Matteo Renzi

Si secca come le foglie in autunno l’asse europeo Renzi-Hollande-Merkel. Nella giornata di oggi il premier era volato a Bratislava per il primo vertice europeo privo del Regno Unito, ma i risultati a quanto pare non lo hanno per nulla soddisfatto.

Mentre Francia e Germania si dichiarano soddisfatti del meeting il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha fatto sapere di essere deluso da quanto emerso dal summit e ha disertato la conferenza stampa: “non posso partecipare alla conferenza stampa perché non c’è accordo” ha detto il premier ai giornalisti, “non c’è nessuna polemica”.

Ma andando oltre le dichiarazioni di facciata appare chiaro che l’Italia al vertice abbia ottenuto l’ennesimo “Nein!” cui i tedeschi ci hanno abituati da qualche anno a questa parte. Il cambio di marcia sull’austerity europea naturalmente non è stato preso in considerazione, stessa cosa si può dire per la gestione dei flussi migratori, che ormai fuori dalla percentuale fisiologica sostenibile dai paesi europei ne è stato imposto tutto il peso sui paesi rivieraschi dell’Unione, come l’Italia e la Grecia.

Renzi con un’economia in ripresa rispetto agli anni più acuti della crisi, ma in stagnazione, conosce bene che il perdurare dello stallo europeo con una situazione sociale in fermento, ha poche possibilità di trainare il Partito Democratico alla guida del governo fino al 2018 senza una radicale perdita di consensi. A tal proposito il premier non le ha mandate a dire a Frau Merkel: “Così come i Paesi devono rispettare le regole del deficit, allo stesso modo si devono rispettare altre regole, come quella sul surplus commerciale. E ci sono alcuni Paesi che non la rispettano, il principale è la Germania”.

Con il contemporaneo gettito della spugna da parte della BCE nelle politiche inflazioni, che potrebbe far tornare i livelli della moneta unita a quelli di due anni fa (con conseguente esiziali per l’economia italiana) e l’imminente referendum costituzionale, la situazione può diventare esplosiva. Non sono escluse sorprese sul fronte democratico/renziano nel prossimo autunno, del resto una delle promesse di Renzi quando ha ottenuto l’incarico dal presidente emerito Giorgio Napolitano, era di ottenere di più dall’Europa. Per ora ci è riuscito soltanto in parte.

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