Torre Annunziata

Prima un tonfo terrificante, poi una nuvola bianca, infine la conta delle vittime. La parte posteriore di un edificio in via Rampa Nunziante 15, a Torre Annunziata, si è letteralmente sbriciolata.

Il crollo è avvenuto venerdì, intorno alle 6.20 del mattino. Il palazzo era parzialmente occupato. In due appartamenti si stavano eseguendo lavori di ristrutturazione.

Diverse squadre dei Vigili del Fuoco si sono messe al lavoro per tentare di salvare chi era rimasto intrappolato sotto le macerie. Si è scavato anche a mani nude per tentare di trovare i dispersi. Tra vigili, poliziotti con le squadre cinofile, carabinieri e volontari, sono stati almeno settanta gli uomini impegnati nelle disperate e difficilissime operazioni di salvataggio.

Il bilancio definitivo è molto pesante: le vittime sono otto. L’ultimo corpo estratto è stato quello del piccolo Salvatore Guida, di 8 anni appena.

Tra le vittime ci sono il tecnico del tecnico del Comune di Torre Annunziata Giacomo Cuccurullo, addetto proprio alla valutazione delle pratiche sugli edifici pericolanti, con la moglie Eddy Laiola, anche lei dipendente del municipio, e il loro figlio 25enne Marco rientrato in casa un’ora prima del crollo.

Durante la notte di venerdì, erano state estratte anche le salme della sarta Pina Aprea, che viveva da sola, di Pasquale Guida e di sua moglie Anna. E sabato mattina sono stati ritrovati gli ultimi due corpi, quelli di Francesca 14 anni, e, appunto, di Salvatore, i figli dei coniugi Guida.

“Per la città, ha dichiarato il sindaco Vincenzo Ascione, è una tragedia immane. Non facciamo polemiche e attendiamo i risvolti di ordine giudiziario”.

Il primo cittadino ha anche precisato che, secondo le Dia in possesso al Comune, erano in corso lavori al primo e secondo piano “di ordinaria manutenzione” e che non c’era nessuna ordinanza di sgombero.

Alcuni presenti hanno riferito anche di un terzo cantiere al terzo piano di cui però il sindaco Ascione non ha traccia. Si è parlato anche di una trave portante tagliata.

La palazzina costruita nel 1958, tra il mare e la ferrovia, aveva la struttura portante in tufo e i solai in cemento armato.

La Procura di Torre Annunziata ha posto sequestro l’area interessata dal crollo. Sul posto era presente il pm titolare dell’inchiesta, Andreana Ambrosino che già venerdì aveva aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio plurimo. Non risultano al momento persone indagate.

Lapidario il magistrato: “Al momento non escludiamo nessuna ipotesi investigativa, stiamo lavorando. All’esame c’è l’impatto sulla struttura dei lavori effettuati ai primi due piani dell’immobile”.

Dovrebbe essere proclamato anche il lutto cittadino ma quel che conta di più è individuare e conoscere le cause del crollo. Anche se purtroppo non servirà a riportare indietro chi ha perso la vita.

L’ex sindaco oplontino, Giosuè Starita, ha avanzato il sospetto della manomissione di una putrella. Bisognerà inoltre verificare quanto i lavori effettuati in una parte di stabile, quella fronte mare, rimasta in piedi, possano aver minato la tenuta statica della parte crollata, quella a monte.

Una volta effettuate le autopsie, spiccheranno i primi avvisi di garanzia, per consentire agli indagati di nominare i propri periti.

L’amministratore del condominio, l’avvocato Roberto Cuomo, nominato come da prassi custode giudiziario dell’edificio sequestrato dagli inquirenti, in una nota stampa, ha voluto fare alcune precisazioni, smentendo la notizia della realizzazione di un B&B nell’appartamento al secondo piano.

“Appare doveroso fornire uenti precisazioni. Le abitazioni sono state acquistate con atto di compravendita tra privati nel mese di Aprile dell’anno 2016; non esiste alcuna società immobiliare finalizzata alla creazione di strutture alberghiere o B&B; erano in corso lavori di ristrutturazione privata all’interno dei singoli appartamenti del piano primo regolarmente denunciati alle Autorità competenti e del secondo piano in fase di iniziazione”, scrive l’avvocato Cuomo.

“L’immane tragedia consumatasi con la perdita di vite umane, si legge ancora, ha determinato nelle 48 ore successive al terribile evento, l’impegno incessante, in una condizione di profondo dolore e sgomento, nel dare il proprio contributo a tutte le autorità pubbliche tempestivamente intervenute. Tuttavia, appare doveroso, alla luce delle varie notizie sugli organi di stampa, spesso infondate, sicuramente diverse e contraddittorie tra loro, fornire precisazioni. Distrutti e colpiti nell’animo da quanto accaduto, nel rispetto del dolore delle famiglie che hanno subito definitive ed irreparabili perdite, invitiamo tutti gli organi di stampa e non, al rispetto incondizionato della vita umana, evitando di diffondere notizie non veritiere, profondendo invece insieme il proprio impegno e le proprie energie nella collaborazione con le autorità inquirenti preposte, per la ricerca della verità”.

“Qualsiasi ulteriore comunicazione, informazione, notizia, priva di adeguati riscontri ufficiali, conclude Cuomo, sarà oggetto di valutazione per eventuali azioni legali a tutela di tutti gli interessati”.

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