Arrivano segnali poco incoraggianti da Bruxelles per una situazione che nel nostro paese è sempre più esplosiva. Il consiglio europeo nei giorni scorsi ancora non è arrivato ad un piano risolutivo, che dovrebbe redistribuire all’interno dello spazio comunitario i quarantamila richiedenti asilo negli ultimi due anni, ospitati da Italia e Grecia. Come al solito sono i paesi del sud di quest’Eurozona a pagare le incongruenze della politica comunitaria. Da alcune indiscrezioni trapela la riluttanza da parte della presidenza lituana, di turno nel consiglio europeo, a trovare una soluzione condivisa che metta fine all’emergenza. Qualcuno ha addirittura paventato l’ipotesi che la situazione possa sbloccarsi soltanto ad ottobre sotto il semestre di presidenza europea del Lussemburgo.

Ma intanto, l’Italia (e la Grecia) in piena crisi economica si ritrovano a dover affrontare anche l’emergenza immigrazione. Lo Stato italiano, con una disoccupazione giovanile record e con la produzione industriale al collasso si ritrova a dover mantenere migliaia di extra-comunitari che pesano sulle amministrazioni e le comunità locali. Molto blando l’atteggiamento di Renzi e del PD nei confronti dell’UE, che tranne dichiarare sommessamente, nella giornata di ieri, che il piano UE non funziona non fa sentire la propria voce in alcun modo, malgrado sia forte di quel 40% di consenso elettorale delle scorse elezioni europee.

Anzi, il premier rincara la dose delle provocazioni, prospettando maggiori emolumenti ai comuni che accettino di buongrado di ospitare qualche immigrato in più. A tal proposito la risposta di Maroni non si è fatta attendere minacciando, in opposizione al governo, di tagliare i fondi ai comuni della Lombardia che cedano al piano del Ministero degli Interni. Secondo il governatore, infatti, la gestione del Viminale degli immigrati sarebbe “improvvisata” e ha invitato i prefetti a sospendere le assegnazioni in attesa di maggiore chiarezza da parte del Governo.

Ma nel frattempoche il PD si diverte a fare da scaricabarile, trincerandosi dietro la Bossi-Fini in risposta alla Lega, e la UE ci considera cittadini europei di serie B, il disagio sociale e l’emergenza sicurezza crescono.

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