Prima lo sfondamento del checkpoint del centro commerciale Westlands, poi un’esplosione in un hotel di lusso della capitale, infine la sparatoria. Il panico, la gente che fuggiva, sangue ovunque, quattordici morti e decine di feriti.

Nel primo pomeriggio di ieri un gruppo di terroristi di al Shabaab ha preso d’assalto l’albergo di lusso DusitD2 Hotel di Nairobi, frequentato abitualmente da turisti e uomini d’affari. Per le forze di polizia si è trattato di un attacco coordinato. Del commando faceva parte anche un kamikaze che si è fatto esplodere aprendo la strada agli altri attentatori che, secondo alcuni testimoni, avrebbero utilizzato anche delle granate. Stando a quanto battuto dall’agenzia Dpa, l’obiettivo dell’attacco era una conferenza alla quale avrebbero dovuto partecipare dei cittadini statunitensi.

L’azione terroristica si è protratta per diverse ore, con le forze di sicurezza kenyane che sono riuscite a porre sotto controllo sei dei sette piani del compound. I miliziani si sono asserragliati all’ultimo piano dell’hotel. I filmati delle telecamere a circuito chiuso hanno mostrato almeno quattro terroristi in azione.

A fare la cronaca, attraverso Twitter, delle tragiche ore è stato Ron Ng’eno, un fotografo kenyano, che si trovava nell’albergo ed è riuscito a nascondersi in un bagno.

 

 

Dopo un blitz durato quasi venti ore, che ha visto il coinvolgimento anche di agenti inglesi e statunitensi, le forze di sicurezza kenyane hanno eliminato tutti i miliziani. A riferirlo è stato il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, durante una conferenza stampa.

“L’operazione di sicurezza al complesso del Dusit è finita e tutti i terroristi sono stati eliminati e da quel momento possiamo confermare che 14 vite innocenti sono state perse per mano di questi terroristi assassini”, ha detto Kenyatta, apparso in tv con il volto molto provato.

“Continueremo a fare ogni passo per rendere la nostra nazione inospitale per i gruppi terroristici e le loro reti”, ha aggiunto il presidente. I qaedisti di Shabaab, collegati agli altri gruppi della galassia del terrore che parte dai paesi del Golfo e arriva fin nelle viscere di Washington, stanno facendo pagare un pesante tributo di sangue a Nairobi per le truppe inviate in Somalia a difesa del traballante governo locale, assediato dagli islamisti.

Il Kenya viene “punito” anche per aver iniziato ad integrarsi con gli altri paesi dell’Africa Orientale, dando vita ad una partnership importante con l’Eritrea proprio come già fatto dall’Etiopia e dalla Somalia.

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