Antonio Conte

Diciamo la verità. A parte l’inopinata e fragorosa sconfitta del Benfica in casa del Basilea – sì, i portoghesi erano in dieci, ma soltanto sul passivo di 3-0 – il secondo turno della Coppa Campioni (o Champions League, che dir si voglia) non ha riservato colpi a effetto.

Il ritorno delle inglesi

Da segnalare, anche in questa giornata, il risultato delle inglesi. Così come all’esordio, le cinque compagini d’oltremanica (Chelsea, Manchester United, Manchester City, Tottenham, Liverpool) hanno conquistato 13 punti, con i soli Reds ad accontentarsi del pareggio. Prematuro parlare di riscossa britannica, ma è assai probabile che potranno tornarsela a giocare, la Coppa dalle grandi orecchie, che manca dal 2012.

Bene le italiane

Bene le italiane. Juventus, Napoli e Roma hanno fatto quello che dovevano fare. Certo, contro non avevano le spagnole o le inglesi, ma Olimpiacos, Feyenoord e gli sconosciuti Qarabag, squadra dell’Azerbaigian.

Sono stati tre successi differenti. Stranamente in sofferenza quello dei vicecampioni d’Europa bianconeri, che contro i greci hanno atteso 69′ per sbloccarla e l’ingresso di Higuain, inizialmente in panca. Ora tutti i giornali specializzati diranno che il Pipita è tornato, ma da dove non si sa perché mai andato via altrove.

Tre successi diversi: ma occhio al prossimo turno

Ieri si è vista una brutta partita allo Stadium. Ritmo lento, e idee appannate e prevedibilii. Non è stata una serata di gala, ma le stelle si sono illuminate in tempo. Più facile il successo campano, mai in discussione, anche se gli azzurri – è l’impressione – non si sono ancora levati la cattiva abitudine di complicarsi le partite già chiuse con il lucchetto. Piccolo promemoria futuro.

Agevole, anche se il punteggio non lo dice, anche il blitz afghano dei giallorossi, da soli in grado di ridare vita a un avversario già al tappeto dopo appena un quarto d’ora. I vicecampioni d’Italia sono in indubbia crescita, Edin Dzeko continua a essere decisivo, e il lavoro di Di Francesco comincia ad avere un senso.

Ora, però, l’occhio va al 17-18 ottobre. Primi crocevia importanti per avvicinarsi agli ottavi di finale. Il Napoli se la vedrà con il City di Guardiola, mentre la Roma dovrà superare l’ostacolo Chelsea.

Conte al settimo cielo, Ancelotti all’inferno

Conte fa piangere Simeone. Ed è proprio dei Campioni d’Inghilterra lo squillo più rumoroso della giornata. I blues hanno vinto 2-1 nel nuovo stadio dell’Atletico Madrid, che nel 2019 ospiterà la finale di Champions, e ieri si era preparata per la prima notte di gala continentale.

Un blitz (meritato) firmato Batshuayi al 94′, il primo di una squadra di sua maestà in casa dei Colchoneros. E ora Simeone, un punto in due partite, deve rimboccarsi le maniche per non finire in Europa League.

Ancelotti kaputt. Serataccia, invece, per Carlo Ancelotti, che nulla ha potuto contro i colpi del Paris Saint Germain stellare spinto da Dani Alves, Cavani e Neymar.

AGGIORNAMENTO ORE 16:50: Ancelotti è stato sollevato dall’incarico. Rumenigge: “Serviva scossa”.

I tedeschi appaiono in involuzione e con una qualità inferiore rispetto agli anni passati e alle più importanti rivali europee. In Baviera, probabilmente, non hanno pensato a un più significativo ricambio generazionale, pagano assenze non da poco, i mal di pancia mai sopiti di Lewandowski, la non esplosione di James Rodriguez – usato pochissimo finora – una campagna acquisti non di campioni ma di buoni giocatori. Differenza non da poco.

Poi chissà, magari il mago di Reggiolo potrà stupirci anche questa volta…

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