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Un conflitto nucleare tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord sembrerebbe sempre più possibile: entrambe le parti si sono scambiate dichiarazioni bellicose e hanno portato le loro forze allo stato di allerta. Per gli americani è stata una sorpresa scoprire che i missili nemici hanno una portata maggiore rispetto a quanto previsto.

I test dei missili e le dichiarazioni di Pyongyang suggeriscono infatti che il Paese asiatico abbia a disposizione un missile balistico intercontinentale con un motore di 4 fasi. Se fosse davvero così, i missili nucleari della Corea del Nord sarebbero in grado di raggiungere almeno la costa orientale degli Stati Uniti, mentre Pyongyang si dice fiduciosa circa la capacità di colpire una base militare americana sull’isola di Guam, nel Pacifico.

Fino a qualche mese fa, si pensava che l’arsenale missilistico della Corea del Nord fosse antiquato, in parte risalente addirittura agli anni Cinquanta e Sessanta. Ma la scorsa settimana, negli Stati Uniti, sul ​​New York Times è apparso un articolo che cita il parere di Michael Elleman uno degli esperti di un think tank britannico, l’International Institute for Strategic Studies. L’analista sostiene che i motori per i missili della Corea del Nord siano stati acquistati sul mercato nero di armi e che siano stati fabbricati in Ucraina.

Questa pubblicazione ha causato un vero e proprio shock in Ucraina. Dopotutto, se fosse provata la vendita dei motori dei missili nordcoreani, gli americani si vedrebbero costretti a riconsiderare il loro atteggiamento verso l’Ucraina come alleata e ad ammettere un errore nella loro strategia di sostegno al Paese. Il che significherebbe, in un certo senso, riconoscere alla Russia una parte di ragione.

Tuttavia, Ucraina e Stati Uniti si sono affrettati a dire che le autorità ucraine non sono coinvolte in queste consegne. Il 16 agosto, l’intelligence degli Stati Uniti ha detto che la Corea del Nord può produrre da sola i motori per i missili, senza l’uso di prodotti importati. Sempre il 16 agosto, il direttore della fabbrica ucraina “Yuzhmash” (il più grande stabilimento della ex URSS per i motori che producono impianti di missili nucleari), Sergey Voyt, ha intrattenuto una conversazione telefonica con un pranker russo (un esperto di telefonate-scherzo) dal soprannome “Lexus”. Questi, fingendo di essere il Capo del Consiglio di Sicurezza dell’Ucraina, Aleksandr Turchinov, ha chiesto informazioni precise sul fatto se fosse vero o meno che la fabbrica avesse fornito motori a razzo alla Corea del Nord. Lexus-Turchinov ha chiesto di rispondere francamente a questa domanda: avrebbero potuto i motori a razzo ucraini arrivare alla Corea del Nord? Voyt ha detto che con “i cinesi e i coreani” coopera una società di progettazione, la State Design Office “Yuzhnoye”. La fabbrica “Yuzhmash” e l’Office Design si trovano nella stessa città (Dnepropetrovsk), ed intrattengono una stretta collaborazione: la fabbrica produce prodotti che vengono sviluppati dai progettisti dello “Yuzhnoye”.

Tuttavia, anche alcuni politici e media ucraini sembrerebbero inclini a questa versione. Secondo informazioni recentemente pervenute, Yulia Tymoshenko, la più popolare politica ucraina e leader dell’opposizione, avrebbe pubblicato un post sul suo profilo Facebook riguardante questo fatto, che la leader avrebbe però cancellato in seguito, dicendo che il suo profilo era stato hackerato.

L’Ucraina (Paese per il quale la vendita di armi sul mercato nero è stata a lungo un business redditizio) si è prontamente giustificata, sostenendo che la fornitura dei motori a razzo alla Corea del Nord sarebbe invece opera della Russia. A quanto pare, per ora, gli Stati Uniti sono inclini a credere alla spiegazione ucraina.

Silvia Vittoria Missotti

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