e che ha commentato con ammirazione il coraggio con cui affrontava la sfida della malattia, ai rivali politici come Zingaretti e Di Maio, che hanno espresso le proprie condoglianze riconoscendone la correttezza umana e politica, fino agli alleati come Salvini, colpito da una morte che giunge ad un’età ancora così giovane, solo 51 anni.

Avvocato e a partire dal 2001 fino al 2020 deputato nelle lista di Forza Italia, sottosegretario nei governi Berlusconi e Letta, Jole Santelli in Calabria era nota come una “pasionaria azzurra”, iscritta a Forza Italia sin dal 1994, e questa sua fama s’era poi diffusa anche nel resto del paese all’indomani delle regionali di gennaio. Ma, prima ancora di quel 1994, aveva militato ancora giovanissima nelle fila dell’allora PSI.

Di certo, la sua scomparsa priva anzitempo la Calabria e tutto il paese della prima presidente di regione eletta direttamente dai suoi cittadini in una regione del Sud: l’unico precedente, infatti, è rappresentato dall’abruzzese Anna Nenna D’Antonio, alla guida della Regione Abruzzo dal 1987 al 1992 nelle fila dell’allora Democrazia Cristiana, ma a quel tempo non si trattava di un’elezione diretta da parte dei cittadini bensì da parte dei membri del Consiglio Regionale.

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