Venezia: sgominata cellula terroristica

Volevano farsi saltare in aria sul Ponte di Rialto, per fare centinaia di morti ma, per fortuna sono stati fermati in tempo dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri. Il blitz è scattato in piena notte. La cellula jihadista era “annidata” in pieno centro a Venezia.

L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della città lagunare, ha portato all’arresto di tre persone e al fermo di un minorenne, tutti cittadini originari del Kosovo e residenti in Italia con un regolare permesso di soggiorno. Hanno tutti meno di trent’anni.

Ben integrati, vivevano a Venezia da due anni. Due dei tre lavoravano come camerieri. Sono state eseguite anche 12 perquisizioni: dieci in centro storico a Venezia, una a Mestre e una a Treviso.

Gli investigatori sono arrivati a loro grazie ad una capillare attività di controllo del territorio, svolta in stretto coordinamento dagli uomini della Polizia e dai Carabinieri che, dopo aver individuato la cellula, ne hanno monitorato e tracciato dettagliatamente le dinamiche relazionali, la radicalizzazione religiosa e i luoghi frequentati.

All’operazione hanno partecipato anche il personale della Direzione centrale della polizia di prevenzione, unità cinofile dei Carabinieri, il nucleo Artificieri della questura di Venezia e personale della Polizia scientifica. Sono intervenuti anche i reparti speciali di Polizia e Carabinieri, i Nocs e i Gis.

Dalle prime intercettazioni è emerso anche che i terroristi fossero molto interessati a video con istruzioni sull’uso dei coltelli. Definivano un “colpaccio” la mattanza che stavano preparando.

Alle forze dell’ordine sono arrivati i complimenti per l’operazione, tra gli altri, dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti, dal presidente del Veneto, Luca Zaia, e dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.

Il Kosovo con i suoi circa 300 foreign fighters partiti per fare stragi in Siria, si conferma una “fucina” del jihadismo.

Diventano inoltre sempre più necessari un controllo serio ed un censimento dei luoghi di culto islamico e centri di ritrovo nelle grandi città italiane, disponendo la chiusura di quelli che risultano più permeabili al radicalismo salafita, per prevenire la radicalizzazione soprattutto di giovani e giovanissimi spesso apparentemente ben integrati e la nascita di nuove minacciose cellule pronte a seminare morte e terrore.

UN COMMENTO

  1. La ricognizione dei luoghi “di culto” abusivi resta importante.
    A questo riguardo il fatti di non voler stabilire una regola e una normativa per regolarizzare definitivamente luoghi di culto per musulmani va in senso contrario al controllo di chi frequenta,gestisce e dirige luoghi per ora tutti irregolari ( a parte alcuni sicuri) ubicati in luoghi improbabili.
    Urge quindi una definitiva normativa e una regolarizzazione di questi posti.
    La regolarizzazione comporta il controllo di tutta l’attività, la designazione dei responsabili e ogni forma di tutela per avere un controllo di sicurezza.
    Inoltre questo controllo consente anche la sicurezza per chi li frequenta evitando di avere a fianco assassini pronti a tutto.
    Io da musulmano auspicherei proprio questo. Infatti non vado mai in questi luoghi perchè non mi sento sicuro.
    Alp Arslan

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