I Paesi del BRICS dimostrano, ancora una volta, di poter competere alla pari con quelli occidentali; lo dimostrano le ultime realizzazioni: la coltivazione di un orecchio sul braccio di un paziente, e l’invenzione di una centrifuga per la gravità artificiale.

E così hanno reso, ancora una volta, la fantascienza meno “fanta” e più profetica.

Avete presenti quei film e romanzi in cui i personaggi camminano dentro un’astronave o una stazione orbitante, senza galleggiare a mezz’aria? Ecco, finora era fantascienza;  adesso, grazie ai russi, è realtà.

Una centrifuga per la gravità artificiale sarà installata su un modulo gonfiabile sviluppato dalla Russia presso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), come dichiarato da Oleg Orlov, capo dell’Istituto Russo per i Problemi Biomedici (RIBP).

“Abbiamo realizzato una centrifuga a piccolo raggio che, come è stato dimostrato, è in grado di simulare la gravità artificiale”, ha dichiarato Orlov ai giornalisti, aggiungendo che la centrifuga è stata sviluppata dalla compagnia russa RSC Energia.

Una volta implementata e perfettamente funzionante, questa centrifuga eliminerà i problemi psico-fisici legati all’assenza di gravità, dall’indebolimento delle ossa al “mal di spazio”, passando per tutte le difficoltà, come quella di spostarsi in assenza di gravità.

Sul fronte cinese, le cose vanno altrettanto bene, anche se in un campo differente. Si tratta di un orecchio “coltivato” sul braccio di un paziente.

Succede all’ospedale affiliato all’Università di Xi’an Jiaotong, nella provincia di Shaanxi, dove l’esperto di chirurgia ricostruttiva Guo Shuzong e il suo collega Shu Maoguo, hanno realizzato questo innovativo metodo per restituire a un paziente (un uomo di trent’anni identificato come “Ji”) l’orecchio destro perduto l’anno scorso in un incidente stradale.

La ricostruzione si è articolata in tre fasi. Nella prima, i dottori hanno inserito un espansore nella pelle dell’avambraccio sinistro del paziente, nel quale hanno regolarmente iniettato acqua per permettere l’espansione del tessuto cutaneo. Nella seconda fase, la struttura dell’orecchio è stata ricavati dal tessuto cartilagineo delle costole di Ji, quindi è stata inserita sotto la pelle espansa.

“La terza fase dell’operazione, cioè il trapianto dell’orecchio” ha dichiarato Shu, “sarà effettuata nel giro di tre o quattro mesi”. I dottori devono infatti attendere la crescita completa dell’orecchio.
Finora Ji è soddisfatto del risultato, e ha affermato che l’orecchio è identico a quello originale.

La vecchia idea, più alimentata a Hollywood che da conoscenze reali, riguardo la superiorità tecnologica americana, è destinata a declinare nel tempo.

Elia Ansaloni

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