Non è chiaro se questo organo costituisca un ampliamento del ‘comando congiunto’ stabilito circa un anno fa da russi e iraniani sempre a Bagdad, allora per sovrintendere alle operazioni nel solo teatro mesopotamico, ma la cosa sembra altamente probabile e coerente con l’atteggiamento fin qui tenuto da Mosca e Teheran contro la minaccia terroristica del cosiddetto ‘califfato’.

Infatti fino all’anno scorso l’ISIS era presente soprattutto in Irak, dove aveva conquistato quasi un terzo del paese a partire dalla regione di Ninive, col suo capoluogo Mosul, scendendo attraverso la provincia di Salahuddine e venendo infine fermato solo intorno a Samarra. Nel 2015, mentre controffensive sempre più efficaci erodevano il suo ‘regno di terrore’ nella Provincia di Salahuddine e lo ricacciavano a Nord di Biji, il ‘Daash’ ha esteso la sua influenza in Siria, prendendo il controllo di Tadmur/Palmyra ma anche erodendo i territori precedentementi invasi da altre sigle terroristiche come FSA, Al-Nusra ed Ahrar Sham.

Lo scorso martedì il Viceministro della Repubblica Islamica con delega per gli Affari Arabi, Hossein-Amir Abdollahian ha dichiarato che il suo Governo e quello russo faranno “ogni sforzo” per migliorare la coordnazione con Damasco e arrivare finalmente a una soluzione della situazione siriana. Sempre secondo la FOX il Governo irakeno, che ospita la camera di coordinazione, viene tenuto al corrente delle sue attività e collabora con esse.

Il network americano ha anche riportato che jet russi avrebbero iniziato voli di ricognizione e acclimatamento alle condizioni operative siriane intorno alla base aerea di Latakia (all’interno dell’aeroporto “Martire Bassil Assad”), ma senza intraprendere missioni di combattimento. Questa dichiarazione potrebbe essere stata superata dai fatti visto che fin dalla serata di ieri sono arrivati aggiornamenti su un’intensificazione dei bombardamenti a Est di Aleppo che avrebbe visto tra i suoi protagonisti anche alcuni dei 28 velivoli finora inviati in Siria da Vladimir Putin.

Paolo Marcenaro

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