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matteo salvini

La questione migranti continua a monopolizzare il dibattito politico interno ed esterno ai partiti. Anche il sessantunesimo anniversario della tragedia nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, dove morirono 262 minatori (136 italiani), si è trasformato in uno scontro tra chi vede nell’immigrazione di massa una risorsa e chi invece ne mette in luce le ricadute sociali, sanitarie, economiche e culturali.

Per il presidente della repubblica Sergio Mattarella, in linea con la vulgata maggioritaria nel Pd, quella tragedia “è un motivo di riflessione verso coloro che oggi cercano anche in Italia opportunità che noi trovammo in altri Paesi e che sollecita attenzione e strategie coerenti da parte dell’Unione Europea”.

Il paragone del capo dello Stato non è piaciuto alla Lega Nord: “Mattarella paragona gli italiani emigrati (e morti) nel mondo ai clandestini mantenuti in Italia per fare casino? Si vergogni. Mattarella non parla a nome mio”, ha scritto su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini.

Un attacco duro, preceduto da quello di un altro esponente del Carroccio, Paolo Grimoldi, deputato della Lega nord e segretario della Lega lombarda: “Paragonando questi richiedenti asilo nullafacenti agli italiani morti a Marcinelle il presidente Mattarella infanga la memoria dei nostri connazionali. Si vergogni”.

Le parole di Salvini non sono sfuggite al tuttologo Roberto Saviano che ha così “cinguettato” su twitter: “Non se ne può più di questo politico improvvisato che cerca con le più banali affermazioni di attirare la canaglia razzista”.

Immediata la replica di Salvini: “Se andiamo al governo, dopo aver bloccato l’invasione, gli leviamo l’inutile scorta”.

Immancabile il messaggio via Twitter dal presidente della Camera, Laura Boldrini: “Anniversario tragedia Marcinelle ci ricorda quando i migranti eravamo noi. Oggi più che mai è nostro dovere non dimenticare”.

Il solito ritornello boldriniano ha provocato la reazione rabbiosa via social del noto attore Jerry Calà.

 

“A loro non li ha aiutati nessuno a casa loro. Lavoravano, mandavano a casa i soldi e poi, ma poi…, si facevano raggiungere e si integravano”, ha twittato Calà.

L’attore e regista catanese, ha precisato meglio il suo pensiero ad un follower boldrinista: “Non paragoniamo nostri emigrati per piacere! Loro chiusi in baracche da cui uscivano solo per lavorare e rientravano per farsi da mangiare”.

“Mio zio, ha aggiunto Calà, è morto in Belgio nelle miniere per mantenere la famiglia italiana. Mi permetto di parlare perché ne sono parente e in quegli anni ci sono stato. In Svizzera, in Belgio, in Germania. Ma che c… dite?!!!!”.

2 COMMENTI

  1. Il Belgio dava 1000kg di carbone al l Italia ogni minatore.
    Era il contratto tra Belgio e Italia.
    Sta politica che parla senza sapere.
    Io sonno la terza generazione in Belgio e siamo Ben integrati.
    Nessuno aiuti datti a noi.

  2. Mattarella, presidente non si sa di chi, e la boldrini, che non vale nemmeno la pena definire, prima di parlare dei nostri emigranti devono sciacquarsi la bocca, mentitori che fanno finta di non conoscere la storia, le loro affermazioni sono un insulto a tutti gli emigrati che con enormi sacrifici, il loro lavoro e ingegno, nel rispetto delle leggi e delle regole, hanno contribuito in maniera determinante al progresso civile ed economico dei paesi che li hanno accolti e anche chiamati. Paragonarli allo schifo che sta invadendo l’Italia grida vendetta

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