Il Cile rende omaggio al compañero Bettino Craxi, per l’impegno a favore delle cause di libertà e di democrazia, intitolandogli una “plazoleta” nello stesso cimitero dove è sepolto Salvador Allende.

La prestigiosa intitolazione al leader socialista e presidente del Consiglio è avvenuta ieri, venerdì 11 marzo, alle 11 locali. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Recoleta, Daniel Jadue, personalità del Governo cileno, l’ex presidente della Repubblica del Cile, Ricardo Lagos, l’ambasciatore italiano a Santiago, Marco Ricci e la senatrice Stefania Craxi, figlia di Bettino.

Bellissime le parole di Lagos per Bettino Craxi: “In lui avemmo sempre un orecchio disposto ad ascoltarci, un leader a sostegno di tutte le cause della libertà”.

Stefania Craxi ha voluto condividere le sue emozioni con un post carico di emozione su Facebook.

🇨🇱️️🇮🇹♥️Cari amici, voglio condividere con tutti voi la gioia e la soddisfazione per l’inaugurazione della “Plazoleta…

Posted by Stefania Craxi on Friday, March 16, 2018

 

“Cari amici, scrive la senatrice Craxi, voglio condividere con tutti voi la gioia e la soddisfazione per l’inaugurazione della ‘Plazoleta Bettino Craxi’ nel ‘Cementerio General de Recoleta’ di Santiago del Cile, luogo dove oggi riposa Salvador Allende. Un gesto di gratitudine e di riconoscenza per un uomo che fu sempre punto di riferimento per quanti soffrivano per la privazione della libertà e combattevano per la democrazia. Al popolo cileno tutta la mia gratitudine! Un grazie particolare a Ricardo Lagos ed Isabel Allende ed a quanti mi hanno accolto con affetto ed amicizia nel ricordo di mio padre, per una giornata che porterò per sempre nel mio cuore”.

Mentre in Italia resiste la “damnatio memoriae” scaturita dal regime change denominato Tangentopoli, dall’estero continuano ad arrivare riconoscimenti per Bettino Craxi.

Anche in Cile, in uno di quei momenti cruciali che segnano la linea di demarcazione tra il burocrate e lo statista, a Bettino non tremarono le vene nei polsi. Era il settembre 1973, pochi giorni dopo il golpe del generale Augusto Pinochet, quando il vicesegretario e responsabile esteri del Psi rischiò la vita sfidando il dittatore protetto dagli Stati Uniti, per deporre dei garofani rossi sulla tomba del presidente trucidato dalla ”Junta”.

“Un paso mas y tiro” intimarono i carabineros  con “facce truci ed i mitra puntati” a Bettino Craxi, con il più giovane dei soldati che si piantò gambe tese e puntò il mitra carico.

La scena, fu filmata da un operatore della Rai a seguito della delegazione che, astutamente, con la scusa di chiedere a Craxi una sigaretta, gli buttò il rullino nel giubbotto. Costretto ad ordinare alla delegazione di lasciare il cimitero, sulla via del ritorno, il leader socialista incrociò una donna che implorò aiuto per il suo popolo: “Onorevole, chiedete per favore clemenza nei vostri paesi per i cileni”.

Un impegno che Bettino Craxi mantenne, in ogni sede, anche nel suo coraggioso intervento davanti al Congresso degli Stati Uniti.

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