Ottavi di finale di Copa Sudamericana, puro ‘fútbol bailado’. Appena tredici gol in otto partite ma tanti argomenti, tanti personaggi e soprattutto tanto, tanto spettacolo grazie a giocate alle quali possiamo assistere solo se ci troviamo in quel grosso lembo di terra che va da Caracas a Ushuaia.

L’unica sfida che pare già decisa tra le otto in programma è River Plate-LDU Quito con i campioni in carica che hanno sconfitto agilmente gli ecuadoregni per 2-0. Decidono le reti di Alario al 27′ e di Mora al 76′. A metà ripresa ospiti in dieci per l’espulsione di Romero facilitando ancor di più il compito di Gallardo. Particolarmente bella la manovra del primo gol con Carlos Sánchez, pescato da Alario, che semina il panico sulla destra, palla in mezzo dove Mora sponda per Alario che quindi inizia e conclude l’azione segnando con un sinistro a girare sul secondo palo imprendibile per Domínguez. Grande prestazione di Kranevitter ma ancor di più di Pisculichi.

Un’altra argentina, l’Independiente, domina il proprio incontro sconfiggendo l’Olimpia Asunción ma senza riuscire a chiudere il discorso in vista del match di ritorno. 1-0 il risultato finale con un gol di Trejo al 43′ che finalizza una ripartenza da manuale del calcio. Come accennato sono tanti i personaggi che si sono contraddistinti nel bene e nel male tra le otto partite. Okay Alario, okay Pisculichi, okay Trejo ma okay anche Miler Bolaños, autore di una doppietta in sette minuti, tra l’82’ e l’89’ che salva l’Emelec da una figuraccia contro l’Independiente Santa Fé, sopra di un gol dal 46′ del primo tempo poi raggiunto e sorpassato. Termina 2-1 ma il primo gol ecuadoregno è il golaço del turno di andata. Emelec riversato in avanti, spazza la difesa colombiana ma Bagüí raccoglie sulla trequarti e serve Bolaños, largo sulla sinistra, che si accentra leggermente e fa partire un destro imprendibile che va a infilarsi al sette più lontano della porta difesa da Castellanos. In questo incontro però c’è anche un personaggio negativo, l’arbitro brasiliano Ricardo Marques Ribeiro. Colto da un eccessivo protagonismo pensa bene di fischiare un rigore assurdo all’89’ ai padroni di casa per un presunto mani di Mina che si vede arrivare addosso da distanza assai ravvicinata un bolide del solito Bolaños. Altro arbitro fantasioso è il colombiano Vélez che in Sport Recife-Huracán regala agli argentini il rigore che al 75′ verrà realizzato da Bogado fissando il risultato sull’1-1. Su un cross dalla destra Ferraz e Toranzo inizialmente si trattengono un po’ a vicenda ma poi, quando la palla è ormai irraggiungibile, Toranzo cade platealmente e impietosendo Vélez che indica il dischetto. Proteste prolungate dei padroni di casa ma decisione ormai presa. Non solo le giacchette nere fanno danni in questi ottavi di finale. Welder, portiere del Brasília, rovina una gara positiva non trattenendo un facile cross basso di Marcos Guilherme sul quale poi si avventa Hernández: 1-0 per l’Atlético Paranaense, risultato comunque strameritato. Un solo 0-0, quello tra Lanús e Defensor; colpa di Sergio González, punta degli argentini, che sbaglia tre gol clamorosi davanti al solito Campaña ormai candidato a miglior portiere del torneo. Errori da far rabbrividire Calloni e Pancev. Tra Tolima e Sportivo Luqueño invece finisce 1-1, equilibrio mantenuto fino alla fine per gli errori sotto porta dell’argentino Di Vanni. Prima sbaglia di testa indisturbato da due metri sparando alto tra l’incredulità del pubblico. Successivamente sbaglia la palla del possibile 1-2 anticipando tutta la difesa colombiana in area piccola ma non trovando clamorosamente la porta spedendo a lato. A dirla tutta aveva commesso un altro errore madornale quando al 70′ a porta vuota cicca una palla crossata da Núñez ma per sua fortuna alle sue spalle c’è Ortega che l’appoggia in rete. Malgrado lo sciagurato Di Vanni è stata una partita molto divertente. Ancor più divertente però è stata la sfida tra i paraguaiani del Libertad e i brasiliani del Chapecoense, terminata 1-1. Tante giocate sopraffine, tattiche saltate sin dall’inizio e tanta danza sul pallone. Libertad riversata nella metà campo ospite sin dal primo minuto, esponendosi in maniera assurda ai numerosi contropiedi brasiliani non finalizzati perchè dopo aver seminato tutti in velocità il giocatore di turno, si mette a giocare di suola e a fare scavetti. Quando dicevamo di puro ‘fútbol bailado’. Partita molto tecnica e poco tattica, in Europa non se ne vedono così. Mai sottovalutare un Libertad-Chapecoense. Brasiliani in vantaggio al 18′ con Camilo bravo ad approfittare di uno svarione di Mencia su un lancio di Neto e ad entrare in area siglando il provvisorio 0-1 con un diagonale imparabile. Nella ripresa entra Igor tra gli ospiti ma la sua partita termina due minuti dopo al 49′ quando il cileno Roberto Tobar si inventa un fallo che costa il rosso al brasiliano. Igor non fa altro che spazzare un rilancio della retroguardia paraguaiana ma mentre il suo piede destro va ad appoggiarsi a terra trova la tibia di Ortiz che in netto ritardo aveva tentato di anticipare l’avversario; Tobar vede tutto al contrario, rosso ed espulsione. L’episodio sicuramente incide anche perchè la verve del Chapecoense piano piano si spenge ma certo fa male ai brasiliani il modo con cui si fanno raggiungere. Al 93′ su un corner il portiere Danilo rimane piantato sulla linea di porta lasciando Lopéz libero di colpire di testa e segnare l’1-1. Resta almeno la soddisfazione del gol fuori casa.

