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leicester ai quarti

La tavola imbandita della Coppa dalle grandi orecchie edizione 2016-2017 ha i suoi otto posti a sedere.

Sei sono quelli attesi e annunciati, anche perché fanno capolino da anni attorno a questa mensa. Uno ci ritorna dopo un anno di assenza. Un altro, l’ultimo, si siede per la prima volta e non è detto che si troverà a disagio.

Dopo gli ottavi di finale di Champions League, allora, a contendersi il trofeo per club più desiderato del vecchio continente sono rimaste tre spagnole (Real Madrid campione in carica, Barcellona, Atletico Madrid), due tedesche (Bayern Monaco e Borussia Dortmund), una italiana (la Juventus), una francese (Monaco) e una inglese (Leicester).

E sono proprio le ultime due a rappresentare la sorpresa del turno appena passato. La squadra del principato ha eliminato il Manchester City di Pep Guardiola, in un doppio confronto da 12 goal, attacchi superstar e difese ballerine.

L’ex compagine di Claudio Ranieri ha avuto la meglio del più votato Siviglia, vincitore delle ultime tre Europa League consecutive, e si prepara a essere la mina vagante delle otto rimaste in lizza.

Juventus-Porto 1-0 (aggregato: 3-0)

I Campioni d’Italia non hanno incantato, ma non c’era scritto da nessuna parte che dovessero farlo. Erano forti del 2-0 conquistato in Portogallo, ed era difficile pensare a un clamoroso ribaltone.

Che infatti non c’è stato, anche perché come all’andata il Porto ha pensato bene di complicarsi la vita restando in dieci a fine primo e di consegnarsi a Buffon e compagni.

Questa volta il rigore di Dybala non ha creato polemiche e rotture di spogliatoio. Ha solo certificato il ritorno dei bianconeri (gli unici a non aver subito goal in questo turno di Champions) tra le migliori otto d’Europa, e non accadeva da due edizioni.

Ora, però, Leicester e Dortmund a parte, sono tutti avversari in salita per la vecchia signora.

Leicester-Siviglia 2-0 (aggregato: 3-2)

i Campioni d’Inghilterra continuano nella loro favola, anche se si è spostata dai confini britannici a quelli più continentali, e abbia perso il suo attore protagonista, l’ei fu King Claudio, un mese fa.

Al loro debutto ufficiale in Champions League, i Foxes, le volpi, si ritrovano a sedersi tra le più quotate squadre europee, anche con un pizzico di fortuna (martedì il Siviglia ha preso una traversa e ha sbagliato un rigore) e con un calcio più all’italiana di quello nostrano e dell’Atletico Madrid di Diego Simeone.

Ma le favole sono belle anche perché allietate da sana buona sorte e da un pizzico di follia. Ora avanti tutta, allora, con un punto di forza non indifferente: non avere davvero nulla da perdere.

Atletico Madrid-Leverkusen 0-0 (agg.: 4-2)

Nessuna sorpresa neanche dal “Vicente Calderon” di Madrid dove i vicecampioni d’Europa fanno solo accademia contro le “aspirine” tedesche, già quasi fuori dopo l’andata.

I colchoneros ispanici si confermano una delle certezze di Champions (quarta volta consecutiva ai quarti di finale) e un avversario che tutti vorrebbero evitare.

Monaco-Manchester City 3-1 (agg.: 6-6 – Monaco avanti per le reti segnate fuori casa)

La qualificazione dei francesi è una notizia, anche se, guardando la stagione delle due squadre, non è poi una così notevole sorpresa.

I monegaschi sono primi in Francia (miglior attacco con 84 reti dopo 29 partite e terza miglior difesa), sono ai quarti di finale in Coppa nazionale, e già in casa del City avevano confermato un’ottima impressione.

E ieri, con un primo tempo a tutto pressing e gas, non hanno lasciato scampo ad Aguero e compagni, che hanno collezionato un’altra tappa di una stagione fin qui deludente.

I francesi tornano ai quarti dopo due anni (nel 2015 furono eliminati dalla Juventus), ma con la consapevolezza di poter creare grattacapi alle più forti.

Guardiola, invece, deve prendere atto del suo fallimento, ancora più grave visti i soldi investiti in estate. Forse deve ripensare alla sua filosofia di gioco, perché il City non è né il Barcellona né il Bayern.

I Top  

Kylian Mbappè: questo 19enne francese di origini camerunensi è la faccia più bella del Monaco di mister Leonardo Jardim. Gol da cineteca all’andata, si è ripetuto anche ieri. Il futuro sembra essere dalla sua parte.

Kasper Schmeichel: la proporzione è semplice. Mbappè sta al Monaco come Schmeichel sta al Leicester. La qualificazione degli inglesi sta anche nei suoi guanti e nella sua parata sul rigore di Nzonzi. Tutto davanti a papà Peter.

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