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Proprio in queste ore a Pyongyang, la capitale della Repubblica Democratica Popolare di Corea, si sta tenendo la grande parata militare dedicata ai 105 anni dalla nascita del “Padre della Patria” Kim Il Sung, padre di Kim Jong Il e nonno di Kim Jong Un. In occasione dell’evento molti osservatori ed analisti, soprattutto a Washington ma anche a Pechino, Mosca, Tokyo e Seoul, s’aspettano che la Corea del Nord sfoderi il suo ultimo ritrovato militare, che nelle aspettative delle autorità nordcoreane dovrebbe fungere da estremo deterrente verso eventuali azioni esterne, statunitensi in primis.

“Risponderemo a una guerra totale con una guerra totale, e a una guerra nucleare con il nostro stile di un attacco nucleare”, ha detto il secondo più importante ufficiale del paese, Choe Ryong Hae, dando ad intendere che la nuova “super arma” nordcoreana, probabilmente un missile a testata nucleare che può essere lanciato da un sottomarino, non teme il confronto con la concorrenza. L’ufficiale ha poi criticato l’Amministrazione Trump per aver voluto creare “una situazione di guerra” col suo paese mandando le navi davanti alle sue acque territoriali.

Kim Jong Un, durante la parata, ha invece preferito non aprir bocca. A parlare per lui hanno pensato le migliaia di militari che marciavano sotto i suoi occhi, insieme ai prototipi dei missili intercontinentali KN-08 e KN-14, non ancora testati dalle autorità militari nordcoreane, ma che secondo gli stessi analisti americani sarebbero comunque in grado di raggiungere anche gli Stati Uniti. Già testato, invece, l’efficace missile “Musudan”, alimentato a combustibile solido e in grado di sorvolare buona parte del Pacifico raggiungendo le postazioni militari statunitensi dell’Isola di Guam, anch’esso esibito trionfalmente durante la sfilata.

Il Ministro degli Esteri cinesi ha ammonito tanto gli Stati Uniti quanto la Corea del Nord a mantenere la calma: “La guerra potrebbe scoppiare in ogni momento”. Riconoscendo come, in un’eventuale guerra fra i due paesi, “non ci possano essere vincitori”, ha quindi soggiunto: “Invitiamo tutte le parti a smettere di provocare e minacciarsi a vicenda e a non permettere che la situazione diventi irreparabile e fuori controllo”.

Anche il Cremlino risulta essere “molto preoccupato” ed invita tutti i paesi coinvolti nell’attuale crisi ad evitare qualunque atto provocatorio. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha infatti così dichiarato alla TASS: “E’ con grande preoccupazione che stiamo guardando l’escalation delle tensioni nella penisola coreana: invitiamo tutti i paesi a dar prova di moderazione e ammoniamo contro qualsiasi azione che potrebbe portare a misure provocatorie”.

In un’intervista all’Associated Press il Ministro degli Esteri nordcoreano Han Ryol ha accusato Trump d’avere una politica estera persino più aggressiva di quella di Obama (“Abbiamo fatto un confronto con le precedenti amministrazioni americane e la conclusione è che questa è più violenta e aggressiva”, ha detto) e di aver instaurato “un circolo vizioso” per quanto riguarda il costante inasprirsi delle tensioni fra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. Di fronte ad un attacco preventivo statunitense, ha infine ammonito, Pyongyang “non terrà le braccia incrociate”.

Secondo la NBC, che cita come fonti vari settori dell’intelligence americana, il Pentagono sarebbe pronto ad azioni preventive contro la Corea del Nord, anche se i militari americani hanno comunque smentito. Pyongyang ha dichiarato che “un grande evento” è vicino e molti a Washington credono che si tratti proprio di un nuovo test nucleare. Ma il “grande evento” potrebbe riguardare anche altro: pochi giorni fa a Pyongyang Kim Jong Un ha inaugurato un nuovo grande centro residenziale ed un altrettanto grande centro commerciale. L’intento, in quel caso, era di dimostrare la solidità dell’economia nordcoreana, che continuerebbe a crescere malgrado le sanzioni: dunque non proprio un’esibizione di muscoli in chiave militare, ma semmai in chiave economica.

Solo le prossime ore ci potranno dire in cosa consista il “grande evento” e, a seconda della sua natura, anche quali saranno state le eventuali reazioni esterne.

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