Coronavirus, complottismo

Da quando, in Italia, s’è cominciato a parlare di Coronavirus, ancor prima che i contagi cominciassero a diffondersi e con essi anche a contarsi anche le prime vittime, un intero mondo di “gente fantasiosa” ha cominciato a muoversi, diffondendo nella rete teorie e congetture a dir poco allucinanti e nutrendosene a propria volta. Così, a causa della disinformazione messa in circolazione quando volutamente e quando no, ma sempre con effetti disastrosi, alcune persone hanno accusato veri e propri fenomeni di panico (si pensi ad esempio a coloro che dal Nord sono fuggiti al Sud, letteralmente assaltando stazioni ed autostrade), oppure si sono illuse che il problema non esistesse, e che in realtà fosse solo una montatura dei “soliti media” (magari in combutta con le multinazionali dei vaccini intenzionate a fare “affari d’oro”, o con la politica decisa a creare una situazione di allarme collettivo per attuare una “svolta autoritaria”, ecc).

E’ soprattutto nei social che s’è visto questo mondo fiorire e prosperare, con la nascita nel corso del tempo di pagine e di gruppi dove ogni giorno vengono pubblicati post e video il cui seguito, in termini di “followers” e di utenti raggiunti o che vi partecipano con commenti e “mi piace”, è quasi sempre ampiamente al di sopra di quanto possano vantare testate e giornali ben più affermati e credibili. Le applicazioni di chat e messaggistica istantanea presenti in ogni smartphone, invece, hanno visto questi stessi contenuti rimbalzare da una persona all’altra, veicolati secondo la tanto vecchia quanto fortunata formula della “catena di Sant’Antonio”.

Elencare tutti questi messaggi, video, teorie, ecc, sarebbe ovviamente impossibile dato il loro alto numero e comunque significherebbe anche far loro un’immeritata ed inopportuna pubblicità. Alcune di queste narrazioni deliranti, elevate a massime verità, hanno comunque ormai raggiunto una vastissima popolarità: si pensi, per esempio, a quella che vorrebbe il Coronavirus come il prodotto di un laboratorio segreto situato a Wuhan, sfuggito probabilmente al controllo delle autorità o addirittura da queste volutamente rilasciato nell’ambiente, una storia che “i potenti della Terra” saprebbero ma che ci vorrebbero nascondere e negare. Su YouTube, dove ognuno può pubblicare propri video in quantità, non mancano figure che si sono elevate a vere e proprie “guide” mediche, spirituali o comunque dispensatrici di tortuose “verità”, dei veri e propri “guru” intorno a cui finisce per imbastirsi molto rapidamente il “culto” di una vasta platea di “seguaci” o “adepti” che dir si voglia. Il fenomeno dei guru e delle sette che nascono nell’ambito di Internet, effettivamente, è un tema di cui ancora troppo poco si parla nel nostro paese, ma la situazione d’emergenza che stiamo oggi vivendo ce ne sta suo malgrado dimostrando e ricordando la grave serietà.

Non di rado, fra i seguaci del complottismo, delle sue teorie e dei suoi dispensatori, vi sono persone affascinate in misura più o meno massiccia da un esoterismo che ingenuamente credono essere orientale ma che, nel migliore dei casi, può soltanto essere bollato come “orientaleggiante” e per giunta in senso più estetico che sostanziale; quando non si parla di un vero e proprio esoterismo New Age, che sarebbe poi proprio questo genere di misticismo orientaleggiante elevato all’ennesima potenza. Anche chi si occupa con serietà di queste materie ha, giustamente e non certo da ora, sollevato l’allarme avvertendo quanto siano pericolose, deliranti e scollegate dalla realtà le teorie e le spiegazioni che i seguaci del New Age si danno del Coronavirus: si veda, ad esempio, questo articolo di “Nuova Società”. Degna di una particolare menzione, poi, sono anche coloro che ad una seria od onesta analisi basata su reali informazioni dal mondo hanno senza indugio preferito, per capire cosa sia il Coronavirus o quali potranno esserne i futuri sviluppi e le relative implicazioni, la lettura degli astri ed il responso dello zodiaco: anche in quel caso, non tutti sempre dei personaggi davvero innocui.

Gli esempi, volendo, sarebbero ancora molti, ma in ogni caso c’è una cosa che accomuna tutte queste persone: il disinteresse verso il mondo reale, che si palesa per esempio in una totale superficialità nell’approccio ai problemi che esso ogni giorno ci può presentare. Ed ecco che così la politica diventa un mondo oltre i limiti del Fantasy, dove un gruppo di potere occulto, composto da persone oscure ed inafferrabili, persino al di sopra del tanto temuto Soros o dei non meno paurosi Rothschild, fa il bello ed il cattivo tempo: tutti, multinazionali, governi, sarebbero in mano a questa élite, letteralmente “un gradino sotto Dio” (o forse ancora più in alto di Dio stesso?). Queste strane letture politiche o meglio sarebbe dire “fantapolitiche” hanno creato, nel corso degli anni, veri e propri deliri su cui si sono alimentate identità e posizioni “pseudo-ideologiche” a dir poco estremiste. Si pensi, per esempio, ad alcune forme d’antisemitismo, o d’islamofobia, o di cristianofobia, o ancora, visti i tempi che corrono, di sinofobia.

In questo senso il terreno dove queste idee e i loro portatori si muovono è molto fertile: fin dal suo primissimo esordio, il Coronavirus ha scatenato ed alimentato tutte le posizioni sinofobe ed anticinesi che si potessero immaginare, con interpretazioni politiche che ineluttabilmente conducevano sempre all’identificazione della Cina come un nuovo “impero del male” da cui provenivano tutti i guai del mondo, guidata da un governo nemico dell’umanità, della Terra e dell’ambiente, ecc. Inevitabilmente, ciò ha provocato, oltre a strani e deliranti messaggi ed affermazioni nei social, anche fenomeni di vera e propria intolleranza verso alcuni membri della comunità cinese nel nostro paese. I più furbi, nascondendosi dietro una critica politica basata magari sul rispetto dei “diritti umani” in Cina, hanno parimenti approfittato di questo clima di caos culturale generalizzato per tirare acqua al loro mulino rinverdendo i loro slogan e tornando a ripeterli a voce ancora più alta; ed ancora continuano a farlo, nonostante tutto, vedendosi messi all’angolo e sconfessati dalla prova dei fatti, ovvero dagli importanti e ripetuti gesti di solidarietà offerti sia dalla comunità cinese in Italia che dal governo di Pechino, nella forma di personale medico e materiale sanitario forniti al nostro paese per lottare contro il Coronavirus.

E, tuttavia, l’esistenza di questo “humus” pseudo-spirituale, che non di rado si sostanzia in vere e proprie sette sia pseudo-religiose che pseudo-politiche, ci dovrebbe sempre preoccupare: approfittando della pervasività e capillarità offerte loro dalla rete, sono state infatti in grado di “inquinare” la cultura critica e la capacità d’analisi di molti comuni cittadini, che in buona fede hanno magari anche solo temporaneamente prestato orecchio alle loro (è proprio il caso di chiamarle così, senza mezzi termini) follie. Un’azione contro le vere “fake news”, quelle che davvero mettono a repentaglio la salute collettiva, a pensarci bene di questi tempi non sarebbe poi così inopportuna.

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