Sale la tensione tra il Codacons e Carlo Calenda, accusato di aver mentito ai cittadini sul caso di Roman Pastore, candidato presidente di Municipio a Roma nelle liste di Azione finito nell’occhio del ciclone per alcune foto dove ostenta costosissimi orologi e auto di lusso.

I rapporti tra l’ex ministro e l’associazione di tutela dei consumatori sono tutt’altro che idilliaci già da qualche anno. Dopo il caso dei presunti finti follower del politico, la querela di Codacons per un attacco di Calenda in difesa di Roberto Burioni, il durissimo botta e risposta per i presunti finanziatori di “Azione” indagati dalla magistratura, sono le comunali di Roma a trasformarsi in un nuovo fronte di scontro.

“Il leader di Azione, per difendere il suo candidato, si è nascosto dietro la storia ‘strappalacrime’ dell’orologio regalato a Pastore dal padre venuto a mancare solo due anni fa – spiega il Codacons – Peccato che nelle ultime ore è emerso che l’uomo sarebbe deceduto nel 2017, quindi 4 anni fa, smentendo in modo clamoroso la difesa d’ufficio di Calenda e le presunte bugie del suo pupillo. Non solo. Il caso dell’orologio di marca esibito da Pastore non è isolato, ma sarebbe solo l’ultimo di una serie di episodi dove il ragazzo ostenta sui social automobili di lusso, abiti di alta moda, una serie di costosissimi orologi, nonché le sue vacanze a Capri e in Costa Smeralda, i suoi soggiorni in hotel a 5 stelle e le sue cene in ristoranti stellati”.

“Se da un lato la ricchezza non è di per se un difetto o un disvalore, e non definisce chi ne fa uso, dall’altro l’ostentazione squallida e volgare della stessa non può passare inosservata, soprattutto quando, come in questo caso, se ne ignora la provenienza – rincara la dose il Codacons – Volgarità che si sposa perfettamente con l’arroganza di Carlo Calenda, candidato sindaco della ‘Roma-bene’ e che al di là delle trovate elettorali probabilmente non ha mai messo piede ‘realmente’ in una periferia, e che è sfociata in una inspiegabile bugia raccontata dal leader di Azione ai cittadini, sulla scia della politica più abietta e di bassa lega”.

“Per tale motivo, conclude l’associazione, se confermate le bugie sul caso dell’orologio di lusso, chiede oggi il ritiro della candidatura di Roman Pastore, in relazione alla presa in giro dei cittadini che meritano trasparenza da parte di chi si candida a guidare l’amministrazione della città”.