Tra il 9 ed il 10 novembre, a Bahr Dar, in Etiopia, i leader di Eritrea, Etiopia e Somalia hanno tenuto una serie di consultazioni al termine delle quali hanno emesso un importante comunicato congiunto. S’è trattato del secondo incontro fra le tre parti dopo la pace che ha riguardato tutta la regione del Corno d’Africa da luglio ad oggi, ed è servito proprio ai tre leader per valutare gli importanti progressi sin qui riscontrati.

Ad Asmara, è importante ricordarlo, era stata firmata dai tre capi di Stato la Dichiarazione Congiunta sull’amicizia e la cooperazione fra i tre paesi, una pietra miliare per quanto riguarda i loro rapporti reciproci ed il processo d’integrazione regionale. Proprio partendo da questo punto fondamentale, le tre parti hanno apprezzato gli importanti passi in avanti sin qui condotti in termini di pace e di stabilità, e quindi “hanno sottolineato l’importanza del rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’indipendenza politica della Somalia, nonché il loro fermo sostegno al popolo somalo e al governo federale della Somalia e di tutte le sue istituzioni”.

Ancora, si può leggere come “i leader di Etiopia, Somalia ed Eritrea hanno accolto con favore l’imminente revoca di tutte le sanzioni contro l’Eritrea e hanno sottolineato la loro convinzione che questo atto di giustizia contribuirebbe a rafforzare la pace, lo sviluppo e la cooperazione nella regione”.

Infine, il Presidente eritreo Isaias Afewerki ed il Presidente somalo Mohammed Abdullahi Mahmud Farmajo hanno dimostrato al Primo Ministro etiopico Abiy Ahmed la loro gratitudine ed il loro apprezzamento per la saggia scelta di Bahr Dar e di Gondar come luogo per questo importante ritrovo politico. Queste storiche località, infatti, rivestono un’enorme importanza storica per tutte le civiltà del Corno d’Africa, essendo state luoghi chiave anche per l’importantissimo Impero di Axum che, nei suoi anni di maggior fulgore, copriva tutta la regione venendo addirittura considerato nel IV Secolo d. C. da Mani, fondatore del Manicheismo, come una delle quattro grandi potenze della terra insieme a Roma, alla Persia e alla Cina.

Axum, che insieme a queste altre grandi potenze era tra le poche a battere moneta, è sostanzialmente alla base dell’identità del Corno d’Africa, ed importò pacificamente tanto il Cristianesimo quanto l’Islam, dimostrando sin dai tempi più remoti la sua propensione alla convivenza pacifica e fruttuosa fra varie culture e religioni. L’antico “Spirito di Axum” rivive dunque oggi nella pace e nell’integrazione che coinvolge i tre grandi attori del Corno d’Africa: l’Eritrea, l’Etiopia e la Somalia.

Il Mar Rosso, destinato quindi a ritornare un mare di pace, può quindi trasmettere questo importante messaggio anche alle travagliate aree limitrofe, portando anche laggiù (si pensi per esempio al martoriato Yemen, anch’esso legato profondamente in termini storici e culturali al Corno d’Africa) il proprio importante significato di speranza.

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