Tanti errori, tante giocate, bei gol e soprattutto tanti giovani in campo. Già parlato di Espinoza e Arambarri negli articoli passati, a balzare agli occhi sono Jonathan Ariel Valiente Melgarejo e Pervis Josué Estupiñán Tenorio. Valiente gioca seconda punta nel Libertad. Nato in Paraguay a San Lorenzo il 21 febbraio 1998, il giovane attaccante ha fatto tenerezza contro il Chapecoense quando è stato sostituito al 30′ del primo tempo. Ever Almeida ha deciso di mettere più peso in attacco inserendo Recalde e quando il diciassettenne gli passa davanti per andarsi a sedere in panchina se lo abbraccia dicendogli che è una scelta tattica e non una bocciatura. Il ragazzo si sta guadagnando la fiducia del club e la luce dei riflettori, ne sentiremo parlare. Estupiñán invece è nato in Ecuador ad Esmeraldas, il 21 gennaio 1998 e malgrado la sua giovane età è già alla ventiquattresima presenza in prima squadra. Fisico tozzo, 175 cm per 79 kg, gioca esterno sinistro sia con la difesa a quattro sia nel 3-5-2. L’altra sera ha avuto dalle sue parti un avversario ostico come Carlos Sánchez che lo ha messo in difficoltà ma crediamo sia solo l’inizio di una lunga e radiosa carriera. Abbiamo detto tutto, o quasi, non ci resta allora che aspettare le gare di ritorno in programma tra martedì e giovedì prossimo. Godetevele se potete.

Tolima (Col) – Sportivo Luqueño (Par) 1-1

Emelec (Ecu) – Independiente Santa Fé (Col) 2-1

River Plate (Arg) – LDU Quito (Ecu) 2-0

Independiente (Arg) – Olimpia (Par) 1-0

Atl. Paranaense (Bra) – Brasília (Bra) 1-0

Sport Recife (Bra) – Huracán (Arg) 1-1

Libertad (Par) – Chapecoense (Bra) 1-1

Lanús (Arg) – Defensor (Uru) 0-0

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