Stefania Craxi

“Il ‘Cura Italia’ è generoso. Purtroppo, non è sufficiente. Non lo è soprattutto in prospettiva, una prospettiva a tinte ‘noir’ che richiederà più coraggio, più risorse e ancor più capacità di governo e di visione. All’orizzonte si appalesano più rischi. Il primo, è quello di una elargizione di risorse a pioggia che rischia di essere meno di un palliativo e, soprattutto, non aiuterà la ripresa economica dopo una fase di recessione che non ancora sappiamo quanto sarà lunga e grave. Il secondo, è quello di misure discriminatorie e inique che non solo contribuiscono ad aumentare il ‘gap’ tra dipendenti e autonomi ma aumenteranno il numero di ‘inattivi’”. Così, Stefania Craxi, Senatore di Forza Italia e Vicepresidente della Commissione Affari esteri.

“Se io autonomo, io partita iva, continua Stefania Craxi, prendo 600 euro una tantum e devo continuare a pagare tutto lo scibile umano in un contesto economico di fatto post-bellico, paradossalmente mi conviene essere percettore di reddito di cittadinanza! I provvedimenti, anche quelli mossi dagli intenti più alti e nobili, non possono essere mai sganciati, neanche in piena emergenza, da una logica di coerenza e linearità. L’Italia ha da decenni un problema cronico di crescita”.

“Le previsioni per l’anno in corso, conclude Vicepresidente della Commissione Affari esteri, non erano delle più rosee e l’emergenza COVID19, che speriamo tutti quanti di sconfiggere al più presto, se non aggredita nel giusto modo non farà altro che aggravare i nostri problemi strutturali che, in quanto tali, richiedono una risposta di sistema. Meno tasse e imposte per chi produce e per chi lavora restano la stella polare. E, benché qualcuno pensi che certa Europa ha smesso di essere matrigna, passa l’emergenza, in assenza di un cambio di rotta del Governo e della Ue, c’è il rischio concreto che tornerà candidamente a vestire i suoi abiti più tradizionali. Ovviamente, con buona pace della coalizione ‘Ursula’!”.

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