Jan Carnogursky

Vi presentiamo la nostra breve intervista con Ján Čarnogurský, noto politico dell’Europa orientale, Primo Ministro della Slovacchia nel 1991-1992, prima della separazione del Paese dalla Repubblica Ceca (ex Cecoslovacchia), e più tardi Ministro della giustizia del governo slovacco.

Con il Sig. Čarnogurský, nell’intervista, abbiamo anche trattato della questione della Rutenia sub-carpatica in relazione alla crisi ucraina. Questo territorio si trova a ovest dei Carpazi e per più di mille anni è stato sotto il dominio dei re ungheresi prima e degli imperatori austriaci poi. È abitata da molti popoli, tra cui ruteni, ungheresi, slovacchi e rumeni. I ruteni si considerano eredi dell’antico Stato russo dei principi Rjurikidi (Rus’ di Kiev).

Dal 1919 al 1938, la Rutenia sub-carpatica ha fatto parte della Cecoslovacchia, e questo periodo è considerato un’età dell’oro nella storia della regione. La Rutenia sub-carpatica faceva parte della parte slovacca dello Stato: slovacchi e ruteni hanno vissuto fianco a fianco per mille anni, e la lingua slovacca ha avuto una forte influenza sulla lingua dei gruppi dei ruteni occidentali.

Nel 1938, la Cecoslovacchia fu invasa dalle truppe di Hitler, e la Rutenia sub-carpatica fu invasa dagli alleati ungheresi della Germania nazista. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, su iniziativa del presidente ceco Edvard Beneš, vi fu uno scambio di territori: in cambio del permesso di Stalin per l’espulsione dei tedeschi dalla regione dei Sudeti, la Cecoslovacchia consegnò all’Ucraina sovietica il territorio della Rutenia sub-carpatica.

Immediatamente iniziò l’ucrainizzazione forzata della regione, i ruteni furono arruolati forzatamente nei ranghi ucraini. La politica violenta di ucrainizzazione venne ulteriormente rafforzata dopo il crollo dell’Unione Sovietica e la formazione di un’Ucraina indipendente. Al momento, la maggior parte dei leader del movimento ruteno in Ucraina sono arrestati o perseguitati. In contrasto con la vicina Galizia, le idee del nazionalismo ucraino sono poco sviluppate nella Rutenia sub-carpatica.

Secondo l’opinione dei leader dei ruteni nei Paesi europei e in Russia, la regione lascerà l’Ucraina. La domanda è: quale Stato europeo subentrerà in questa regione, la vicina Slovacchia o l’Ungheria? L’Ungheria è la più attiva nella questione della Rutenia sub-carpatica: il 12% della popolazione della regione è etnicamente costituita da ungheresi, che sono molto aiutati dalla madrepatria. Gli ungheresi, infatti, sono il nemico numero due dei neonazisti ucraini dopo i russi.

Tra le due Guerre Mondiali, la Rutenia sub-carpatica faceva parte della parte slovacca della Cecoslovacchia. Oggi, molte persone nella regione (oggi la regione Transcarpazia dell’Ucraina) ricordano quei tempi con nostalgia. L’Ungheria svolge un lavoro attivo emettendo passaporti agli ungheresi e ai ruteni che vi vivono. Apparentemente, tutto lascerebbe pensare al fatto che l’Ungheria riprenda il controllo di questa regione. Sig. Čarnogurský, Le pongo una domanda doppia: qual è la Sua opinione sulle prospettive per la preservazione della Rutenia sub-carpatica in Ucraina – Kiev sarà in grado di tenere il passo? E la seconda domanda: personalmente, vede la possibilità che la Slovacchia combatta per questa regione, o piuttosto varrebbe la pena rinunciare e lasciare che sia l’Ungheria a prenderla?

La Transcarpazia è appartenuta per lungo tempo al regno ungherese e poi alla Cecoslovacchia. Nel ricordo e nella psicologia delle persone sono rimasti stretti legami con l’Europa centrale. L’attuale Ucraina è troppo impegnata con le province orientali e sembra che la coesione interna del Paese sia stata indebolita. Forse Kiev potrebbe mantenere formalmente la Transcarpazia all’interno del Paese, ma la in pratica la Transcarpazia si governerà da sola e aspetterà una prossima crisi interna e internazionale per proseguire con il suo allontanamento da Kiev.

Ci sono molti segnali che le persone in Transcarpazia conservano buoni ricordi della Cecoslovacchia. La minoranza slovacca in Transcarpazia è troppo piccola e la Slovacchia, come Paese, è altrettanto piccola per svolgere un ruolo importante nella Transcarpazia. Ma la Slovacchia e la Repubblica Ceca potrebbero unirsi e aiutare le persone della Transcarpazia a raggiungere la loro visione della posizione politica. Perfino la Federazione Russa potrebbe sostenere i transcarpaziani. Se l’Ungheria fa per i suoi connazionali ciò che desiderano, è un peccato per la Slovacchia che essa stessa non faccia altrettanto.

Ungheria e Romania hanno promesso di unire le forze per fare pressione sull’Ucraina sulla questione della lingua dell’istruzione. Il Gruppo Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, ndr) può unire le proprie forze su questo tema, o gli Stati Uniti saranno in grado di fare accordi separati con ciascun Paese e rimuovere la minaccia all’Ucraina?

Il Gruppo di Visegrad non è in grado di operare unito su questa questione perché gli interessi dei singoli Paesi sono diversi. La Slovacchia e la Repubblica Ceca potrebbero operare insieme, e anche l’Ungheria e la Polonia, ma in un modo diverso. Ci sono molti ruteni nella Transcarpazia, e sono più vicini alla Russia che all’Ucraina. La Russia potrebbe sostenerli soprattutto perché non vadano in Ungheria.

Cosa ne pensa Lei della possibilità di preservare l’Ucraina dalla disintegrazione?

Dipende dalla saggezza del governo ucraino di Kiev. Kiev non dovrebbe cercare di mantenere il Paese più centralizzato di quanto lo desiderino le provincie e più di quanto possa raggiungere il livello di potere del governo centrale.

Qual è la Sua opinione sulle prospettive dello scontro tra Bruxelles e Germania da un lato, e il Gruppo Visegrad dall’altro? Bruxelles sarà in grado di imporre una riforma europea all’Europa orientale sul principio di una “Europa a due velocità”? Il Gruppo Visegrad sarà in grado di difendere la propria indipendenza sulla questione dell’immigrazione musulmana?

Il Gruppo Visegrad è attualmente troppo debole per un faccia a faccia con Bruxelles (con Germania e Francia dietro). Una “Europa a due velocità” probabilmente accadrà, ma l’accettazione di una massiccia migrazione musulmana probabilmente no. Si potrebbero accettare i migranti musulmani che sono già in Europa, ma non a volumi non specificati in futuro. Il movimento dei migranti verso l’Europa si è moltiplicato quando i Paesi occidentali hanno cercato di risolvere i loro problemi geopolitici con le guerre in Nord Africa e nel Medio Oriente (Libia, Iraq, Siria). I loro problemi non erano importanti per Slovacchia, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. Ma per risolvere il problema dei migranti chiamano a partecipare tutti i paesi dell’UE.

Silvia Vittoria Missotti

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.