Carola Rackete torna in libertà. Il giudice per le indagini preliminari Alessandra Vella non ha convalidato l’arresto della capitana della Sea Watch che quattro giorni fa ha infranto il divieto di entrare nel porto di Lampedusa per far sbarcare i 40 migranti a bordo, speronando una motovedetta della Gdf. La notizia era ampiamente attesa. Meno prevedibile era la demolizione dell’impianto accusatorio del pm Luigi Patronaggio.

Nessuna misura cautelare disposta, come il divieto di dimora richiesto dai pm, ed esclusione del reato di resistenza a nave da guerra perché la motovedetta della Gdf stretta nella morsa della nave dell’Ong e della banchina non può essere considerata tale. Escluso anche il reato di resistenza a pubblico ufficiale perché, per il Gip, “Carola ha agito in adempimento di un dovere, quello di portare in salvo i migranti”.

Inoltre, secondo il giudice, il Decreto Sicurezza bis “non è applicabile alle azioni di salvataggio in quanto riferibile solo alle condotte degli scafisti”.

Patronaggio attenderà di leggere le motivazioni prima di procedere o meno all’impugnazione: “Il nostro punto di vista era diverso. Per noi era necessitata l’azione di salvataggio e non era necessitata invece la forzatura del blocco, che riteniamo un atto un po’ sconsiderato nei confronti della vedetta della Guardia di Finanza. E’ evidente però che si rispettano le decisioni dei giudici”.

Il Prefetto di Agrigento intanto ha già firmato il provvedimento di allontanamento dall’Italia della capitana della Sea Watch, che sarà accompagnata alla frontiera dalle forze dell’ordine. Non prima però della convalida da parte dell’autorità giudiziaria, e dopo il 9 luglio, quando Carola sarà di nuovo ascoltata dai magistrati in relazione all’altro filone dell’indagine, quella sul favoreggiamento di immigrazione clandestina.

Durissima la reazione del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Una fiaba pessima, horror, surreale. Non ho parole. Cosa bisogna fare per finire in galera in Italia? Mi vergogno di chi permette che in questo paese arriva il primo delinquente dall’estero e disubbidisce alle leggi e mette a rischio la vita dei militari che fanno il loro lavoro. Se stasera una pattuglia intima l’alt su una strada italiana chiunque è tenuto a tirare diritto e speronare un’auto della polizia”.

Poi Salvini annuncia una riforma della giustizia: “Quanto è urgente la riforma della giustizia, cambiare i criteri di assunzione, selezione e promozione di chi amministra la giustizia in Italia. Questa non è la giustizia che serve a un Paese che vuole crescere”.

Luigi Di Maio si dice “sorpreso dalla scarcerazione di Carola Rackete” e ribadisce la sua vicinanza alla Guardia di Finanza. “Ad ogni modo, aggiunge il vicepremier, il tema è la confisca immediata della imbarcazione. Se confischiamo subito la prossima volta non possono tornare in mare e provocare il nostro Paese e le nostre leggi”.

Sulla scarcerazione della capitana tedesca, si è espresso l’Ammiraglio Nicola De Felice: “Sono costernato come tutti i veri militari: il GIP di Agrigento non convalida l’arresto della Conduttrice Rackete perché la Tunisia non risulterebbe porto sicuro quando migliaia di turisti fanno settimanalmente le crociere in quei porti? E poi la motovedetta della GdF non sarebbe nave da “guerra”? Ma se sono navi militari essendo iscritte nel Ruolo speciale naviglio militare. Sono equiparate alle navi da guerra, secondo la Cassazione, ai fini della tutela penale riservata ad esse. Nel caso di guerra concorrono al dispositivo navale di difesa marittima. Tutte le motovedette della GdF hanno la bandiera da guerra della Marina Militare”.

“Ma anche se fosse stata una barchetta al servizio del prefetto, conclude De Felice, non sarebbe stato lo stesso un gravissimo attentato criminale alle nostre leggi italiane?”.

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