Nell’ultima settimana hanno trovato conferma su diversi outlet degni di fiducia le voci che volevano in atto ormai da diversi mesi le procedure di riattivazione di una delle più gloriose formazioni corazzate delle storia russa: parliamo della leggendaria “Prima Armata Corazzata della Guardia”, che prese parte dal 1942 al 1945 alle più intense e sanguinose campagne della Grande Guerra Patriottica come Stalingrado, Kursk, Leopoli-Sadomierz, l’Offensiva sull’Oder-Vistola e infine la Battaglia per Berlino.
La decisione ovviamente va inquadrata nella rinnovata attenzione che il Cremlino riserva alle proprie forze armate nel clima di costante deterioramento delle relazioni con la NATO e le continue provocazioni messe in atto dagli Stati Uniti in Polonia, Romania, paesi baltici, Mar Nero, oltre ovviamente al loro ruolo nella guerra tra il regime del Maidan e le repubbliche novorusse.
La Prima Armata Corazzata della Guardia, dopo la conclusione del Secondo Conflitto Mondiale rimase stazionata a Dresda come fulcro del Gruppo di Forze Sovietiche in Germania, che comprendeva anche la Seconda, l’Ottava, la Ventesima Armata della Guardia e la Terza Armata d’Assalto (rispettivamente a Fuerstenberg, Weimar, Eberwalde e Magdeburgo), nella più potente formazione militare sovietica al di fuori dei confini dell’URSS.
Pur non venendo più coinvolta in fatti d’arme convenzionale nel 1968 alcuni reparti della Prima Armata Corazzata della Guardia presero parte alle operazioni di contenimento e repressione della ‘rivoluzione colorata’ praghese, uno dei numerosi episodi in cui i demi-kulturnij delle classi parassite sopravvissuti all’instaurazione del Socialismo si resero complici della CIA e della NATO nel tentativo di diffondere il Caos nella sfera d’influenza sovietica, esattamente come i loro epigoni dell’era gorbacioviana ed eltsiniana fecero vent’anni più tardi (purtroppo con più successo).
In seguito alla criminale dissoluzione dell’URSS e allo scioglimento dell’organizzazione difensiva del Patto di Varsavia la Prima Armata Corazzata della Guardia, che per circa quarant’anni aveva contribuito a tenere sotto controllo l’aggressività imperialista al di là dell’Elba venne ritirata presso Smolensk e infine mestamente sciolta nel 1998. Nella sua nuova incarnazione essa comprenderà inizialmente la Quarta Divisione Corazzata della Guardia “Kantemirovskaya”, la Seconda Divisione di Fucilieri Motorizzati “Tamanskaya”, la 6a Brigata Corazzata Indipendente la 27esima Brigata di Fucilieri Motorizzati.
Il ruolino delle unità può sembrare esiguo per quanti ricordassero come alla fine degli anni ’80 essa comprendesse ben quattro divisioni corazzate e una divisione motorizzata a ranghi completi, ma bisogna anche tenere conto che rispetto ai T-64 e ai T-80 di quegli anni i mezzi che andranno a riempire i ranghi della nuova Armata della Guardia saranno in grado di sviluppare un’efficacia operativa e una potenza di fuoco molte volte superiore a quella dei loro predecessori della precedente generazione.

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