Lo Stato riconosce alle vittime civili di atti terroristici e alle vittime incolpevoli di reati di stampo mafioso un beneficio economico, come forma di solidarietà e sostegno. Per le stesse ragioni il diritto al beneficio, che è denaro pubblico, viene riconosciuto solo in presenza dei requisiti e delle condizioni previsti dalla normativa di riferimento.

Una circolare del 18 giugno scorso, ora disponibile on line, richiama e illustra nel dettaglio questi presupposti.
Rivolta ai prefetti, sottolinea la necessità di svolgere un’attenta attività istruttoria sulle richieste di accesso ai benefici, che vengono presentate alle prefetture e poi da queste inoltrate alla direzione centrale per i Diritti civili, la Cittadinanza e le Minoranze del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero.

Il documento, firmato dal capo di Gabinetto, precisa che il “soggetto leso” – che ha diritto al beneficio – non solo non deve in alcun modo aver contribuito alla commissione del reato ma deve essere completamente estraneo sia ad ambienti che a rapporti “delinquenziali”.

Nell’accertamento relativo alla sussistenza dei requisiti soggettivi dei richiedenti i benefici assume particolare rilievo l’art. 9-bis della legge n. 302/1990 in base al quale “Le condizioni di estraneità alla commissione degli atti terroristici o criminali e agli ambienti delinquenziali, di cui all’articolo 1, commi e 2, sono richieste, per la concessione dei benefici previsti dalla presente legge, nei confronti di tutti i soggetti destinatari” che si riferisce tanto alle vittime degli atti terroristici quanto a quelle di reati di stampo mafioso. Detta disposizione è ribadita, in riferimento alle sole vittime della criminalità organizzata dall’art. 2-quinquies, comma 1, lett. b) della legge n. 186/2008.

Il citato art. 9-bis fa espresso rinvio alle disposizioni che ammettono l’elargizione a condizione che il soggetto leso non abbia concorso alla commissione del fatto delittuoso e che risulti essere del tutto estraneo ad ambienti e rapporti delinquenziali. La ratio di questa duplice limitazione risponde all’evidente esigenza dello Stato di cautelarsi rispetto a indebite elargizioni di denaro pubblico non solo nei confronti di soggetti che siano stati condannati per reati di terrorismo e di stampo mafioso, ma anche nei confronti di quanti, più in generale, non siano estranei ad ambienti delinquenziali, circostanza che si 1itiene integrata anche in presenza di reati di delinquenza comune, la cui commissione denota in modo evidente la contiguità o la frequentazione di ambienti delinquenziali.

L’estraneità a determinate categorie di reati e ad ambienti delinquenziali vale anche nei confronti del coniuge e dei figli dell’invalido portatore di una invalidità permanente non inferiore al 50 per cento a causa dell’atto terroristico subito, secondo quanto previsto dai commi 3-bis, 3-ter e 3-quater dell’art. 5 della legge 3 agosto 2004 n. 206.

La circolare contiene anche precisazioni su prescrizione del diritto e decadenza, accesso agli atti e certificazione dello status di vittima da parte delle prefetture.

UN COMMENTO

  1. Buongiorno vittima di un attentato terroristico, mi negano i benefici solo perche sono indagato dalla Procura di Roma per una presunta truffa assicurativa di 1500,00 Euro, solo per questo sono considerato vicino ad ambienti delinquenziali in poche parolo sono un delinquente e anche se dopo due anni sono su una sedia a rotelle, il processo non ancora è iniziato continuo ad essere un delinquente per lo Stato Italiano. W l’Italia.

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