La NATO, il braccio armato degli Stati Uniti, si è allargata in tutta l’Europa dell’Est circondando con armi e missili la Russia, alimentando tensione ed instabilità.

In Ucraina nel 2014 c’è stato un colpo di stato. Manifestazioni e proteste inizialmente spontanee, sono state infiltrate ed orientate dai soliti noti. Più volte la Nuland e John McCain sono stati a Kiev per assicurarsi che il cambio di regime procedesse secondo i loro piani.

Nel frattempo morivano i civili, soprattutto nelle Regioni orientali del Paese, ma a nessuno è mai importato nulla. Né della Pace né della Vita.

Il Golpe è stato portato avanti da gruppi paramilitari ultranazionalisti armati fino ai denti e finanziati dagli Americani.

Le regioni del Donbass si sono rifiutate di riconoscere il nuovo governo voluto dagli statunitensi, e da quel momento hanno subito 8 anni di guerra civile e bombardamenti che hanno causato la morte di oltre 15mila esseri umani.

Il tutto è avvenuto nell’indifferenza complice dell’opinione pubblica e della Chiesa occidentale. Le stesse che oggi, ipocritamente, parlano di pace e distribuiscono i soliti patentini di “bontà” e “cattiveria”, secondo lo schema statunitense.

Dov’era l’Occidente quando nei villaggi del Donbass i bambini vivevano negli scantinati e in rifugi di fortuna?
Dove erano cadute le lingue e le mani a tanti illuminati osservatori ed analisti nell’estate del 2014, quando le regioni di Donetsk e Lugansk contavano i danni dei bombardamenti aerei o il 2 maggio, quando le belve ultranazionaliste di Pravy Sektor portavano a termine la mattanza nella Casa dei Sindacati di Odessa, frantumando le ossa di tanti innocenti a sprangate e bruciando vivi uomini e donne che manifestavano per un sistema federale in Donbass, sotto gli sguardi pieni d’odio di fanatici come la “femen” Kraizman?
Che fine avevano fatto i sinceri democratici di queste ore quando Parubij e Biletsky venivano ricevuti tra mille onori dai presidenti delle Camere di mezza Europa?

La causa di tutti i disastri di questi anni, anche di quelli odierni, sono gli Stati Uniti d’America con il loro fanatismo messianico. L’unipolarismo che volevano imporre al Mondo non è più possibile, per fortuna.

Nuovi “attori” si muovono con forza ed autorevolezza sullo scacchiere internazionale. La pace e l’equilibrio possono esserci solo con un multilateralismo che superi i “dogmi” dell’Occidente e riponga nella pattumiera della Storia l’assurda convinzione della sua “missione salvifica”.

La NATO ha preso forma a Washington il 4 aprile del 1949; il patto di Varsavia il 14 maggio del 1955. Come fa la prima ad essere “difensiva” se il secondo (che tra l’altro oggi non esiste più) è stato firmato dopo?

Esiste un altro mondo che ha confini molto più ampi rispetto al “cortile di casa” del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America. Cortile di casa di cui purtroppo l’Italia, con le 113 basi americane sul suo suolo, fa più che mai parte.

Che il Pd, Più Europa, Fdi, M5S e Lega abbiano di fatto le stesse posizioni sui recenti fatti di politica estera, non deve sorprendere. Fanno parte del governo più ferocemente atlantista degli ultimi 50 anni.

Una mera “appendice politica” dei salotti buoni di Washington e del Deep State a stelle e strisce. E nulla più.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica