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Mateusz Piskorski

La scorsa settimana, l’europarlamentare Alberto Cirio, membro di Forza Italia, ha inviato una lettera all’Ambasciata polacca presso la sede dell’Unione Europea di Bruxelles, denunciando il trattamento subìto da Mateusz Piskorski, ex membro del Parlamento polacco e leader del partito Zmiana.

Mateusz Piskorski è detenuto in carcere in Polonia da più di un anno, con l’accusa di spionaggio. Le accuse, tuttavia, non sono mai state formalizzate, rendendo di fatto Piskorski il primo prigioniero politico polacco. Malgrado la documentazione presentata dagli avvocati della difesa, che non è stata recepita correttamente dal giudice, lo stato di detenzione è stato prorogato fino al prossimo agosto.

La lettera dell’europarlamentare Alberto Cirio, di cui riportiamo di seguito il testo, è la stessa inviata dal Senatore Antonio Razzi il 16 maggio scorso all’Ambasciata polacca di Roma, ma questa volta non è ancora pervenuta una risposta da parte della Polonia:

Gentile signor STARZYK Jarosław,

Le sto scrivendo circa la situazione di Mateusz Piskorski, ex membro del Parlamento polacco e leader di Zmiana. Come a Lei già probabilmente noto, egli è detenuto in un carcere polacco da più di un anno per motivi politici connessi con un’accusa di spionaggio non formalizzata e non chiara.

Alla fine di aprile, Mateusz è stato anche fisicamente maltrattato più volte da un componente della ABW (agenzia per la sicurezza interna), il quale lo aveva accompagnato dal pubblico ministero, solo perché Mateusz gli aveva chiesto di non ammanettargli le mani sulla schiena, ma sul davanti (era sempre stato così, egli ha anche una raccomandazione del medico che richiede di non danneggiare la sua schiena a causa del suo stato di salute). Egli è stato picchiato con un bastone più volte così duramente che è stato possibile ricevere conferma di questo fatto dal medico, quando i suoi legali sono venuti a conoscenza di quanto accaduto.
Dopo un anno, egli non sa di che cosa è accusato. È stato informato che è stato accusato per via delle sue attività sociali, politiche ed analitiche, esattamente per: tentativo di influenzare l’opinione pubblica. Tuttavia, in accordo all’articolo 130 del codice penale polacco, questo tipo di attività non è spionaggio.

Al momento, questo arresto è stato prorogato fino ad agosto, malgrado tutti i documenti presentati dalla sua difesa:
1) circa 60 lettere dalla UE e da politici, scienziati polacchi e personaggi pubblici con la richiesta di liberarlo fino alla fine dell’investigazione;
2) il professore scienziato ha scritto un trattato scientifico spiegando dal punto di vista legale che le attività analitiche e sociali non possono essere riconosciute come spionaggio;
3) un certificato medico circa la salute di sua madre (Parkinson, neuroborreliosi).

Probabilmente i giudici non hanno nemmeno letto quanto sopra, considerando che la discussione ebbe luogo in meno di un paio d’ore (dalle 13:20 alle 15:00), e gli avvocati non ebbero il tempo di parlare e di finire in tempo.

Come membro del Parlamento Europeo, Le chiedo di contattare il Ministro della Giustizia polacco per esprimere la mia preoccupazione per la situazione riguardante il signor Piskorski, e per ricevere notizie riguardo al suo futuro e, spero, la sua libertà.
Le chiedo formalmente di permettermi di visitarlo in prigione con una delegazione di politici italiani.

La ringrazio, e Le porgo i miei migliori saluti.

On. ALBERTO Cirio MPE

Nonostante non sia arrivata ancora una risposta da parte di Varsavia, la lettera dell’europarlamentare Cirio dimostra che il caso Piskorski sta riscuotendo sempre più interesse, pervenendo anche nelle sfere dell’UE a Bruxelles.

Silvia Vittoria Missotti

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