Di Dario Daniele Raffo

Il Brasile, un passato di colonia con le proprie contraddizioni, un futuro da scrivere.
Tanti anni sono passati ormai dall’insediamento del primo presidente del Brasile, il primo presidente a voler cercare un futuro per il proprio stato. Questo presidente è stato Lula, il primo a segnare una cesura storica. Il primo a parlare di fine della fame, il primo a cercare un aggettivo per la propria terra ed un imperativo categorico. Un imperativo chiamato DIGNITÀ, un imperativo chiamato programma fame zero. Insomma tanti piccoli esempi volti a cercare tramite piccoli passi un futuro per il proprio paese.

Il tentativo di iniziare a creare una nuova classe dirigente, una nuova cultura. Tanti piccoli tentativi che sono stati portati avanti dalla presidentessa attuale. Tentativi ed alternative alle politiche neoliberiste del passato, tentativi e politiche che hanno portato il Brasile ad essere parte integrante dei Brics. Cosa fu il Brasile del passato? Ebbene uno dei tanti cortili di casa dell’imperialismo statunitense, uno dei tanti paesi in cui la polarizzazione tra opulenza e miseria erano molto presenti. Un paese allo stesso tempo che rappresentava una delle tante mete del turismo di tanti occidentali. Fossero essi alla ricerca di turismo delle diversità , fossero essi alla ricerca di prede facili per i propri bassi istinti sessuali poco importava così doveva essere. Era il destino scelto dai pochi che guidano questa “meravigliosa umanistica“ politica dello scegliere il destino degli altri popoli. In quest’ottica quei pochi fortunati che avevano un lavoro erano trattati alla stregua di servi delle debolezze umane dei pochi ricchi. Una servitù pressochè totale, una servitù che contemplava ogni genere di dovere. Una servitù che ricordava molto la servitù dei primi schiavi delle medesime terre colonizzate secoli prima. Non voglio sostenere che tutto questo sia passato, sarebbe sicuramente positivo per molti se lo fosse; si può però sperare che comunque ci siano cambiamenti in atto frutto delle medesime politiche. I cari imperatori del mondo non staranno sicuramente a guardare, non stupisce il proliferare in queste terre delle varie sette protestanti. Protestantesimo di stampo nordamericano, religione che causa alienazione e stordimento, religione importata che potrebbe invertire questo processo in nome delle obbedienze veterotestamentarie. Insomma viene da pensare che non si debba mai abbassare la guardia a qualsiasi movimento culturale di importazione. Possiamo solo attendere nella ferma speranza che il futuro sia dalla parte dei Brics e osservarne i frutti di tali politiche.

Il messaggio del film

Val è una domestica di una ricca famiglia di San Paolo, famiglia che rispecchia tutti i vizi delle famiglie occidentali annebbiate dalla propria opulenza. Individualismo, insensibilità ambiente famigliare atomizzato. La famiglia è guidata dall’egida della Signora Barbara, la Signora Barbara rappresenta appieno tutti i vizi delle persone arricchite. Annoiata, sempre alla costante ricerca di una vanità totalizzante. Questa eterna ricerca della sua pseudorealizzazione l’ha portata a vivere abdicando al proprio ruolo di madre. Lasciando che il proprio figlio Paulinho fosse cresciuto e accudito dalla più materna Val. Il padre, sembra aver abdicato al proprio ruolo, vivendo di ricordi di tempi andati e di talenti ormai inespressi. Val vive in questo contesto per molti anni , lasciando la propria famiglia a vivere come può contando anche sul proprio aiuto in un paese nel nord del Brasile. Un giorno dopo anni di vita con questa famiglia postmoderna una notizia sconvolge Val. Sua figlia Jessica verrà da lei , sua figlia la rivedrà. Sua figlia finalmente verrà stretta dalle sue braccia. Nonostante ciò comunque la figlia è stata cresciuta da un’altra persona, i tempi sono cambiati. La figlia, Jessica, in fondo il mondo in cui ha abitato e vissuto la madre non lo conosce. Jessica fin dal suo arrivo infrange consuetudini ormai consolidate. Jessica, è una giovane donna che esprime da anni un proprio talento. Un talento che la porta a cercare con tenacia di iscriversi alla facoltà di Architettura di San Paolo. Una giovane donna in fondo ancora adolescente che pensa di poter anche confrontarsi con il giovin signore Paulinho, giusto per lasciare un esempio. Una giovane donna, che di fatto non sa comportarsi come la madre, che in fondo non conosce così bene e che comunque non la ha cresciuta…

PANORAMICA RECENSIONE
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