cartina-kkrb-u1080536794634dsc-680x424lastampa-itLa nazionale di calcio della Repubblica di Abcasia ha vinto la seconda edizione del World Football Cup organizzato dalla Confederation of Independent Football Associations, la federazione che riunisce trentatre federazioni di nazioni non riconosciute dalla FIFA, ed è attualmente la più attiva tra le confederazioni del “Non Fifa Football”.

Proprio nella stessa Abcasia è stata ospitata la seconda competizione mondiale CONIFA, ed è indubbio che l’organizzazione da parte di uno stato vero e proprio ha rappresentato un importante salto di qualità per l’organizzazione presieduta dallo svedese Per-Anders Blind. Ottima ospitalità per le 12 squadre presenti, stadi che hanno registrato numeri interessanti in quanto a presenze con picchi da tutto esaurito quando ha giocato la squadra di casa allo Stadio Dinamo di Sukhumi. Anche il livello tecnico è sicuramente aumentato rispetto alla precedente edizione, nonostante il tour de force di sei partite in nove giorni.

Uniche pecche le assenze dell’unica squadra sudamericana coinvolta (la selezione Aymará) che avrebbe fatto del torneo un torneo quadricontinentale, dei campioni in carica della Contea di Nizza e di una delle principali squadre “Non FIFA”, cioè di Ellan Vannin, l’Isola di Man.

Con alcuni giocatori provenienti dai campionati russi (su tutti il bomber del Luč-Ėnergija Vladivostok Dmitry Kortava) i padroni di casa hanno giocato un torneo autoritario, superando in scioltezza la squadra materasso di Chagos, l’Armenia Occidentale, Sápmi (Lapponia) e in semifinale Cipro del Nord, altra “grande” di questo torneo, che per valori espressi avrebbe meritato la finale.

La vera sorpresa del torneo è stata la squadra del Panjab, composta in prevalenza da giocatori che militano nelle serie inferiori inglesi, che è arrivata fino all’atto finale grazie anche ai sette gol di Amar Purewal, attaccante del Darlington FC. In semifinale i “leoni” hanno superato la Padania, che da sempre solleva un vespaio di polemiche tra gli appasionati per la partecipazione a queste manifestazioni. La natura stessa del CONIFA, l’essere cioè una confederazione “inclusiva”, è alla base di queste “incongruenze”.

Tra le delusioni c’è la Lapponia, che presentatasi ai nastri di partenza con tre pezzi da novanta come Lars Iver Strand (ex Tromsø e Vålerenga, e 4 presenze nella nazionale norvegese), Morten Gamst Pedersen (attaccante del Tromsø) e Jarkko Lahdenmäki (difensore del RoPS, una delle squadre del campionat finlandese Veikkausliiga), ha chiuso appena al quinto posto, dopo aver perso contro il Panjab nel gironcino e contro l’Abcasia ai quarti di finale.

Sesti sono arrivati gli armeno-occidentali e settima un’altra sorpresa del torneo, la rappresentativa dei Coreani residenti in Giappone, l’FC Korea, che nella terra del Sol Levante partecipa, con pessimi risultati quest’anno, ad un campionato regionale (la Kanto Soccer League) ma che in questo torneo ha dato filo da torcere a tutti: vittoria contro i Siculi ungheresi nel gironcino, sconfitta ai quarti contro Cipro del Nord solo ai rigori, vittoria ai rigori contro il Kurdistan (altra delusione) nella finalina sesto-settimo posto.

Detto del Kurdistan, appena settimo, e dei Siculi, ottavi, chiudono la classifica le tre “cenerentole”: Somaliland, Rezia e Chagos.

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Responsabile delle pagine sportive. Nato a Trieste, ha scritto "Con lo Spirito Chollima", "Patria, Popolo e Medaglie", "Vincere con Gengis Khan" e "Due a zero". Gestisce il blog "Chollima Football Fans"