La sonda Dart della Nasa ha colpito il piccolo asteroide Dimorphos per deviarne la traiettoria, nel primo esperimento di difesa planetaria. L’impatto è stato ripreso dal minisatellite italiano LiciaCube, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e realizzato dall’azienda Argotec.

Nei 4 minuti prima dell’impatto, Liciacube ha inseguito l’asteroide (160 metri di diametro). E’ stata guidata non più con traiettorie precaricate, ma dall’innovativo Imaging System, il sistema di guida e controllo di assetto basato sulle immagini in tempo reale.

L’acquisizione delle immagini “è il più importante ritorno previsto dalla nostra missione”, ha detto Simone Pirrotta, responsabile della missione LiciaCube per l’Asi, che sta seguendo il tutto dal Centro di controllo a Torino.

“La tecnologia di puntamento denominata SmartNav della sonda Dart ha funzionato alla perfezione. Qui a Torino abbiamo seguito con emozione la fine della missione Nasa con la consapevolezza che nel frattempo il piccolo reporter stava documentando un momento storico: la prima volta che il genere umano modifica lo stato orbitale di un corpo celeste”, ha aggiunto riferendosi al satellite.

“E’ anche il frutto del lavoro di una bella squadra: per cinque anni ci siamo sentiti quasi ogni giorno”, ha osservato Pirrotta chiamando in causa il gruppo di lavoro che ha partecipato alla missione italiana e del quale, con Asi e Argotec, fanno parte Istituto Nazionale di Astrofisica, Politecnico di Milano, Università di Bologna, Università Parthenope di Napoli e Istituto di Fisica Applicata ‘Nello Carrara’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ifac).

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica

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