Wenstein e cronaca nera arma di distrazione di massa

Dopo il caso Weinstein che da ottobre scorso teneva banco su giornali, tv e social, era ora di trovare un altro argomento di distrazione di massa in campagna elettorale.

Che cosa meglio di una vicenda come quella di Macerata poteva polarizzare lo scontro fra i partiti a poche settimane dal voto? L’occasione è troppo ghiotta per non essere, anche questa, strumentalizzata dai leader politici del nostro paese.

Dal lato destrorso la sparatoria vendicativa e a sfondo etnico di Luca Traini ha provocato delle condanne pubbliche poco convincenti. Anzi il leader leghista Matteo Salvini ha rilanciato, colpa della sinistra, che alimenta lo scontro sociale.

Stavolta però gli attacchi di Salvini e le dinamiche della sparatoria di Macerata contro la comunità nigeriana della città, sembrano favorire il PD, che è maestro nel fare della lotta antifascista un bacino di consensi. Da un paio di settimane giornali e tv vicine al pd e al centrosinistra sono tornati a fare agli italiani la morale sul populismo. Anche la Boldrini è scesa in campo, recitando come al solito la parte della vittima, accusando proprio Salvini degli attacchi alla sua persona e delle “deriva fascista” che starebbe prendendo il nostro paese.

Questa involuzione della politica, iniziata con l’avvento della Seconda Repubblica ha di fatto trasformato il nostro paese in una brutta copia degli Stati Uniti. Dove i due poli centristi discutono esclusivamente di diritti civili e tasse, con ben poche differenze sostanziali tra le due fazioni.

Un ruolo addirittura peggiore lo giocano i media, tutti in mano a poche potenti lobby di potere del nostro paese, in qualche caso addirittura straniere, che dettano l’agenda politica più del Parlamento e dei partiti.

Una questione vecchia come il cucco come quella delle proposte indecenti nel mondo del cinema, dell’arte e dello spettacolo diventa argomento di prima pagina, mettendo in secondo piano il disastro che la crisi ha provocato a livello economico e sociale.

La questione femminile come la questione immigratoria sono senz’altro argomenti importanti, lo abbiamo sottolineato continuamente all’interno dei nostri articoli, ma sembrano occupare la testa di politici, media e popolazione al di là della loro reale rilevanza.

I media controllati da pochi grandi editori parlano della questione femminile, facendone un pruriginoso scandalo da reiterare quotidianamente, ma il reale problema delle donne riguarda le condizioni sociali e di lavoro, bellamente ignorate da opinionisti di ogni risma.

Come abbiamo sottolineato in un nostro recente articolo esistono ancora enormi disparità di trattamento lavorativo tra uomini e donne, per quanto riguarda salario, valorizzazione del percorso formativo e precarietà. Secondo i dati, gli unici che dovrebbero davvero contare qualcosa, il genere femminile risulta ancora fortemente svantaggiato. E le tutele insufficienti per donne e famiglie, costringono le lavoratrici italiane ad abbandonare il lavoro o ad accettare la precarietà, mancando i sussidi necessari da parte dello Stato.

Ma in generale è tutto il paese o quasi a non passarsela per nulla bene. A partire da un’occupazione lavorativa che aumenta nei numeri ma a discapito della qualità e con trucchetti statistici, con grandi aziende sparse nel nostro territorio, che continuano a chiudere o fallire, senza che la classe politica sia stata capace di correre ai ripari. Mentre il Prodotto Interno Lordo italiano rimane al di sotto dei  livelli del 2005, la Boldrini vuole dare a tutti i sostantivi italiani corrispettivi femminili anche laddove non possono esistere e Salvini posta l’ennesima notizia sul clandestino/extracomunitario che corre nudo per qualche città italiana.

Se la distrazione dai problemi reali nel paese è forse legittima da parte di chi ha governato, male, fino a oggi, non lo è per chi si candida a governare per la prima volta il paese. È notizia di poche ore fa, che l’azienda ferroviaria Ntv (proprietaria di Italo) sia stata venduta a un impero multinazionale con sede negli Usa, la Global Infrastructure Partners (GIP), ma siamo sicuri che la notizia non avrà la stessa eco dei fatti di Macerata, così come non avranno mai la stessa risonanza mediatica i fatti di Milano, dove il 18 gennaio scorso sono morti 3 operai della Lamina spa, a testimoniare l’aumento su base annuale dei morti e degli incidenti sul lavoro: un altro degli effetti della crisi. Già quasi caduto nel dimenticatoio anche il gravissimo incidente di Pioltello, un fatto gravissimo, che testimonia il rischio che corrono ogni giorno migliaia di pendolari di tutta Italia, costretti a confrontarsi con treni e ferrovie fatiscenti, grazie a tagli e privatizzazioni.

Non condividiamo le parole pronunciate da Alessandro Di Battista, che ha accusato gli italiani di essere “rincoglioniti”, tuttavia è pur vero che ogni paese ottiene la classe politica che si merita. E se siamo arrivati a questo punto di sfascio totale della politica e dell’informazione, la colpa sa anche di tizio e di caio che guidano il partito x e y, ma è soprattutto colpa nostra, di noi italiani.

 

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