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allegri champions barça

L’Andata dei quarti di finale di Coppa Campioni (oggi si dice Champions League, è vero, ma chi scrive è rimasto legato a quel nome) è un cubo con le belle sei facce.

C’è quella italiana, in primis, e pure splendente. E poco importa se sia bianconera, perché ha irradiato e colorato tutto lo Stivale con la convinzione che il tanto bistrattato, criticato e criticabile pallone italiota ci fa emozionare e vivere ancora certe notti come quella di martedì.

La seconda faccia è quella di Massimiliano Allegri, che per una volta riempie le copertine dei quotidiani non per essere insultato ma osannato come si fa per gli dei.

Non era un brocco fino a martedì alle 20,45, non è un diventato un fenomeno dalle 22.35. Ma è cresciuto molto l’allenatore livornese dai tempi e dai successi milanisti, cambiando soprattutto carattere e modo di porsi. Con giornalisti e avversari.

La terza faccia è quella di Paulo Dybala, fresco di rinnovo fino al 2022, e un incubo per i difensori del Barcellona. La Roja ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per diventare un fenomeno, al pari di quelli a cui spesso viene già paragonato. Nel frattempo si prepara a essere il faro della nuova Juventus.

La quarta faccia è quella di Cristiano Ronaldo, che con la sua doppietta non solo ha mandato ko il Bayern Monaco dell’ex Carlo Ancelotti, ma gli ha consentito di toccare quota 100 goal nelle competizioni europee. Mai nessuno come lui, e quasi sicuramente sarà sempre il campione portoghese ad aggiornarlo.

La quinta e la sesta faccia profumano di Dortmund-Monaco. Impossibile far finta di nulla dinanzi a ciò che è accaduto nel tardo pomeriggio di ieri l’altro. Un attentato terroristico per fortuna senza vittime. Stavolta non ci sono stati camion addosso alla folla, ma “semplici” bombe azionate a distanze. Ancora una volta, purtroppo, lo sport viene tirato per la giacchetta dentro il caos internazionale.

Ma come non spendere due parole per il Monaco? Dopo aver fatto fuori il Manchester City, adesso potrebbe essere il turno del Borussia. I monegaschi continuano a sorprendere, a divertire, a segnare, a coccolarsi il 18enne Kylian Mbappè.

Dortmund-Monaco 2-3

Tedeschi contro francesi, allora. E ad avere la meglio, in terra teutonica, sono i ragazzi del Principato, la macchina da reti più forte d’Europa. Già oltre 100 le reti messe a segno da Falcao e compagni, che piacciono per intensità e qualità di gioco. In casa come in trasferta. Forse, e sottolineamo forse, quei quarti di finale di due stagioni fa non sono stati proprio un caso…

Bayern-Real Madrid 1-2

E neanche nell’altra città germanica, Monaco di Baviera, possono ridere. Il Bayern di Neuer, Muller, Robben, Ribery ma che si scopre vulnerabile senza Lewandowski, deve cedere il passo ai Campioni d’Europa in carica, trascinati da un super CR7.

Zidane supera Ancelotti, che però mastica amaro per il rigore fallito da Arturo Vidal (si era sull’1-0) e per l’espulsione di Martinez per somma di ammonizioni.

Per le merengues è il terzo successo consecutivo in rimonta, dopo quelli contro il Napoli nel turno precedente.

Non sottovalutiamolo questo aspetto…

Atletico-Leicester 1-0

E Madrid gode anche con l’altra squadra, quella dei vicecampioni d’Europa, che superano di misura l’unica inglese superstite.

Non si è visto un bel calcio al “Vicente Calderon”, anche perché non poteva esserci data l’italianità del gioco di entrambe le compagini.

Ha vinto chi che doveva vincere. E sarà anche quella che passerà il turno

Juventus-Barcellona 3-0

Cosa è successo allo Stadium due sere fa? Semplice, si sono affrontate una squadra che ha giocato come doveva giocare e aveva annunciato di giocare, la Juventus, (caro Luis Enrique, se i tuoi avversari schierano tutto il potenziale offensivo, di cosa ti puoi sorprendere?) e un’altra, il Barcellona, rimasta negli spogliatoi.

Perfetta la prima o sonnecchiante la seconda? Di sicuro i blaugrana, almeno nelle trasferte europee, danno la sensazione di non poter dare più di quello offerto a Parigi e a Torino. Simbolo che qualcosa è arrivato al capolinea. Segnale che qualche aspetto va rivisto.

Rimonta al Camp Nou? La risposta sta nei numeri. I bianconeri hanno solo subito due reti in nove partite di Champions, e non ne subiscono uno da ben quattro…

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