Potevamo avere ancora pochissimi dubbi sul fatto che il Partito Democratico (PD) fosse una forza politica penetrata dalla corruzione fino alle midolla. Ma se il partito, nelle sue ampie ramificazioni, ha causato scandali e commesso ogni sorta di corruttela in varie parti d’Italia, non erano ancora nati simili sospetti sullo “zoccolo duro” del partito, Massimo d’Alema, il “purista” di un PD vecchio stampo che, nella realtà odierna, di fatto non esiste più né gode di alcuna credibilità, ma politicamente ancora capace di esercitare una buona egemonia tra i ranghi del partito.

Passata relativamente sotto basso profilo mediatico è la vicenda dell’azienda vinicola del due volte primo ministro italiano, “La Madeleine”: l’azienda di d’Alema avrebbe infatti beneficiato di versamenti ammontanti a 87.000 euro in tre anni (22.500 euro all’anno), provenienti dalla cooperativa “Cpl Concordia”, finita sotto inchiesta per tangenti, appalti truccati a Ischia e collaborazione con i casalesi. Se un articolato processo per esaminare le malefatte della “Cpl Concordia” è già in atto, per ora l’azienda vinicola di d’Alema è solo finita sotto la bufera e sotto indagini preliminari. Stando a quanto finora è emerso, il politico democratico ha ottenuto quei soldi anche tramite la Fondazione Italianieuropei (per aver concesso 500 libri scritti da d’Alema da presentare ad Ischia), mentre per “La Madeleine” si tratta della concessione di 2.000 bottiglie di vino.

Se è vero che i vini prodotti dall’azienda hanno prezzi assai sostenuti (per esempio Pinot Nero a 33,50 euro, e prezzi di norma superiori ai 20 euro), ciò che ha davvero destato scandalo è la provenienza (se non possiamo definirla “illegale” ci sentiamo di definirla quantomeno “assai poco sicura”) dei soldi. La “Cpl Concordia” è finita sotto inchiesta per corruzione: il sindaco di Ischia (anche lui del Partito Democratico) Giuseppe Ferrandino è ora ai domiciliari per aver incassato 300.000 euro dalla cooperativa rossa (ed aver fatto assumere il proprio fratello dalla cooperativa) in cambio della gestione dei lavori per la metanizzazione dell’isola. Di questa cooperativa già nel maggio 2014 era stato chiesto il sequestro di beni per oltre un milione di euro per appalti truccati al Policlinico di Moderna, e gli indagati sono stati 63.

Mentre la giustizia italiana si sta occupando di trovare i fondi sporchi della “Cpl Concordia” a San Marino e soprattutto su conti offshore in Tunisia, Massimo d’Alema ha rivendicato rapporti trasparenti con la cooperativa, negando qualsiasi “beneficio” illecito. «Certamente ho rapporti con la “Cpl Concordia”, ma è un rapporto del tutto trasperente, che non ha comportato né la richiesta da parte loro né la messa in opera da parte mia di illeciti di nessun genere», queste le sue parole. L’ex primo ministro ha anche parlato direttamente dei capi d’accusa rivoltigli, dicendo che «è ridicolo definire l’acquisto di 2.000 bottiglie di vino in tre anni un “mega ordine”, peraltro fatturato e pagato con bonifici a quattro mesi» e, per quanto riguarda i libri non si è trattato di alcun «beneficio personale, ma di un’attività editoriale legittima, che rientra nel normale e quotidiano lavoro della Fondazione Italianieuropei».

Se questo caso è ancora all’inizio, ed è ancora certamente presto per trarre conclusioni sicure, è altresì vero che ben poco avremmo da stupirci se un altro esponente del Partito Democratico fosse stato smascherato come un altro ingranaggio del sistema di corruzione vigente nel nostro paese.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.