I ministri degli Esteri della Federazione Russa e della Repubblica Popolare Cinese Sergej Lavrov e Wang Yi hanno discusso telefonicamente della situazione in Kazakistan, secondo quanto riportano i siti web dei ministeri degli esteri dei due Paesi. Wang Yi ha sostenuto una lotta congiunta con la Russia contro l’interferenza straniera negli affari dei paesi dell’Asia centrale.

“Le parti devono continuare a rafforzare il coordinamento e l’interazione, resistere all’interferenza di forze esterne negli affari interni dei paesi dell’Asia centrale e anche prevenire le ‘rivoluzioni colorate’ ed impedire alle ‘tre forze del male’ (terrorismo, estremismo, separatismo) di creare caos”, ha aggiunto il ministro degli Esteri cinese, le cui parole sono state riportate sul sito del ministero degli Affari esteri della Repubblica Popolare Cinese.

“I ministri sono stati unanimi nella valutazione degli eventi in Kazakistan”, si legge sul sito web del ministero degli Esteri russo. Sergej Lavrov e Wang Yi “hanno sottolineato la loro preoccupazione per l’interferenza di forze esterne, inclusa la partecipazione di mercenari stranieri agli attacchi contro civili e agenti delle forze dell’ordine, l’occupazione di istituzioni statali ed altri obiettivi sensibili”.

È stato osservato come le mosse del presidente del Kazakistan Tokaev siano state “tempestive e proporzionate all’entità della minaccia affrontata dalla repubblica”.

Il 2 gennaio sono iniziate violente proteste in Kazakistan per l’aumento dei prezzi del gas. I manifestanti in seguito hanno iniziato ad avanzare richieste politiche ed economiche. Le forze dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva sono state inviate in Kazakistan. Durante i disordini, decine di persone sono state uccise, centinaia sono rimaste ferite. Il danno è stimato in 2-3 miliardi di dollari.

Traduzione di Guido Benni da

https://www.kommersant.ru/doc/5157186?tg&fbclid=IwAR3mqQTlcBZ8T_pn7ZnoLfP0vRTonh9c4ccyfvblaZMb5hUaiZZTYmB1MK4