Russia, coronavirus

In questi giorni, nella solitamente affollatissima metro di Mosca si ha l’impressione che l’afflusso dei passeggeri sia diminuito. Il prezzo delle mascherine nelle farmacie nelle zone a ridosso della capitale russa è salito a 800 rubli (circa 11 euro), che in Russia sono una cifra non esigua, considerando che il prezzo base si aggirava intorno ai 40 rubli. E, stando a sentire i farmacisti, 800 rubli sono ancora pochi, e comunque le mascherine sono quasi tutte esaurite.

Ma cosa sta succedendo in Russia con il Coronavirus? Intanto, nessun allarmismo. I media locali ne parlano, ma rassicurano che la situazione è assolutamente sotto controllo. Il 27 febbraio Ria Novosti ha riportato che, finora, vi sono stati due casi accertati di Coronavirus (due cittadini cinesi), che sono però già guariti e sono già stati dimessi dall’ospedale. Secondo un rapporto del Servizio federale di supervisione della protezione dei diritti dei consumatori e del benessere umano (Rospotrebnadzor), dal 31 dicembre sono state ispezionate oltre 374 mila persone provenienti dalla Cina. Secondo gli ultimi dati, 8153 persone rimangono sotto controllo medico in Russia.

La Russia condivide con la Cina un confine di più di 4 mila chilometri. Il 31 gennaio scorso, il neonominato premier russo Mikhail Mishustin ha decretato la chiusura di tutte le frontiere con la Cina (ovvero nelle cinque regioni di confine). Dal 3 febbraio è stato chiuso il collegamento via treno con il Paese asiatico, mentre dal 20 febbraio è stato disposto il divieto di ingresso in Russia per i cittadini cinesi.

I 144 cittadini russi che si trovavano a Wuhan sono stati rimpatriati il 5 febbraio su due aerei militari, e sono stati sottoposti ad un periodo di quarantena. 

La Russia, già da gennaio, ha adottato misure di sicurezza molto elevate per evitare la diffusione del Coronavirus. Misure che, in aggiunta alla procedura per i visti di ingresso (più rigida rispetto a quella italiana), si sono rivelate efficaci.

Nella città di confine di Blagoveshchensk, per esempio, non è stato riportato nessun caso di contagio. Blagoveshchensk si trova proprio di fronte alla città cinese di Heihe, dove sono stati invece riscontrati diversi casi di Coronavirus. Le due città sono separate dal fiume Amur, largo circa 500 metri in quel punto, e sono perfettamente visibili l’una all’altra dalle rispettive sponde. Tuttavia, se le politiche preventive di Mosca si sono rivelate efficaci per prevenire il contagio, dal lato economico hanno reso la situazione difficile per l’economia delle regioni russe vicine alla Cina, che intrattenevano un fitto scambio commerciale con il vicino asiatico. A Blagoveshchensk, gli hotel che una volta erano pieni di turisti cinesi, ora sono vuoti, e le attività che dipendevano dal commercio con la Cina si trovano in serie difficoltà. Persino l’università locale, frequentata da un elevato numero di studenti cinesi, adesso si trova svuotata, in quanto gli studenti cinesi che erano tornati a casa in occasione del Capodanno cinese, non sono potuti rientrare.

Nel 2019, la Russia ha ospitato più di un milione di turisti provenienti dalla Cina, oltre a decine di migliaia di lavoratori e studenti cinesi. Alcune regioni nell’estremo est del Paese facevano affidamento sulla Cina per l’importazione di alcuni prodotti, soprattutto verdura e frutta, i cui prezzi sono stati ora notevolmente incrementati. Al momento, non si è in grado di prevedere come sarà il bilancio del 2020. 

Per quanto riguarda i rapporti con l’Italia, invece, il Rospotrebnadzor ha diffuso un comunicato stampa in cui lo stesso Servizio federale sconsiglia i viaggi in Italia “finché la situazione epidemiologica non si sarà stabilizzata”. Nessuna restrizione, invece, per chi si vuole recare in Russia dall’Italia. Tale misura è invece stata già adottata da alcuni Paesi, come Israele, il Kuwait, la Giordania, le Seychelles, le Mauritius e El Salvador, che hanno chiuso le frontiere ai viaggiatori provenienti dall’Italia.

Tuttavia, anche in Russia non sono mancati casi di allarmismo. All’inizio di febbraio, ad esempio, nella metro di Mosca si è verificato un episodio che è stato riportato da tutti i media russi. Karomatullo Dzhaborov, un giovane uomo cittadino del Tajikistan, è entrato in un vagone affollato di una metro della capitale russa indossando una mascherina, e si è accasciato al suolo simulando delle convulsioni, mentre i suoi amici gridavano che si trattava di Coronavirus. L’episodio ha suscitato il panico tra i passeggeri. Tuttavia, si è poi scoperto che si trattava di uno scherzo attuato per registrare un video, che è stato successivamente rimosso dai social network. Dzhaborov si trova ora in un centro di detenzione in attesa del processo, e rischia fino a cinque anni di carcere per teppismo.

La vita nella capitale russa, comunque, procede regolarmente, e in una città che conta più di 12 milioni di abitanti, si vedono pochissime mascherine.  

Silvia Vittoria Missotti

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