Il secondo turno delle presidenziali francesi si avvicina e i due contendenti, Emmanuel Macron e Marine Le Pen, cercano ogni giorno nuovi appoggi e consensi per scalare l’Eliseo. Dopo la riedizione a tempo di record del “Fronte Repubblicano” di soccorso all’establishment politico-economico-finanziario, schierato con Macron, è Le Pen a chiudere un’alleanza strategicamente e politicamente importante: quella con il candidato sovranista Nicolas Dupont-Aignan, di “Debout la France”, che al primo turno presidenziale di domenica ha ottenuto quasi il 5% delle preferenze.

“Se vinco Nicolas Dupont-Aignan sarà primo ministro della Francia”, ha annunciato la candidata del Front National. I due candidati sovranisti si sono incontrati ieri pomeriggio, in un appartamento del 17/o arrondissement di Parigi ed hanno firmato un “patto di governo”, con 6 impegni comuni per il Paese.

Nella conferenza stampa ai Salons Hoche, i due si sono mostrati per la prima volta insieme, davanti a un grande tricolore bleu-blanc-rouge.

“Chiedo a tutti i francesi di votare per noi – ha detto il leader sovranista – Ho deciso di rispondere all’appello di Marine Le Pen, governeremo insieme nell’interesse nazionale”.

C’è chi giura che dietro quest’alleanza vi sia la “cucitura” di Florian Philippot, l’uomo che ha rinnovato e rilanciato il Fronte, sganciandolo dalla destra radicale e dal nazionalismo tout court per collocarlo gradualmente nell’area del gollismo patriottico con una visione multipolare articolata e moderna.

Il blitz di mercoledì alla fabbrica della Whirlpool di Amiens, stabilimento a rischio delocalizzazione in Polonia, e l’incontro con i pescatori di Grau-du-Roi, si sono rivelati fruttuosi per Marine Le Pen, accolta calorosamente.

“Sono dalla parte dei francesi che iniziano a lavorare all’alba, mentre Macron è il candidato dell’oligarchia. Voglio mostrare la mia solidarietà ai pescatori che svolgono un lavoro così duro mentre Macron propone una deregulation totale imposta da Bruxelles, è sconnesso dalla realtà e non conosce il lavoro duro”, ha tuonato la candidata frontista all’Eliseo.

Il suo nuovo slogan in vista del ballottaggio è “Choisir la France” (Scegliere la Francia). Le Pen ha postato il nuovo slogan sul suo account Twitter.

Non voterà per Marine Le Pen il leader della sinistra radicale, Jean Luc Melenchon. La consultazione online degli elettori di “France Insoumise” andrà avanti fino al 2 maggio con diverse opzioni: voto bianco o nullo, astensione, oppure voto a Emmanuel Macron. Con buona pace di chi, anche in Italia, ha straparlato per settimane di qualcosa che non è avvenuto e non avverrà, di superamento degli steccati destra/sinistra e di un fronte comune tra i candidati del Front National e della “France Insoumise” contro l’eurocrazia e la Nato.

Melenchon ha fatto la sua scelta, ben sapendo di poter favorire l’elezione di Macron e la formazione di una squadra di governo con ultraliberisti come Jacques Attali in ruoli chiave. Attali, il mentore del leader di “En Marche!”, è quello della “plebaglia europea”, di “Maastricht fatto volontariamente” senza prevederne l’uscita, del “poliamore” e dell’eutanasia come strumento per i pensionati che gravano sulla società perché la vita per loro diventa “troppo costosa”.

Tra i nomi pesanti accreditati per far parte della squadra dell’ex consigliere di Hollande, figurano quelli di Dominique Strauss-Kahn, Francois Bayrou, Bernard-Henri Levy e Daniel Cohn-Bendit. Fanatici del liberismo, russofobi e con una predilezione per gli “interventi umanitari a suon di bombe” e le destabilizzazioni eterodirette, come in Libia, Afghanistan Iraq e Siria.

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