La bellezza del pallone sta tutta nel fatto che, a certi livelli e nelle competizioni più sentite, a volte basta davvero un episodio per far oscillare il pendolo della partita da una parte o dall’altra. Cile-Uruguay di ieri sera è un altro esempio lampante, perché la contesa, in pratica, si decide al minuto 19 della ripresa.

Il punteggio è ancora fermo sullo 0-0. Edinson Cavani – veramente da incubo la sua Coppa America, zero gol all’attivo e il padre in carcere con l’accusa di omicidio colposo -, già ammonito nel primo tempo per proteste, rifila, anzi rifilerebbe, una leggera manina sul volto di Jara, il difensore cileno che lo stava marcando davvero da vicino (le foto lo inchiodano con una mano tra le parti basse del Matador). Il giocatore di casa cade e il direttore di gara, il brasiliano Sandro Ricci, sventola il secondo giallo all’ex attaccante del Napoli.
Rosso inevitabile, come anche le proteste e le polemiche, e a nulla valgono le urla e la richiesta di spiegazioni degli uruguayani.
Per Cavani la Coppa America finisce qui. Ma anche per la sua nazionale, che esce sconfitta per 1-0 dinanzi ai padroni di casa, che ringraziano un altro “juventino” – seppur negli ultimi mesi in prestito al Queen’s Park Ranger in Inghilterra -: Mauricio Isla.
È sua la zampata vincente a una manciata di minuti dal termine.
È suo il gol che consente al Cile di continuare il sogno («La nostra nazionale non ha vinto nulla, questa è un’occasione unica, sarebbe magnifico farlo a casa nostra davanti al nostro pubblico», ha detto alla vigilia il “genoano” Mauricio Pinilla) e di accedere in semifinale, dove affronterà la vincente tra Bolivia e Perù, che si affrontano stasera.
É suo il sigillo che consente ai ragazzi di mister Sampaoli di venire a capo di una partita tutt’altro che semplice, in cui l’Uruguay gioca tutt’altro che male: attendista come ci si aspettava, accorto e molto prudente, concedendo pochissimo alle bocche di fuoco cilene. Il problema, però, è che anche la Celeste lì davanti si vede davvero poco.

La svolta – si diceva – è l’espulsione di Cavani.
Il Cile, in superiorità numerica, cerca di alzare i ritmi e staziona per più tempo dalle parti di Muslera, che deve capitolare su un’azione prolungata conclusa in rete da Isla.
Partita finita? Macché, perché un fallo del difensore uruguayano Fucile accende una rissa davanti alla panchina del Cile.
A farne le spese sono lo stesso difensore e il commissario tecnico Oscar Tabarez.
L’Uruguay termina in 9, e torna a casa nella partita in cui lo ha meritato di meno.
Il Cile, invece, continua a sognare.

TABELLINO/CILE-URUGUAY 1-0
CILE (4-3-1-2): Bravo; Isla, Medel, Jara, Mena; Aránguiz, Díaz (71′ Fernández), Vidal; Valdivia (85′ Pizarro); A. Sánchez, Vargas (71′ Pinilla). A disp.: Herrera, Garcés, Beausejour, Albornoz, Fuenzalida, F. Gutiérrez, Henríquez, Rojas, Silva. All.: Sampaoli
URUGUAY (4-5-1): – Muslera; M. Pereira, Godín, Giménez, Fucile; Rolán (57′ Hernández), C. Sánchez (85′ J. Rodríguez), Arévalo Ríos, González, C. Rodríguez; Cavani. A disp.: M. Silva, Muñoz, Corujo, De Arrascaeta, Lodeiro, G. Pereira, G. Silva, Stuani. All.: Tábarez
Arbitro: Sandro Ricci (BRA)
Marcatori: 81′ Isla (C)
Ammoniti: 17′ Valdivia, 42′ Isla, 84′ Pinilla (C); 29′ Cavani, 40′ Fucile, 67′ M. Pereira (U).
Espulsi: Cavani (U) al 64′ per somma di ammonizioni, Fucile (U) all’88’ per somma di ammonizioni, Tábarez (U) al 90’+3 per proteste.

Michele Cotugno Depalma

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