Bielorussia: Alexander Lukasehnko

La Bielorussia è un paese dell’Europa orientale, con una popolazione di 9,5 milioni di persone, che era stata parte dell’Unione Sovietica. Il presidente, Alexander Lukashenko, fino a poco tempo fa, era allineato con la Russia e ostile all’Occidente.  Tuttavia, negli ultimi anni, Lukashenko ha cercato di trovare altri punti di supporto: distanziandosi dalla Russia, il presidente bielorusso sta costruendo relazioni con altri Paesi, sia ad est che ad ovest. Inoltre, per ottenere una nuova fonte di prestiti (l’economia bielorussa dipende fortemente dai mercati di vendita russi), Lukashenko ha trovato nella Cina un partner commerciale e un finanziatore. Non lontano dalla capitale Minsk, con il permesso del presidente bielorusso, è stata creata una Chinatown in cui lavorano e vivono manager, ingegneri e operai cinesi. Le autorità locali non interferiscono negli affari della comunità cinese, e questo provoca grave irritazione nella popolazione bielorussa. L’indice di gradimento del presidente Lukashenko, tra la popolazione del Paese, sta diminuendo, e la sua amicizia con i cinesi sta diventando una delle fonti di disappunto nei suoi confronti.

Il riavvicinamento tra Alexander Lukashenko e la Cina, quest’anno, è stato seguito da conseguenze inaspettate, ovvero il coronavirus. Dopo la diffusione del CoVid in Cina, e soprattutto dopo la sua diffusione fuori dalla Cina, la popolazione della Bielorussia ha iniziato a preoccuparsi per un  eventuale contagio. Il malcontento è causato dall’aumento del numero di lavoratori cinesi che stanno modernizzando le imprese bielorusse con i soldi ricevuti dai prestiti cinesi. In questo modo, i bielorussi perdono il lavoro. Oltre ai lavoratori, in Bielorussia vi è un numero abbastanza elevato di studenti cinesi, che hanno un riscontro favorevole nel Paese e hanno opportunità abbastanza ampie. Gli studenti cinesi portano guadagni in valuta estera alle università, quindi negli atenei cercano di non espellerli. Sono inoltre ospitati nei migliori dormitori, e alcuni studenti bielorussi sono invitati a cercare da soli altri alloggi. Nonostante ciò, un certo numero di studenti cinesi non si adatta molto al Paese che li ospita.

La comparsa del coronavirus ha intensificato l’avversione dei bielorussi nei confronti dei cinesi, ma ciò comunque non ha finora inciso sull’andamento della vita quotidiana. Se precedentemente le tradizioni cinesi erano viste con più rispetto, ora sono invece evidenziate le caratteristiche negative della Cina, come la trascuratezza delle norme igieniche e alimentari. I cinesi hanno iniziato a essere percepiti come potenziali portatori di coronavirus, che devono essere isolati dalla società nel momento dell’epidemia.

Dopo l’emergere di informazioni sui decessi per coronavirus oltre i confini cinesi, così come i contagi di persone non cinesi, i bielorussi si sono maggiormente preoccupati. Il costante promemoria mediatico che la Cina è “un’amica nel buono e nel cattivo tempo” della Bielorussia sta iniziando a infastidire la gente, perché le autorità bielorusse sono accusate di non adottare misure per prevenire la possibile diffusione del virus nel Paese.

Dopo le vacanze invernali, gli studenti cinesi hanno iniziato a tornare nelle università bielorusse. Le autorità hanno annunciato l’esecuzione di controlli medici per tali studenti, ma immediatamente sono apparse informazioni, fornite anche dagli stessi cinesi, che non sono stati effettuati esami medici al loro arrivo a Minsk. È stato annunciato che le autorità hanno realizzato un dispensario medico per le misure di quarantena. Dopo di che, sono apparse informazioni secondo le quali i medici avevano iniziato a chiudere il dispensario. Le autorità hanno annunciato che non vi sono state dimissioni; tuttavia, un’infermiera è andata in pensione e quattro medici si sono presi una vacanza.

Il tradizionale rapporto non troppo buono con i cinesi, visti come persone appartenenti ad una cultura lontanissima e diversa, ha iniziato a peggiorare dopo che le autorità di diversi Paesi hanno imposto restrizioni sui viaggiatori cinesi e hanno adottato misure per impedire ai propri cittadini di visitare la Cina. Le autorità bielorusse hanno annunciato che non avrebbero vietato ai cinesi di entrare nel Paese, il che ha sollevato il sospetto tra la popolazione che le autorità bielorusse siano troppo dipendenti dal denaro cinese.

Secondo alcune fonti, un mese fa, per ordine del presidente Lukashenko, moltissime mascherine sono state inviate in aereo in Cina per contrastare la diffusione del coronavirus. Tuttavia, le autorità hanno affermato che la situazione è sotto controllo. Ma ciò avrebbe aumentato i pregiudizi dei bielorussi, che temono per l’esaurimento di scorte sufficienti a contenere un’eventuale epidemia.

Alla fine di febbraio, si è verificato il primo caso confermato di coronavirus in Bielorussia. Si tratta di uno studente iraniano tornato dalle vacanze nel proprio Paese, dove ha contratto il virus. Questo studente sta pianificando il matrimonio con una ragazza di Minsk, quindi dopo essere tornato in Bielorussia ha visitato negozi, saloni di nozze e ha continuato a frequentare le lezioni. Le autorità hanno messo in quarantena l’università dove studia il cittadino iraniano, ma senza controllare tutti gli studenti, che sono tornati a casa. Ciò potrebbe potenzialmente portare ad una diffusione del virus. Recentemente, infatti, altri casi sospetti di coronavirus sono stati identificati in altre città della Bielorussia. Questo potrebbe fare pensare che, in precedenza, non fossero stati condotti abbastanza controlli medici e che l’identificazione simultanea di potenziali portatori del virus sia dovuta al fatto che solo negli ultimi giorni di febbraio sono iniziati gli screening di massa.

Dall’apparizione del CoVid-19 in Bielorussia, Lukashenko ha rifiutato di sospendere l’entrata nel Paese di studenti cinesi e iraniani. Si prevede che la Bielorussia riceverà dalla Cina un sostegno finanziario per poter acquistare petrolio non russo, e quindi più costoso. Il petrolio proverrebbe proprio dall’Iran. Pertanto, non sarebbe conveniente per Lukashenko peggiorare i rapporti con questi due Paesi. Il presidente bielorusso si è dichiarato sorpreso dal motivo per cui la Russia ha chiuso il confine con la Cina e, a suo avviso, non è consigliabile provocare il malcontento della potenza asiatica, altrimenti si potrebbe perdere l’assistenza economica fornita da essa.

Lukashenko ha mantenuto aperti l’ingresso e l’uscita da e verso la Bielorussia per i cittadini di diverse decine di Stati, pertanto, senza adeguate misure preventive, la Bielorussia potrebbe potenzialmente diventare un trampolino di lancio per l’epidemia in altri Paesi.

Quest’anno, inoltre, in Bielorussia si terranno le elezioni presidenziali. E secondo alcuni esperti, Lukashenko, il cui rating reale, secondo sondaggi d’opinione, supera appena il 10%, potrebbe pensare di sfruttare l’emergenza coronavirus per posticipare le elezioni.

Silvia Vittoria Missotti

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