deir ez zor

Le divisioni siriane con il supporto aero-navale russo bucano l’ultima difesa dell’ISIS nella città di Deir Ez Zor, missili balistici partiti dalle fregate russe nel mediterraneo hanno aperto la strada alle divisioni terrestri siriane e alle forze speciali, le Tiger Forces, del Generale Suheil Al-Hassan ad appena 3 kilometri dal centro abitato della Siria Orientale.

Il ministero della difesa russo ha pubblicato i video inerenti all’operazione, qui ripresi da Russia Today

e da France 24

Il ministro della difesa russo, Sergei Shoigu ha avvertito il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin che si è congratulato con il presidente siriano Bashar al-Assad. Putin nel messaggio recapitato al presidente siriano ha evidenziato l’importanza strategica della vittoria riportata dall’esercito siriano per la sconfitta definitiva del terrorismo nel paese.

Con la sconfitta dell’ISISDeir Ez Zor è stato raggiunto un importante obiettivo nella lotta contro lo stato islamico e le milizie qaediste. Dal 2015, anno in cui la Russia ha partecipato attivamente alla guerra contro il terrorismo in Siria, i progressi sono stati significativi. Centinaia di kilometri recuperati e tornati sotto l’egida di Damasco, villaggi, cittadine, pozzi petroliferi e impianti produttivi tornati alla normalità.

L’intervento russo ha portato anche molte innovazioni nel settore militare siriano, dai carri armati T-90 a nuovi aggiornamenti per quanto riguarda il settore aeronautico e per le truppe impegnate a terra, oltre ai convogli umanitari per aiutare la popolazione civile nei quartieri e aree liberate.

Intanto nelle strade di Deir Ez Zor si intonano inni patriottici e si inneggia ai soldati, i liberatori della città assediata da 4 anni dall’ISIS.

Il ministero della difesa di Mosca nella serata di ieri ha ufficializzato la morte di due soldati russi che erano aggregati alle armate siriane nei dintorni di Deir Ez Zor.

La presa di Deir Ez Zor è la vittoria dei siriani che in 6 anni di conflitto non si sono arresi alle intimidazioni. Dai generali in prima linea ai soldati di leva, del tessuto sociale siriano che ha saputo resistere alle avanzate dell’integralismo religioso e degli jihadisti, una vittoria che getta nel panico anche certa stampa e certi analisti che prefiguravano la capitolazione di Damasco in pochi anni.

Non è andata così.

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