coronavirus in Russia

In Russia vi è una tendenza positiva nella crescita del numero di casi di coronavirus. Il 30 marzo, sono stati ufficialmente registrati 1.534 casi di COVID-19. Sono stati registrati 8 decessi (di cui 6 a Mosca). Il 31 marzo, il numero di casi ammontava a 2.368 persone, con 18 decessi totali. Il 31 marzo, sono stati registrati 7 decessi, di cui 5 a Mosca. Il 1° aprile, la Federazione Russa ha registrato 2.777 casi di infezione da COVID-19 in 75 regioni. Pertanto, in una giornata, il numero di casi è aumentato di 440 unità. Il numero più elevato di casi è concentrato nella capitale (1.880). Tali statistiche sono fornite dal quartier generale operativo creato per combattere la pandemia, come riportato dal canale televisivo Vesti.

Nonostante il numero di malati e morti nel Paese sia di molte volte inferiore rispetto ad altri Paesi, come l’Italia, le autorità e le persone temono un aumento esponenziale del numero di casi. Il 2 aprile, il numero di malati registrati è salito a 3.548, quello dei guariti a 235 e quello dei decessi a 30, in 76 regioni.

Ma quali misure vengono prese nella Federazione Russa per contrastare la minaccia? Per cominciare, la Russia è stata uno dei primi Paesi al mondo a riconoscere il pericolo del coronavirus. La Russia ha un lungo confine (più di 4.000 chilometri) con la Cina. Secondo la logica, la Russia avrebbe dovuto essere una delle prime vittime della pandemia, “importata” dalla vicina Cina (come è accaduto per la Corea del Sud).

Tuttavia, ciò non è accaduto. Il presidente Putin è stato in grado di valutare in anticipo il pericolo del coronavirus, adottando fin da subito rigide misure di tutela per la Russia. Già a gennaio, le autorità russe hanno bloccato il confine con la Cina, innanzitutto via terra. Tutti i visitatori sono stati sottoposti a controlli della temperatura corporea. Dal 1° febbraio, la Russia ha limitato il traffico aereo con la Cina e dal 3 febbraio ha completamente interrotto il collegamento ferroviario. I cittadini cinesi con permesso di soggiorno russo potevano entrare nel Paese solo dopo avere osservato un periodo di quarantena. Agli altri cittadini cinesi, invece, è stato temporaneamente negato l’ingresso in Russia. Dal 1° marzo è stato vietato temporaneamente l’ingresso anche ai cittadini della Corea del Sud e dell’Iran. Queste misure sono state prese tra gennaio e l’inizio di marzo, quando il virus era ancora considerato quasi esclusivamente un caso cinese. Anche allora, gli aeroporti russi hanno realizzato terminali separati per l’arrivo di voli da aree potenzialmente pericolose, mentre i dottori disponevano di questionari e termometri per gli arrivi.

Il successivo scoppio dell’epidemia di coronavirus in Italia e altrove ha dimostrato che le misure adottate da Putin non erano eccessive e che avrebbero probabilmente evitato il contagio in Russia. Sono stati tempestivamente assegnati fondi dal bilancio statale per l’acquisto di dispositivi medici. Nello stesso periodo (metà marzo) sono stati acquistati 40.000 dispositivi di ventilazione meccanica, come riportato dal canale televisivo Russia Today. In totale, vi sono attualmente 60.000 dispositivi di ventilazione in Russia, di cui 5.000 a Mosca.

La Russia ha iniziato la propria produzione di ventilatori. Nella città di Ekaterinburg, negli Urali, tre impianti hanno iniziato immediatamente a produrre ventilatori. Ognuno di questi impianti è in grado di produrre 720 unità al mese. Per fare un confronto: recentemente le autorità di New York hanno acquistato 400 dispositivi di ventilazione meccanica. In caso di emergenza, i produttori dei dispositivi di ventilazione meccanica degli Urali forniranno i loro prodotti alle regioni senza gara d’appalto. Questo farà risparmiare tempo. Sono anche in costruzione due ospedali per i malati di coronavirus: uno a Mosca, il secondo nell’est della Russia. Le autorità russe hanno vietato l’esportazione di mascherine e prodotti medici.

È stata annunciata anche un’alta allerta contro il coronavirus. Ciò prevede il divieto di celebrare festività e altri eventi pubblici. Le scuole e le università hanno iniziato ad effettuare le lezioni online. La Russia ha chiuso tutti gli aeroporti per i voli internazionali. I russi che arrivano da Paesi con emergenza coronavirus sono messi in quarantena per due settimane. A tutti i datori di lavoro è stato chiesto di non consentire ai dipendenti con sintomi da COVID-19 di accedere al lavoro.

Nella maggior parte delle regioni della Russia, sono state introdotte forti misure restrittive per combattere il coronavirus, chiamate “regime di isolamento universale”. Il primo esempio è stato dato da Mosca, dove si concentra la maggior parte delle persone infette dal coronavirus. A tutti i residenti è vietato lasciare il loro luogo di residenza. Le eccezioni sono le cure mediche di emergenza, andare a fare la spesa o in farmacia, portare fuori la spazzatura e portare a passeggio gli animali domestici (solo a una distanza non superiore a 100 metri dal domicilio). Tutte le attività lavorative sono state trasferite, per quanto possibile, in modalità online. Dal 28 marzo al 5 aprile è stato annunciato un periodo di festività in tutto il Paese (ad eccezione degli operatori di emergenza e delle industrie legate alla vita della società, come medicina, forze dell’ordine, cibo, ecc.). Il 2 aprile, il presidente Putin ha annunciato il prolungamento della quarantena fino al 30 aprile, con il mantenimento degli stipendi.

Sono anche previste segnalazioni e multe. La Duma di Stato ha adottato con urgenza un progetto di legge sull’inasprimento della responsabilità penale per violazione del regime di quarantena, e ha adottato una legge sull’espansione dei poteri dei ministri dello Stato in condizioni di alta allerta ed emergenza. Inoltre, vi è anche un lavoro massiccio intrapreso dall’esercito russo per contrastare il coronavirus. A Rostov-sul-Don (la più grande città nel sud della Russia), i militari stanno costruendo un centro per combattere le infezioni. La costruzione ha coinvolto il personale militare delle truppe ferroviarie e di ingegneria. Inoltre, simili centri verranno costruiti anche a Sebastopoli (in Crimea) e a Volgograd (nel distretto militare meridionale). I lavori sono stati intrapresi senza sosta. In totale, in Russia verranno costruiti 16 centri di questo tipo, con una capacità totale di 1.600 posti letto. I primi otto centri saranno pronti prima del 30 aprile e gli altri otto prima del 15 maggio. Ciascuno di questi centri medici sarà dotato delle più moderne attrezzature, ha affermato il viceministro della Difesa Timur Ivanov.

Il controllo diretto del coronavirus sarà effettuato da unità della base di sicurezza chimica russa RHBZ (radiazioni, truppe di difesa chimica e biologica). Si tratta degli specialisti cui appartiene lo stesso gruppo che al momento si trova in Italia per aiutare nella lotta all’epidemia. Oltre agli aiuti forniti all’Italia, la Russia ha inviato anche un aereo di aiuti medici agli Stati Uniti (attualmente il Paese al mondo con più casi registrati di COVID-19), che è atterrato il 2 aprile a New York. 

In generale, la situazione in Russia è sotto controllo. La maggior parte delle persone si attiene all’autoisolamento, mentre le autorità stanno facendo tutto il possibile per prevenire una crisi.

Silvia Vittoria Missotti

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