Mai così in basso.
Per l’Italia del pallone continua a piovere sul bagnato.
Non bastava la duplice notizia della richiesta di rinvio a giudizio di Antonio Conte (per lui l’accusa è di frode sportiva sempre per la famigerata partita Albinoleffe-Siena del maggio 2011) e di altri 103 esponenti di spicco del calcio nostrano, e la susseguente convinzione che – forse, perché la sentenza è ben lungi dall’arrivare – una quantità industriale di partite che abbiamo visto comodamente sul divano pensando fossero reali, in realtà potrebbero essere truccate.

In questo bel quadretto malato, marcio e che non ci fa onore, in cui si inseriscono anche le presunte partite comprate dal Catania di Pulvirenti per restare aggrappata alla serie cadetta, ci pensa anche la Fifa a darci gli schiaffi.

A nove anni esatti dal mondiale vinto in Germania, ci dice, infatti, che siamo 17esimi. Non più 13esimi, e addirittura dietro Romania, Austria, e Galles e leggermente meglio di Svizzera, Algeria e Repubblica Ceca.

È il punto più basso dal 1993 a oggi, e cioè da quando il Ranking Fifa è stato inventato.
A comandare c’è sempre l’Argentina, nonostante non sia riuscita a portare a casa neanche la Coppa America, davanti ai campioni del mondo della Germania e al Belgio.
A seguire, poi, tutte le altre: Olanda, Brasile, Portogallo, Romania, Inghilterra, Galles, Cile, che risale la china di ben otto posizioni dopo il fresco successo in Copa, Spagna, Uruguay, Croazia, Slovacchia e Austria, appaiate al 15esimo posto.
Soltanto dopo ci siamo noi, davanti a Svizzera, Algeria e Repubblica Ceca, che chiude la Top 20.

Nove anni orsono, quando Fabio Grosso calciava alle spalle di Fabien Barthez l’ultimo rigore nella finale di Berlino, il cielo era azzurro sopra la capitale tedesca e guardavamo tutti dall’alto nel ranking Fifa.

Ora, invece, sprofondiamo e ce la giochiamo con le squadre nord africane, senza offesa ovviamente.
Trovate le differenze. Però c’è anche un punto in comune: il calcio scommesse, il pallone marcio e scoppiato.
Nel 2006 c’era Calciopoli, che voleva processare il calcio italiano e mandare in serie B la Juventus.
Ebbene, quel processo non è mai finito…

Michele Cotugno Depalma

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